Storia delle teorie musicali
biennio | prof. Davide Daolmi

 2019-2020

Invenzione e ricezione dei 'Carmina Burana'

I ‘Carmina Burana’ sono la più celebre raccolta di canzoni profane del medioevo. Il corso indagherà i problemi connessi alla restituzione delle testimonianze musicali del xii-xiii secolo, analizzando le ragioni che hanno indotto le ‘reinvenzioni’ novecentesche, in gran parte condizionate dall’omonima composizione di Carl Orff.

Esame

Il corso è destinato ai frequentanti. Chi fosse impossibilitato a frequentare e volesse comunque inserire l'esame nel piano di studi è tenuto a prendere appuntamento con il docente per definire un diverso programma.

Programma/bibliografia

– Davide Daolmi, Storia della musica: Dalle origini al Seicento, Firenze: Le Monnier, 2019 | info

Materiali in aggiornamento durante il corso (aggiornamenti).

 2018-2019

La notazione dello Squarcialupi

Studio delle notazioni dell’ars nova presenti nel più prestigioso codice dell’epoca. Si distinguerà fra notazione italiana e francese indagando anche le forme miste più comuni.

Programma/bibliografia

– Willi Apel, La notazione della musica polifonica, Firenze: Sansoni, 1984 (solo le parti che si giudicheranno necessarie per conoscere la notazione trecentesca).

– James Haar, John Nádas, Antonio Squarcialupi: Man and myth, «Early music history», 25 (2006), pp. 105-168.
– William Gibbons, Illuminating Florence: Revisiting the composer portraits of the Squarcialupi Codex, «Imago musicae», 23 (2006), pp. 25-45.
– Michele Epifani, In margine alla notazione sperimentale del madrigale Ita se n’era a star di Lorenzo da Firenze, «Philomusica on-line», 13/1 (2014), pp. 59-88.

– saggi introduttivi a: Il codice Squarcialupi: MS Mediceo Palatino 87, Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, ed. Alberto Gallo (Lucca: Lim, 1992).

Materiali

Esame

I non frequentanti sono tenuti a concordare il programma d'esame con il docente.

 2017-2016

Evoluzione della notazione bianca

Il corso insegnerà a leggere e trascrivere la notazione cinquecentesca sviluppando, sulla base della trattatistica dedicata, i princìpi che sono alla base della notazione bianca, con particolare riferimento alle trasformazioni che condurranno alla notazione moderna.

Programma/bibliografia

– Loris Azzaroni, Canone infinito. Lineamenti di teoria della musica, Blogna: Clueb, 1997.

– Willi Apel, La notazione della musica polifonica, Firenze: Sansoni, 1984; cap. II.

Materiali

Esame

I non frequentanti sono tenuti a concordare il programma d'esame con il docente.

 2016-2015

Il mito delle origini della musica

Diversi sono i miti occidentali che spiegano le origini della musica, sia pagani (Apollo, Mercurio), sia cristiani (Jubal), sia forme sincretiche originate dalla combinazione di tradizioni diverse. Il corso presenterà i vari miti, le loro trasformazioni e la persistenza nella storia moderna.

Programma/bibliografia

– James W. McKinnon, "Jubal vel Pythagoras, quis sit inventor musicae?", The Musical Quarterly, 64/1 (Jan. 1978): 1-28.

– Howard Mayer Brown, "St. Augustine, Lady Music, and the Gittern in Fourteenth-Century Italy", Musica Disciplina, 38 (1984): 25-65.

– Tomas Hägg: "Hermes and the Invention of the Lyre: an Unorthodox Version", Symbolae osloensis, 64 (1989): 36-73.

– Gabriele Frings, "Dosso Dossis ‘Allegorie der Musik’ und die Tradition des ‘inventor musicae’ in Mittelalter und Renaissance", Imago musicae, 9-12 (1992-1995): 159-203

– Jean-Marie Fritz, "Translatio studii et déluge. La légende des colonnes de marbre et de brique", Cahiers de civilisation médiévale, 47 (2004): 127-151.

– Davide Daolmi, "Il modello iconografico della miniatura di Pit (F-Pn, It. 568)", in Studi in onore di Maria Caraci, ed. Angela Romagnoli, Daniele Sabaino, Rodobaldo Tibaldi, Pietro Zappalà (Pisa: Ets, 2016).

Materiali

Armonici

– Bibbia, Genesi, discendenza

– Platone, Timeo, 34-36 | schema

– Nicomaco (60-120), Manuale di armonia, § 6

– Isidoro di Siviglia (560-636) | video | testi (ed. Utet)

– Levi-Strauss, Il crudo e il cotto, Ouverture

Esame

I non frequentanti sono tenuti a concordare il programma d'esame con il docente.

 2015-2014

L'invenzione della musica medievale

Cos'è la musica medievale? Su quali basi riconosciamo un brano come prodotto dell'Età di mezzo?
Con particolare riferimento alla restituzione della monodia profana (trovatori, trovieri...) il corso metterà in luce i modi con cui ogni epoca costruisce la sua idea di Medioevo; come la verità storica, soprattutto per epoche così antiche, sia soprattutto frutto di una costruzione culturale; e come i suoni della musica antica siano svincolati dalle nostre conoscenze sulla performace medievale, posto che tali conoscenze abbiano una qualche attendibilità.

Programma/bibliografia

A. Parte istituzionale

The Cambridge history of Western music theory, a cura di Thomas Christensen, Cambridge: Cambridge university press, 2002.
– Giuseppe Sergi, L'dea di Medioevo fra storia e senso comune, Roma: Donzelli, 2005.

B. Parte monografica

– Davide Daolmi, Trovatore amante spia: otto secoli di cronache attorno al celebre favorito che salvò re Riccardo, Lucca: Lim, 2015.

Materiali

Esame

I non frequentanti sono tenuti a concordare il programma d'esame con il docente.

 2014-2013

Princìpi e persistenza della notazione bianca

Il corso mostrerà, sulla base della trattatistica coeva, i princìpi che sono alla base della notazione bianca, con particolare riferimento al tardo Cinquecento, ovvero al momento di passaggio alla notazione moderna.

Scopo del corso sarà indagare il significato ritmico dato alla notazione dai compositori attivi fra Cinque e Seicento, segnatamente Monteverdi.

Programma/bibliografia

A. Parte istituzionale

The Cambridge history of Western music theory, a cura di Thomas Christensen, Cambridge: Cambridge university press, 2002.

B. Parte monografica

– Willi Apel, La notazione della musica polifonica, Firenze: Sansoni, 1984; cap. II.

materiali

Esame

I non frequentanti sono tenuti a concordare il programma d'esame con il docente.

 2013-2012

Riemann: ermeneutica della tonalità

Il corso affronterà il dibattito attorno al ruolo della tonalità nella nostra storia musicale fra codice condiviso (cultura) e rapporti spontanei dei suoni (natura); in questo senso si ripercorreranno le teorie armoniche da Rameau all'armonia funzionale di Riemann (contemplando alcuni epigonismi fra cui Schoenberg e Schenker).

Il corso, eminentemente pratico, si svilupperà attorno all'analisi di selezionati esempi musicali; non è richiesta una specifica conoscenza dell'armonia, che sarà comunque fornita durante il corso. La regolare frequenza è vivamente consigliata.

Programma/bibliografia

A. Parte istituzionale

The Cambridge history of Western music theory, a cura di Thomas Christensen, Cambridge: Cambridge university press, 2002 – Introduction, e capp. 3, 7, 8, 14, 23, 24, 25, 26.

B. Parte monografica

– Diether de La Motte, Manuale di armonia, edizione italiana a cura di Loris Azzaroni, Firenze: La nuova Italia, 1988; Roma: Astrolabio, 2007.

– Mario Baroni, L’ermeneutica musicale, in Enciclopedia della Musica · II · Il sapere musicale, a cura di JJ Nattiez, Torino: Einaudi, 2007, pp. 633-658.

Materiali

– Johann Sebastian Bach, In dulci jubilo (corale).

– Ludwig van Beethoven, Rondò a capriccio, op. 129.

– Nicholas Cook, Guida all'analisi musicale, edizione italiana a cura di Guido Salvetti, Milano: Guerini Scientifica, 2000, pp. 49-94.

Esame

I non frequentanti sono tenuti a concordare il programma d'esame con il docente.

 2012-2011

Teorie e immaginario della scuola di Notre Dame

Il pensiero teorico della scuola di Notre Dame (xii-xiii secolo) alla luce del processo di restituzione della trattatistica moderna.

Programma/bibliografia

Parte istituzionale

The Cambridge history of Western music theory, a cura di Thomas Christensen, Cambridge: Cambridge university press, 2002.

Parte monografica

Alcune schede in TSM segnalate durante il corso, in particolare: Ars antiqua | Fonti | Glossario | Ludwig Repertorium | Onomastico

Willi Apel, La notazione della musica polifonica, Firenze: Sansoni, 1984, capp. iii-iv.

I non frequentati, previo accordo con il docente, prepareranno per l'esame 6 articoli a scelta dal Christensen (parte istituzionale).

Esame

I non frequentanti sono tenuti a concordare il programma d'esame con il docente.

 2011-2010

Duelli carriere pregiudizi · La teoria ritmica dei trovatori

Dalla metà dell'Ottocento si sono affastellate numerose teorie su come si dovessero interpretare ritmicamente le melodie profane del xii-xiii secolo. Il consolidarsi di queste teorie, contraddittorie, inconsistenti e spesso all'origine della contrapposizione franco-tedesca, contribuì alla nascita della moderna musicologia.

Programma/bibliografia

Parte monografica

The Cambridge history of Western music theory, a cura di Thomas Christensen, Cambridge: Cambridge university press, 2002.

Parte istituzionale

John Haines, The footnote quarrels of the modal theory · A remarkable episode in the reception of Medieval music, «Early Music History», 20 (2001), pp. 87-120.

John Haines, Généalogies musicologiques · Aux origines d'une science de la musique vers 1900, «Acta Musicologica», 73/1 (2001), pp. 21-44.

Jacques Chailley · Friedrich Ludwig, Quel est l'auteur de la 'théorie modale' dite de Beck-Aubry?, «Archiv für Musikwissenschaft» 10/3 (1953), pp. 213-222.

I non frequentati, previo accordo con il docente, prepareranno per l'esame 4 articoli a scelta dal Christensen (parte istituzionale).

 2010-2011

L'investigazione musicale nella Milano di Leonardo

Accanto al consolidamento della notazione bianca, verso la fine del Quattrocento si registrano i prodromi di un mutamento della concezione armonica, da orizzontale a verticale, che condizionerà tutto il Cinquecento. Il cambiamento di prospettiva si lega a un mutato ruolo del compositore nella società di quegli anni che vede la musica e la trattatistica di Franchino Gaffurio, maestro di cappella a Milano, fra i più significativi contributi utili a indigare tale trasformazione.

Programma/bibliografia

Parte monografica

Dispensa on line: Franchini Gafurii opera [in progress]

Cesarini Ruini, Produzione e committenza dei trattati di teoria musicale nell'Italia del Quattrocento, in Quellen und Studien zur Musiktheorie des Mittelalters, 3 voll. a cura di Michael Bernhard, Munchen: Verlag der Bayerische Akademie der Wissenschaften, 1990-2001, pp. 341-357.

– Davide Daolmi, L'invenzione del sangue · La polifonia e il ducato sforzesco, in Leonardo da Vinci · Il musico, catalogo della mostra (Roma, Musei Capitolini, xii.2010-ii.2011) a cura di Pietro C. Marani, Cinisello Balsamo: Silvana Editoriale, 2010.

[da definire]

Parte istituzionale

– Luisa Zanoncelli, Topoi della teoria musicale dall'Antichità al Quattrocento, in Enciclopedia della musica, a cura di Jean-Jaques Nattiez, Milano: Einaudi, 2005, V, p. 598 sgg.

– Gregory Barnett, Tonal organization in seventeenth-century music theory, in The Cambridge history of Western music theory, a cura di Th. Christensen, Cambridge: Cambridge University Press, 2002, pp. 407-455.

– Nicolas Meeùs, Teorie musicali in epoca romantica, in Enciclopedia della musica, a cura di Jean-Jaques Nattiez, Milano: Einaudi, 2005, V, p. 627 sgg.

 2009-2010

L’armonia al tempo della monodia: Adriano Banchieri

In un momento chiave della storia della musica – quello evocato dallo scontro fra «antichi» e «moderni» di Galilei – l'opera teorica di Adriano Banchieri assume il ruolo di trait d'union. Legata alla tradizione nella prassi didattica, si rivela profondamente innovativa nella tecnica del comporre e nelle forme della comunicazione (stile spigliato, autoironico, essenziale). Banchieri, che pure ammirava Monteverdi, preferì non confrontarsi con il recitar cantando, ma la sua produzione giovanile, con ironia e distacco, non concepisce più il madrigale se non come disimpegnato ciclo rappresentativo (Zabaione, Barca di Venezia etc.). — La sua paticolarissima indole didattica, sulla cui opera fondamentale si sono formati molti compositori del primo Seicento, offre non solo uno spaccato delle strategie con cui si insegnava musica, ma soprattutto una chiave per comprendere i meccanismi del comporre e l'idea di musica e i modi con cui si andava aggiornando in quegli anni.

Il corso verterà sulla lettura analitica della Cartella musicale relazionata alla sua produzione musicale.

Con la collaborazione degli studenti si realizzerà, durante il corso, l'edizione moderna e commentata delle sue Conclusioni nel suono dell'organo.

Programma/bibliografia

Dispensa on line: Adriano Banchieri teorico

Parte istituzionale

Lettura:

– Luisa Zanoncelli, Topoi della teoria musicale dall'Antichità al Quattrocento, in Enciclopedia della musica, a cura di Jean-Jaques Nattiez, Milano: Einaudi, 2005, V, p. 598 sgg.

– Nicolas Meeùs, Teorie musicali in epoca romantica, in Enciclopedia della musica, a cura di Jean-Jaques Nattiez, Milano: Einaudi, 2005, V, p. 627 sgg.

Parte monografica

– Piero Gargiulo, Adriano Banchieri tra 'antico' e 'moderno': una ricognizione sui trattati, «Rivista italiana di musicologia», 41/2 (2006), pp. 227-260.

Lettura:

– Gregory Barnett, Tonal organization in seventeenth-century music theory, in The Cambridge history of Western music theory, a cura di Th. Christensen, Cambridge: Cambridge University Press, 2002, pp. 407-455.