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Johannes Ciconia

da Enciclopedia della musica Garzanti (2007)

(Liegi 1340 – Padova 1411) compositore e teorico vallone. Nato a Liegi ed educato ad Avignone; dal 1358 al 1367 visse in Italia; fu poi canonico di San Giovanni Evangelista nella città natale [a], ma nel 1403, a causa dei conflitti scatenati dal grande Scisma, fece ritorno in Italia stabilendosi a Padova come cantore della cattedrale. I costanti contatti tenuti da Ciconi con l'ars nova francese e italiana si riflettono nella sua produzione, che risente in egual misura dei caratteri di entrambe. Sull'esempio dei musicisti italiani, egli alleggerì tuttavia e semplificò la complessa scrittura francese, creando in tal modo uno stile nuovo che avrà notevole importanza per l'ulteriore sviluppo della polifonia nei paesi nordici. Fu infaui il maggiore rappresentante della fase di transizione dall'ars nova alla fioritura franco-fiamminga del secolo xv. Tra le poche composizioni rimaste di Ciconia figurano 16 ballate italiane, 4 madrigali, 2 virelais; 2 canoni, 13 mottetti e varie parti di messa.

a. La critica suppone che queste informazioni si riferiscano a un omonimo o al padre che si chiamava anch'egli Johannes. La sua produzione musicale è databile dagli anni Novanta e presenta uno stile molto avanzato, il che rende poco probabile una formazione a metrà Trecento, come supponevano i primi studi.

Approfondimenti on line: Deumm (1985 e 2025) | Grove (2009) | Musicologie | WikipediaFonti: LaTrobe | DiammMusiche: Imslp | ChoralWikiDiscografia: EarlyMusic | Discogs

O beate Nicole

Mottetto in onore di San Nicola di Trani, conosciuto anche come San Nicola Pellegrino («Nicolae peregrine» nel testo del mottetto). Forse si tratta della prima composizione
databile di Ciconia; scritto molto probabilmente a Roma nel 1393-34 in occasione della commemorazione del trecentenario della morte del Santo patrono di Trani. Questa
celebrazione corrispose anche con la nomina di un nuovo vescovo a Trani Jacobus Cubellus scriptor di Bonifacio ix, evocato nel testo del mottetto «Quem dominus Tranensibus
patroni pie concessit». [a] Dato il legame di Ciconia, a Roma, con il cardinale Philippe d'Aleçon, a sua volta molto vicino al Papa, questa ipotesi diventa molto credibile. [LaReverdie 2012]

a. In realtà Nicola è sempre stato patrono di Trani, quindi in questo caso "Dominus" si riferisce a Dio non a Cubello. Tuttavia è evidende che il mottetto celebra il patrono di Trani in realazione all'elezione di Cubello ad arcivescovo (1393-1418). È semmai il "virum" che può essere identificato con Cubello, il cui titolo di "patronum" ha generico significato di protettore. Ciconia era al servizio del card. d'Alençon, il quale fra il 1390 e la morte (1397) operò a Roma.
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Fonti:
[U] Bologna: Biblioteca Universitaria, 2216, f. 36v-37r [72-73] (dd)
[Q] Bologna: Civico Museo Bibliografico Musicale, Q 15, f. 284v-285r [255v-256r] — ed. Cox 1977, ii: 498 | Goldberg 2025: 1416 [ ]
[S] Siena: Biblioteca Comunale degl'Intronati, L.V.36, f. 25v-26Memelsdorff 2004

tenor   S1   S2

O beate Nicole
suplicum vota suscipe flagitamus
ut quos praesencia tua declarasti
eterno tueare presidio

et perhenniter gratulentis tua festa colentes
Ora pro nobils
i
ii
iii
iv
v
vi
vii
viii
O lux et decus Tranensium
Nicole peregrine
qui in celis gloriaris cum sanctis perhenniter
in hac valle miserie
suspirantes protege quo carnis exuti ergastulo
ad superos pertrahamur
dicentes Miserere nobis Domine
Ora pro nobis
i
ii
iii
iv
v
vi
vii
viii
O virum omnimoda veneracione dignum
cunctarum virtutum
meritis decoratum
quem Dominum
Tranensibus patronum pie concessit
cuius precibus adiuvari
devote deposcimus
Ora pro nobis

Oh beato Nicola
ti chiediamo di accogliere i voti dei supplici
affinché chi hai illuminato con la tua presenza
tu li protegga con eterna difesa

e noi [saremo] sempre grati celebrando la tua festa
Prega per noi
i
ii
iii
iv
v
vi
vii
viii
Oh luce ed orgoglio della città di Trani,
Nicola Pellegrino
che in Cielo godi tra i santi della gloria eterna
in questa valle di miseria
proteggi noi sofferenti che, liberi dalla prigione della carne,
possiamo elevarci
dicendo "Signore abbi pietà di noi"
Prega per noi
i
ii
iii
iv
v
vi
vii
viii
Oh uomo in ogni modo degno di venerazione
di tutte le virtù
ornato dai meriti
che il signore
ha pietosamente fatto protettore dei Tranesi
con le preghiere dei quali di essere aiutati
devotamente chiediamo
Prega per noi
Ensemble Project Ars Nova (New Albion 1992) — Alla Francesca (Opus 111) [strum.] — Les Haulz et les Bas (Christophorus 1996) [strum.] — Mala Punica, Memelsdroff (Erato 1997) — Huelgas Ensemble, Van Nevel (Pavane 1998) — Quartetto Con Affetto (Bauer 2004) [strum.] — La Morra (Ricercar 2010) — La Tricotea (Attacca 2018) [strum.] — Lanterna magica (live 2018) [strum.] — Laboratori Ars Nova (live 2018)
Apparato:
19/S2  s QS ] mm U — 26/S2  mm U ] s QS (l'ultima sillaba è posta a fine sezione, b. 31) — 32/S2  in U replicato erroneamente testo di T (tua festa collente) e di S1 (nobis domine) — 46/S2  b B ] l US

Albane doctor maxime

Due mottetti gemelli di 8+8 strofe (terzine in dimetri giambici) dedicati al neoeletto vescovo di Padova Albano Micheli (1406-1409). Nel 1405 Venezia sottrae Padova dalla signoria dei Carrara e, fra le altre cose, elegge i vescovi.

Fonti:
Bologna: Civico Museo Bibliografico Musicale, Q 15, f. 300v-301r [221v-222r] | ed. Cox 1977, i: 289 | ii: 629 | Goldberg 2025: 1498 (dd)

altus Albane doctor maxime | virtute celo proxime | gradu nitens gemino
Nam decretorum insula | et presulatus ferula | flores sine termino
Vite celestis emulus | in omni bono sedulus | te Ihesum dedicasti
Illustri domo genitus | humilitati deditus | sublima comparasti
Albano, sommo dottore | per virtù prossimo al cielo | splendente per doppio grado [a]
giàcché [essendo] tempio di decreti | e scettro di vescovo | fiorisci senza fine
Emulo della vita celeste | zelante in ogni bene | ti consacrasti a Gesù
nato da illustre casato | dedito all’umiltà | conseguisti vette sublimi
  O Venetina civitas | in qua perfecta bonitas | virtus tanta nascitur
Hoc alumpno iocunderis | tibi fulget instar veris | de quo mundus loquitur
Viri tanti data cure | qui te reget equo iure | Paduana ecclesia
Cristo grates laudes pange | celum edis hymnis tange | cum tuo Ciconia
O città veneta [b] | nella quale la perfetta bontà | genera una virtù così grande
di questo figlio ti rallegri | per te risplende come astro di primavera | di cui parla il mondo
A tant'uomo è affidata la cura | che governa con equità per te | o Chiesa padovana
canta gradite lodi a Cristo | muove il Cielo con inni | con il tuo Ciconia
     
cantus Albane misse celitus | presul date divinitus | veni pater Padue
Cui desolate penitus | confer medellam protinus | duce dudum vidue
Veni pastor animarum | sparge lumin sidus clarum | cuncta solve debita
Aufer quidquid est amarum [1] | nichil sinas esse maurum | queque [2] prudens limita
Albano, mandato dal cielo | vescovo per volere divino | vieni come padre di Padova
città cui assai desolata | procura tu subito rimedio: | essa da tempo è vedova d'una guida
Vieni, pastore delle anime | diffondi la luce, astro splendente | assolvi tutto quanto devi
togli ciò ch'è amaro | non permettere che sia alcun male | tutto limita con prudenza
  Iustus pius et severus | quia [3] totus es sincerus | quis rimetur cetera
Constans leni dominaris | vera laude predicaris | qua pertingis ethera
Leteris urbs Anthenoris | adventu tanti decoris | plausu tota concine
Michaelo stirpe clarus | tibi antistes datur gnarus | cantu nunquam desine
Giusto, pio e severo | perché sei del tutto sincero | chi mai temerebbe altro?
Fermo governi con mitezza | con vera lode sei celebrato | poiché giungi fino al cielo
Gioisca la città di Antenore [c] | all’arrivo di tanto splendore | e tutta canti con applausi
Illustre per stirpe dei Micheli | ti è data [d] guida esperta | non smettere mai con il canto

1. Auffer quitquid est animarum 2. quequem3. bria
a. Ci si riferisce al diritto civile e canonico (in utroque iure), poi ripresi nella terzina successiva — b. Il vescovo Micheli fu eletto dal senato di Venezia — c. Mitico fondatore di Padova — d. A te Padova

Michael qui Stena domus / Venecie mundi splendor

Due mottetti in omaggio a Michele Steno (1331-1413), che fu doge di Venezia dal 1400 alla morte.

Fonti:
Bologna: Civico Museo Bibliografico Musicale, Q 15, f. 287v-288r [258v-259r] | ed. Cox 1977, i: 231 | ii: 530 | Goldberg 2025: 1429 (dd)

duplum 1. Michael qui Stena domus | tu ducatus portas honus
honor tibi qui [es] bonus | vitam ducem celibem
Michele che sei di casa Stena | tu porti il peso dell’onore del ducato
onore a te che sei valoroso | guida della vita casta
  2. Phebo compar princeps alme | tibi mundus promit salve
spargis tuis fructum palme | victor semper [glorie]
Principe nobile, pari a Febo | il mondo ti porge il suo saluto
tu spargi ai tuoi il frutto della palma | sempre di gloria vittorioso
  3. Clemens iustus approbaris | decus morum appellaris
tu defensor extimaris | fidei Catholice
Clemente e giusto sei riconosciuto | sei chiamato splendore dei costumi
sei stimato difensore | della fede cattolica
  4. Bonus pandis munus dignum | malis fundis pene signum
leges suas ad condignum | gladio iusticie
Tu dispensi benefici degni | ai malvagi infliggi il segno della pena
riconduci le leggi al giusto equilibrio | con la spada della giustizia
  5. Sagas prudens mitis pater | lex divina cum sis mater
mentis virtus tibi frater | zelator rei publice
Saggio, prudente e mite padre | poiché la legge divina ti è madre
la forza della mente è tuo fratello | zelante custode della cosa pubblica
  6. Sedem precor tibi dari | Deo celi famulari
eius trono copulari | per eterna secula | Amen
Prego che ti sia data una sede celeste | di servire il Dio del cielo
di essere unito al suo trono | per i secoli eterni | Amen
       
triplum 1. Venecie mundi splendor | Italie cum sis decor
in te viget omnis livor | regulis mundicie
O Venezia, splendore del mondo | poiché sei ornamento dell’Italia,
in te fiorisce ogni zelo | secondo le regole della purezza
  2. Gaude mater, maris salus | qua purgatum quisque malus
terre ponti tu es palus | miserorum baiula
Gioisci, o madre, salvezza del mare | tu che purifichi ogni male;
tu che sei rifugio di terra e di mare | sostegno dei miseri
  3. Gaude late virgo digna | principatus portas signa
tibi soli sunt condigna | ducalis dominii
Gioisci ampiamente, o vergine degna | tu che porti i segni del principato
solo a te sono convenienti | i domini del ducato
  4. Gaude vittrix hesterorum | nam potestas Venetorum
nulli cedit perversorum | domans terram maria
Gioisci vincitrice dei nemici | poiché la potenza dei Veneziani
non cede a nessun malvagio | dominando terra e mari
  5. Tu vincis manus fortis | pacem redis tuis portis
et disrumpis fauce montis | tuorum fidelium
Tu vinci con mano forte | riporti la pace alle tue porte
e spezzi le fauci del monte | a difesa dei tuoi fedeli
  6. Pro te canit voce pia | tui statum in hac via
heic conservet et Maria |Iohannes Ciconia
Per te canta con voce devota | il tuo stato in questo cammino
qui preservi con Maria | Giovanni Ciconia