Storia delle teorie musicali | magistrale

Anno accademico 2019-2020

II semestre, da martedì 11 febbraio 2020 | 6 cfu (40 ore) | aula K32

Invenzione e ricezione dei 'Carmina Burana'

 

In riferimento alle attuali circostanze sanitarie, sollecito tutti gli studenti che frequentano il corso a scegliere un brano, secondo le indicazioni date nelle prime lezioni, quindi comunicarmelo e attenersi alle indicazioni che proporrò in questa pagina o singolarmente via mail.

 

Dispensa on line.

 

In preparazione dell'esame

Modello per l'esercitazione da presentare.

Regole sommarie per l'accentuazione/sillabazione del latino medievale

Il latino medievale canta sillabe ritmiche (come le lingue volgari), non quantitative (come il latino classico) e prevede un accento tonico o sulla penultima sillaba (parola parossitona) o, quando la penultima sillaba fosse breve, sulla terz'ultima (proparossitona) – in caso di dubbi controllare un dizionario di latino (anche on line). Gli altri accenti interni al verso cadono in genere 2 o 4 sillabe prima (satiros hoc excitat = òoooòoo, passo binario), in casi più rari 3 (ossa tenente = òooòo, passo ternario). Forme ibride con caduta irregolare dell'accento (di tipo prosaico) saranno probabilmente uniformate dalla musica. Un canto strofico dovrebbe avere la stessa struttura accentuativa, se così non fosse va evidenziata e discussa.

Non esiste una terminologia metrica condivisa per il latino medievale, ne esiste una per quello classico (che però è quantitativo) e numerose a seconda del volgare usato. Ecco perché non vi chiedo di denominare i versi, ma se lo fate chiarite se estendete il sistema classico, o se quello del volgare (attenzione che l'italiano usa un sistema diverso dal provenzale o dal tedesco).

La sillabazione è quasi simile all'italiano:

a) La singola consonante fa sillaba con la vocale successiva (ta-bu-la).

b) In presenza di due o più consnonanti, la prima fa sillaba con la vocale precedente (om-ni-bus) — Attenzione: in italiano la s si lega sempre alla consononate successiva (a-stro), non così in latino (as-ter).

c) Vi sono 3 eccezioni: 1. una consonante occlusiva (p d c t g) si lega alla liquida (l r) che segue (pa-tris) — 2. parole costituite da più parole si dividono etimologicamente (ab-est) — 3. anche fl ch ph th che non si dividono — Attenzione: il latino classico divide sc gn (e anche x in quanto c+s), per il latino medievale e tardo la questione è dubbia, con tutta probabilità in ambiente provenzale e italiano era suono unitario (si parla di 'pronuncia ecclesiastica') e rimaneva unito (quindi ma-gnus in area mediterranea, ma mag-nus in quella germanica).

d) Le vocali si dividono, a meno che non formino il dittongo au eu ae oe (auc-tor) — Attenzione: il latino medievale scrive (pronuncia) e i due dittonghi ae oe.

e) La i latina, diversamente dall'italiano, non è semivocalica e quindi non va unita alla vocale successiva, a meno che non sia a inizio di parola o fra due vocali (li-li-um, iu-be-o, e-ius).

f) I gruppi qu gu vanno trattati come fossero una singola consonante indivisibile.

Elementi di paleografia musicale

Testo e abbreviature:

Adriano Cappelli, Dizionario di abbreviature latine e italiane, Milano: Hoepli, 1899, 21912, 31929, 41949, 51954, 61960, 72011 — on line

Neumi:

Forme originarie Famiglie neumaticheNozioni generali
Eugène Cardine, Semiologia gregoriana, Roma: Pontificio istituto di musica sacra, 1968, 21979.

 

Candidati:

Davide Ciprandi (Lugeamus, cb 215)

Paola Micieli (Vite perdite, cb 31)

Gaia Busnelli (Ecce torpet probitas, cb 3)

Silvia Arrighetti (Exiit diluculo, cb 90)

Serena Livio (Sic mea fata, cb 116)

Rosanna Cassano (Dulce solum natalis patrie, cb 119)

Severyan Tsagareyshvili (Licet eger cum egrotis, cb 8)

Giulio Santini (Fas e nefas, cb 19)

Mario Raffa (Tempus transit gelidum, cb 153)

Alexandra Kodes (Nomen solemnibus, cb 52)

Antonio Dilella (Veri dulcis in tempore, cb 85/59)

Matteo Roccheggiani (Non te lusisse pudeat, cb 33)

Melissa Briozzo (Celum non animum, cb 15)