Examenapium

 

 

Notizie tratte dalle tre versioni del Gerletto (dal 1650 al 1867)

da Davide Stefani, «Avvenimenti accaduti in tempo de’ nostri vecchi». Una fonte settecentesca per la Cappella Musicale del Duomo di Milano, in La Musica Sacra nella Milano del Settecento, atti del convegno internazionale (Milano, Sala Napoleonica, 17-18 maggio 2011), a cura di Cesare Fertonani, Raffaele Mellace e Claudio Toscani, Milano: Led, 2014, pp. 139-144.

 

Avvenimenti accaduti in tempo de’ nostri vecchi e copiati dal nostro vecchio Gerletto tali li ho trovati, con le stesse soscrizioni de’ pontatori

Indice per musicista

Albuzio, Ottavio 12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
11 marzo 1772
22 giugno 1772
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Anetti, Pietro 10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
15 maggio 1779
Angeleri, Pietro Maria
[Pietro M.a]
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
30 aprile 1735
Appiani, Giovanni Maria
[Appiano, Gio Maria/Gianni]
25 agosto 1707
31 marzo 1714
Baliani, Carlo 31 marzo 1714
20 marzo 1715
2 febbraio 1776
[29 aprile] 1716
Barozzi, Bernardino
[Barozino]
22 marzo 1687
Berardi, Giovanni Battista
[Berrardi, Giambatta/Gio Batta]
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
11 marzo 1772
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Beretta, Giovanni Carlo
[Baretta]
7-9 aprile 1836
Bergomi, Agostino 7-9 aprile 1836
Besozzi, Alessandro
[Allessandro]
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
30 aprile 1735
Bianchi, Francesco cantante [1]
1770
15 settembre 1771
11 marzo 1772
1772-1773
8 aprile 1773
1774
1 febbraio 1774
9 settembre 1774
[8 aprile] 1775
5 ottobre 1775
30 ottobre 1775
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
27 settembre 1778
10-12 maggio 1779
15 maggio 1779
21 luglio 1779
7 maggio 1781
15 luglio 1787
Bianchi, Francesco
[Franc.o compositore]
10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
Blacino, Giovanni
[Blasino]
1662
Bonaguzzi, Francesco
[Franc.o]
30 gennaio 1751
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
11 marzo 1772
22 giugno 1772
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
15 maggio 1779
21 luglio 1779
Bonazzi, Ferdinando 7-9 aprile 1836
Bonomi, Carlo 1770
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Bordone, Antonio
[Ant.o]
10-12 maggio 1779
Boucheron, Raimondo 9 febbraio 1853
Brivio, Carlo Francesco
[Carlo Fran.co]
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
30 aprile 1735
1 novembre 1739
8 febbraio 1741
Brivio, Nicola 1770
Brotti, Gaetano 25 agosto 1707
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
30 aprile 1735
30 gennaio 1751
Bugiardi, Desiderio
[Buggiardi]
1662
Buzzi, Annibale
[Anibale]
1770
1774
1 febbraio 1774
Cairone, Giuseppe
[Carione]
30 aprile 1735
30 gennaio 1751
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Caldarola, Giovanni Battista
[Giambatta/Gio Batta/Gianbatta]
30 aprile 1735
30 gennaio 1751
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
11 novembre 1773
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
27 settembre 1778
10-12 maggio 1779
15 maggio 1779
Calenzuoli, Antonio
[Ant.o]
10-12 maggio 1779
Cantoni, [Antonio?] 15 settembre 1771
Carminati, Alessandro
[Allessandro]
17 marzo 1685
12 agosto 1685
1662
Casati, Teodoro
[Casate]
1662
Caspano, Angelo Maria
[Angelo M.a]
1662
Castelli, Giuseppe
[Castellus, Ioseph]
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
30 aprile 1735
Castoldi, Bernardino 22 marzo 1687
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
Catena, Tomaso
[Cattena]
25 settembre 1776
26 febbraio 1781
Catenacci, Gian Domenico
[Cadenaccio]
10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
Cattaneo, Enrico 26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
Cattaneo, Giovanni Battista
[Cattanino, Gio Batta]
22 marzo 1687
25 marzo 1714
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
30 aprile 1735
Cattaneo, Giuseppe 7 aprile 1685
12 agosto 1685
22 marzo 1687
Cazzaniga, Giovanni
[Cazanighe/Caccianiga,
Iouanes/Gio/Francesco]
30 aprile 1735
30 gennaio 1751
17 settembre 1751
20 aprile 1752
29 novembre 1755
12 marzo 1768
Celidone, Pietro (l’infimo) 12 agosto 1685
31 marzo 1714
Ceppi, Carlo 1662
Chiesa, Melchiorre 10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
Ciprandi, Ercole 15 settembre 1771
10-12 maggio 1779
Clerici, Carlo [1] novembre 1772
Comaschino (Cristoforo Arnoboldi) 15 settembre 1771
[1] novembre 1772
Corbella, Giovanni 1770
25 settembre 1776
Cossoni, Carlo
[Cossonio]
22 marzo 1687
De Filippi, Giuseppe
[Defilippi/Deffelippi
30 gennaio 1751
12 marzo 1768
1770
Donzelli, (Giuseppe?) 25 settembre 1776
Fagnani, Federico
[Fagnano]
1662
Ferrari, Giovanni Giacomo Maria
[Ferrario/Ferario/Ferari,
Giovani/Giacomo Maria/
Giaccomo Maria/Giacomo M.a]
1662
7 aprile 1685
12 agosto 1685
22 marzo 1687
25 agosto 1707
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
Ferrario, Gaspare 1770
Fiamenghino, Antonio
[Ant.o]
10-12 maggio 1779
Fioroni, Giovanni Andrea
[Fiorone, Gio Andrea/Gianand.a]
30 gennaio 1751
29 novembre 1755
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
[1] novembre 1772
1774
1 febbraio 1774
25 aprile 1775
5 ottobre 1775
30 ottobre 1775
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
11 dicembre 1778
21 luglio 1779
Frediani, Matteo 20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
30 aprile 1735
30 gennaio 1751
Gallo, Giovanni Battista
[Galli
30 aprile 1735
30 gennaio 1751
Garignani, Vincenzo
[Garegnani/Carignani/Garignano,
Vicencino]
1662
28 aprile 1684
12 agosto 1685
22 marzo 1687
Garzoni, Antonio 17 giugno 1867
Georgi, Gerolamo 1662
Gilardone, Francesco
[Franc.o]
7 maggio 1779
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Gilardone, Giorgio 1770
15 settembre 1771
11 marzo 1772
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Giussani, Severo 12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
11 marzo 1772
1772-1773
8 aprile 1773
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Grancini, Giovanni Domenico
[Grencini/Grancino, Gio Dominico]
28 aprile 1684
12 agosto 1685
31 marzo 1714
Grancini, Michel Angelo
[Grancino]
[1650-1669]
1662
Grandati, Carlo Ambrogio
[Carl’Ambrogio/Carlo Ambrog.o]
1770
15 settembre 1771
11 marzo 1772
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
15 luglio 1787
Grandati, Giovanni Antonio
[Gio Antonio/Gianant.o/
Gio Ant.o/Giantonio]
30 aprile 1735
30 gennaio 1751
12 marzo 1768
1770
177?
15 settembre 1771
11 novembre 1773
1774
1 febbraio 1774
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
15 maggio 1779
Grandotti, Giuseppe 1770
1774
1 febbraio 1774
Grassi, Antonio 30 aprile 1735
30 gennaio 1751
Grassi, Carlo
[Grassino]
22 marzo 1687
Grassinetto [?] 30 aprile 1735
Grianti, Giovanni Battista
[Griante, Gio Batta]
28 aprile 1684
12 agosto 1685
22 marzo 1687
25 marzo 1714
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
Griffanti, Felino
[Grifanti, Fellino]
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
11 marzo 1772
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Grossi, Giovanni Antonio
[Gio. Ant.o]
[1669-1684]
31 marzo 1714
Guarnieri, Vincenzo
[Vin.tio
28 aprile 1684
12 agosto 1685
22 marzo 1687
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
Gusmini, Carlo 7-9 aprile 1836
Landriani, Carlo Antonio 25 agosto 1707
25 marzo 1714
20 marzo 1715
30 aprile 1735
Landriani, Carlo Francesco
[Carlo Franc.o]
30 gennaio 1751
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
1774
1 febbraio 1774
9 settembre 1774
[8 aprile] 1775
5 ottobre 1775
25 settembre 1776
Lanzone, Sebastiano
[Lardone]
1662
Legnani, Alessandro
[Legnano]
1662
Lentati, Giuseppe 10-12 maggio 1779
Leone, Gaetano 20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
Locatelli, Giuseppe
[Loccattelli
22 marzo 1687
Magni, Paolo 31 marzo 1714
Malanchini, Nazaro 7-9 aprile 1836
Marchesi, Luigi
[Marchesino]
15 settembre 1771
[1] novembre 1772
Marchi, Giovanni Francesco Maria
[Marco, Gio]
31 marzo 1714
Mariani, Giovanni Lorenzo 10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
15 maggio 1779
Martinenghi, Carlo 15 settembre 1771
Martinenghi, Santino 30 gennaio 1751
Massaiolo 30 gennaio 1751
Mei, Raimondo
[Mej, Rajmondo]
10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
15 maggio 1779
Montani, Pietro
[Montano]
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Monza, Alberto 20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
Monza, Carlo 10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
15 maggio 1779
Monza, Natale [?] 10-12 maggio 1779
Monza Pietro Paolo 30 aprile 1735
30 gennaio 1751
Mosca [Moschini?], Girolamo 7-9 aprile 1836
Muschietti, Pietro 1770
Odazio, Giuseppe
[Odatio]
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
Pagani, Giacinto 7-9 aprile 1836
Pagnoncelli, Bartolomeo
[Pagnioncelli]
7-9 aprile 1836
Palazzi, Antonio
[Palazi/Palazzo]
7 aprile 1685
12 agosto 1685
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
Palmieri, Paolo 21 luglio 1779
Piacentini, Antonio 25 luglio 1812
29 ottobre 1812
10 giugno 1819
Piazza, Pietro 24 gennaio 1818
7-9 aprile 1836
Polinino, Gio novembre 1808
Porta, Carlo 30 aprile 1735
Pozzi, Giovanni 21 luglio 1779
Prada, Giovanni 21 luglio 1779
Priora, Antonio 30 gennaio 1751
25 settembre 1776
10-12 maggio 1779
Pugliani, Francesco 26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
Putino, Giuseppe 1770
Quaglia, Agostino
[Quagli]
1770
1774
25 settembre 1776
10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
15 maggio 1779
11 aprile 1815
Rajnone [alunno] 30 aprile 1735
Rainone, Paolo Romolo
[Rajnone, Pauolo]
30 aprile 1735
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
1772
11 novembre 1773
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
15 maggio 1779
21 luglio 1779
Rappalino, Bartolomeo
[Rapalino]
28 aprile 1684
12 agosto 1685
Redaelli, Giuseppe 21 luglio 1779
Rosati, [Giuseppe?] 15 settembre 1771
Rossi, Giovanni Battista
[Rosci, Gio Batta]
1662
Rossi, Sebastiano 1774
Rossignoli, Paolo 7-9 aprile 1836
Rosetti, Pietro
[Rossetti, Sebbastiano]
1770
1 febbraio 1774
Rotondi, Carlo Ambrogio
[Rottondi]
1662
28 aprile 1684
12 agosto 1685
22 marzo 1687
Ruscone, Agostino 12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
Rusnati, Angiolo Maria
[Rosnati, Angiolo M.a/Angelo M.a]
1770
15 settembre 1771
[1] novembre 1772
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
1 maggio 1818
Salvioni, Pietro 24 gennaio 1818
Sarti, Giuseppe 10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
15 maggio 1779
26 febbraio 1781
6 maggio 1781
Serbelloni, Pietro
[Sorbellone]
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
Simoni, Domenico 30 aprile 1735
Simonini, Francesco
[Simonino]
10-12 maggio 1779
Terzi, Antonio
[Ant.o
1770
1774
10-12 maggio 1779
Trivulzi, Francesco
[Triulzino/Trivulzio]
30 aprile 1735
15 settembre 1771
Valcamonica, Stefano
[Steffano]
[1]
30 aprile 1735
30 gennaio 1751
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Valdechi [Aldego, Giannantonio?] 30 gennaio 1751
Valtellina, Paolo Antonio
[Paolo Ant.o]
1662
Venino, Giuseppe
[Venini]
30 gennaio 1751
12 marzo 1768
1770
15 settembre 1771
11 marzo 1772
1774
1 febbraio 1774
25 settembre 1776
26 gennaio 1778
10-12 maggio 1779
21 luglio 1779
Vianova, Sebastiano
[Sebas.o]
20 marzo 1715
[29 aprile] 1716
30 aprile 1735
Vignali, Gabriele 10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
15 maggio 1779
Villa, Paolo 1770
Zucchinetti, Giovanni Bernardo
[Zuchinetti, Ant.o]
10-12 maggio 1779
10-12 maggio 1779 [bis]
- senza nome - [2]
[3]
[4]
[5]
[6]
[7]
[8]
1667
23 marzo 1686
27 marzo 1688
26 marzo 1689
2 marzo 1710
9,11,14 giugno 1767
4 ottobre 1767
6 gennaio 1771
20 aprile 1771
30 novembre 1771
25 marzo 1772
15 aprile 1772
[18 giugno] 1772
11-13 luglio 1772
11 novembre 1773 [bis]
11-13 agosto 1774
20 agosto 1774
22 settembre 1774
5 ottobre 1774
6 maggio 1776
30 maggio 1779
17 gennaio 1783
31 luglio 1784
4 febbraio 1792
5 agosto 1797
15 febbraio 1802
21 agosto 1802
11 febbraio 1811
agosto 1814
4 ottobre 1814
12 febbraio 1815
9 luglio 1815
30 aprile 1818
24 maggio 1818
26 agosto 1818
27 settembre 1820
30 giugno 1832
1-8 settembre 1838
2 dicembre 1855
14-15 gennaio 1858
13 maggio 1859

 

Cronologico

senza data

[1]

Essendo stato dal tempo quasi tutto logorato il picciolo libro, denominato Gerletto – quale serviva di regolamento per li signori Musici della Cappella – fu dalla diligenza delli signori Stefano Valcamonica e Francesco Bianchi pontatori, col consenso di tutti li Musici della Cappella, riveduto e corretto in parte, che però risolsero di passare alla presente sincera copia ad literam, il che fu eseguito e scritto di propria mano del tenore Francesco Bianchi, come segue.

LM38: 1
LM39: 1
A11: 1

[2]

Quando è accettato un musico nuovo o orghenista, per consuetudine per un mese non è ammesso alla pontatura ma bensì in Fabbrica, mentre esso musico perderà offici intieri e incerti che corrano; è consuetudine ancora che il detto musico o orghenista deve donare un paio guanti per ciascun musico e al signor Maestro di Cappella un paio di calzette di seta, e al Vice Maestro due paia guanti; un paio guanti di castoro per ciascun organista, una doppia e un paio guanti al signor Cancelliere per l’ordinazione, e un paio guanti di castoro a ciascheduno de’ signori di Fabbrica, che s’intende al signor Tesoriere, al signor Ragionato, al signor Ingegnere, al signor Fattore e poi s’informa per non sbagliare; come pure è dovuto un Filippo al Portiere che porta la nuova, e una regalia alli servidori delli signori Cavaglieri e Monsignori di Fabbrica, e per lo meno doppiamente al servo del signor Rettore; è in arbitrio del musico o orghenista, alli ragazzi soprani qualche cortesia ad libitum e ordinariamente li regalano un paolo cadauno a tutti quattro.

LM38: 283
LM39: 154
A11: 178

[3]

Avviso al pontatore pro tempore: terminata la carica, intendendosi sempre il pontatore piu anziano debba immediatamente consegnare il presente Gerletto al nuovo eletto pontatore anziano, acciò sempre esista e si trovi pronto ad ogni caso e richiesta dei signori Musici, per usarne e farne quelle risoluzioni che necessarie saranno, al quale effetto li vengano assegnati soli giorni tre per la consegna di detto Gerletto; se mancano, ne porterà quella pena che dalli signori Musici giudicata verrà più opportuna.

LM38: —
LM39: 171
A11: —

[4]

Avviso per li signori pontatori: si fa sapere che sino da nostri vecchi si è accostumato il giorno che si fa il nostro Officio Generale de’ signori Musici. Se mancasse qualche virtuoso, che fosse di settimana, per andare a detto Officio - ben inteso, che vi resta numero sufficiente per la Cappella - è tenuto buono.

LM38: 298
LM39: 173
A11: 200

[5]

Si è stimato bene a far questa notazione, non di meno che si sia sempre praticata per il passato, che se un virtuoso di Cappella andasse fuori città con licenza di chi s’aspetta, e che venisse ammalato fuori di Milano, sarà pontato come se fosse mancante dal Duomo, e ciò per non esser in sua casa.

LM38: 301
LM39: 174
A11: 202

[6]

S’avertisce che quando cade in terza domenica del mese un Pontificale, non si fa la Processione del Santissimo.

LM38: 301
LM39: 174
A11: 202

[7]

Si fa memoria che succedendo un primo vespro o un giorno d’un qualche santo, che il Capitolo va in quella chiesa a far fonzione; e che venisse in domenica, si fa la detta fonzione in Duomo.

LM38: 302
LM39: 176
A11: 207

[8]

Un musico che sia dispensato da questa amministrazione per il servizio della Cappella del Duomo per gli mesi più rigidi dell’inverno per salute del detto musico, non avrà niuno carico di pagare la pontatura; e succedendo qualche straordinario, che veramente importante di venire in Duomo, debba godere il detto straordinario come venisse; così a comune consenso.

LM38: —
LM39: 183
A11: —

[1650-1669]

[1650-1669]

S’avertisce li signori Musici che se non interveniranno alle processioni delli funerali, che non guadagneranno niente, e perderanno la pontatura di tutto quello che si canterà, conforme si fa all’Officio dell’Aliprandi. Io Michelangelo Grancino, Maestro di Cappella, affermo quanto di sopra, a nome ancora di tutti li signori Musici.

LM38: 284
LM39: 156
A11: 181

1662

1662

 

Nomi dei signori Musici e organisti con Maestro di Cappella del Duomo di Milano.
Maestro di Cappella: signor Michel Angelo Grancino;
organisti primo signor Teodoro Casate e secondo signor Angelo M.a Caspano.

 

LM38: 294
LM39: 168
A11: 195

   

Musici:
Don Giovani Blasino, basso, vice maestro di Cappella;
Ceppi Carlo, contralto;
Rosci Don Gio Batta, soprano;
Ferrario Don Giovanni, tenore;
Buggiardi D. Desiderio, basso;
Lardone D. Sebastiano, basso;
Carminati D. Alessandro, basso;
Rotondi Carlo Ambrogio, contralto;
Legnano Alessandro, tenore;
Garignano Vicenzino, contralto;
Fagnano Federico, tenore;
Valtellina Paolo Ant.o, tenore;
Georgi Gerolamo, contralto,
E questi nell’anno 1662.

   
1667

1667

In certo Pontificale di S.ant Gio Bono. Quando il signor Colonna sarà d’accordo con la musica, e dopo il detto Colonna, il suo successore, si farà il detto Pontificale e quelli che corrano di settimana, se non vi si troveranno, perderanno conforme il solito la pontatura ordinaria, cioè li 6 Soldi per Officio, e quelli che non saranno di settimana, se vi si troveranno a detto Pontificale, guadagneranno quel tanto che si deve, e se ciascuno non arrivasse a tempo dell’Ingressa, al Post’Epistolam, alla Gloria, al Credo, al Sanctus, e al Confractorium, saranno puntati conforme il solito, per causa della distribuzione del guadagno; e così ancor vi si intende il primo Vespero e il secondo, conforme il costume, e chi non volesse intervenire al detto Pontificale, non guadagna e non perde, e è in arbitrio suo il venire e non venirvi, quando però non vi sia espressamente il comando de’ superiori.

LM38: 282
LM39: 153
A11: 179

[1669-1684]

[1669-1684]

Si avertisce il puntatore (acciò non perdi tempo di cercare, e voltar fogli sopra il presente libretto) che a ciascuna messa, quando non si risponde alle risposte, come a dire Dominus Vobiscum, e Cum Spiritu tuo, non punti più di Soldi 6 per detta messa, cioè due per la Gloria, due per il Credo e due per il Sanctus. Alli vesperi ordinari come sopra, cioè Magnificat Soldi 4; e il Pater Soldi 2, che sono ancora Soldi 6. Quando poi si risponde alla Messa, si perde sempre Soldi 12, cioè quelli che però non assistono a niente. Venendo Sua Eminenza alle funzioni si perde sempre la Benedizione, che è di Soldi 2 cadauna. Per li Mattutini, che corrano per l’anno si perde per ciascuno salmo Soldi 2. Le laudi non si computano nel Mattutino, e costano Soldi 6. La Compieta, che si canta dopo il secondo vespero di ciascuna festa pontificale, perde Soldi 6. Io prete Gio Ant.o Grossi, Maestro di Cappella, quanto si contiene di sopra affermo anche a nome de’ signori Musici di Cappella, tutti salariati.

LM38: 285
LM39: 157
A11: 182

1684

28 aprile 1684

A dì 28 aprile 1684 si fece l’Officio de Morti de’ Monsignore Aliprandi, e avessimo se non li signori Musici qui di sotto nominati: il signore D. Gialo, Vice Maestro; il signore D. Alessandro Rano; il signore Rapalino; il signore Grencini; il signore Grianti; il signore Rottondi; il signore Vincenzo Carignani; il signore Vincenzo Guarnieri.

LM38: 286
LM39: 158
A11: 183

1685

17 marzo 1685

A dì 17 marzo 1685 si è cantato l’Officio de’ Morti de’ signori Aliprandi, e hanno mancato Musici alcuni, eccetto il signore D. Allessandro Carminati, e vi sono Lire 10 da dividerci in quattordici parti con li soprani.

LM38: 286
LM39: 158
A11: 184

7 aprile 1685

A dì 7 Aprile 1685 si è cantato l’Officio di Monsignore Biaggio Costanzi, e sono mancati a tal Officio tre Musici, tra quali il signor Ferrari, il signor Palazi, il signor Cattaneo, con due soprani da dividersi Lire dieci.

LM38: 286
LM39: 158
A11: 184

12 agosto 1685

A dì 12 agosto 1685. Noi infrascritti Musici di Cappella tutti di comun consenso s’accontentiamo, si di presente come per avvenire in facendosi funzioni tanto nella chiesa Metropolitana, quanto in altre parti spettanti alla medesima, dove vi siano regalie, o siano onorari a favore della Cappella, far il solito riparto, con dar al Musico Decano, chi reggerà pro tempore, una parte e mezza, cominciando sotto il medesimo giorno a darsi questa al signor D. Alessandro Carminati hora regente di Musica per la Festa della Madona della Neve in grazia dell’Illustrissimo Monsignore Arciprete e Provinciale della chiesa, Mongnore Croci; e così successivamente si farà con li altri musici per qual si sia accidente di funzione, seguitando l’anzianità al stile della cappella, quando vi sia onorario darli la parte e mezza in reggendo tal funzioni. In caso però vi fosse il Maestro di Cappella, o Vice Maestro, allora de facto cessa la mezza parte, e per esser ciò la verità si sono firmati detti Musici, tutti di propria Mano.
Io P. Alessandro Carminati affermo come sopra
Io Carlo Ambrogio Rotondi affermo come sopra
Io Gio Batta Griante affermo come sopra
Io P. Vincenzo Carignani affermo come sopra
Io Vincenzo Guarnieri affermo come sopra
Io Giacomo Maria Ferari affermo come sopra
Io Giuseppe Cattaneo affermo come sopra
Io Bartolomeo Rapalino affermo come sopra
Io P.A.o Palazzo affermo come sopra
Io Gio Dominico Grancino affermo come sopra
Io Pietro Celidone, l’infimo, affermo come sopra

LM38: 288
LM39: 160-1
A11: 187

1686

23 marzo 1686

A di 23 marzo 1686. Si è cantato l’Officio de’ Morti, de Monsignor Aliprandi, e vi sono intervenuti tutti li Musici di Cappella ora salariati, e lo sono teste quindici, compreso due parti al signor Maestro, una parte alli due soprani e una parte a ciascuna alli uomini.

LM38: 286
LM39: 158
A11: 184

1687

22 marzo 1687

A dì 22 marzo 1687 si è cantato l’Officio Aliprandi de’ Morti, e i Musici che sono intervenuti sono il signor D. Carlo Cossonio, Maestro di Cappella, il signor Grianti Vice Maestro, Ferrario, Rottondi, Garegnani, Cattaneo, Loccattelli, Castoldi, Guarnieri, e li figlioli Cattanino, Barozino e Grassino.

LM38: 287
LM39: 159
A11: 185

1688

27 marzo 1688

A dì 27 marzo 1688. Si è cantato l’Officio de’ Morti de signori Aliprandi, e vi sono intervenuti tutti li Musici, e si faranno 18 parti delle L 10 che tocca.

LM38: 287
LM39: 159
A11: 185

1689

26 marzo 1689

A dì 26 marzo 1689. Si è cantato L’Officio de Morti de Ss.ri Aliprandi, e vi sono intervenuti tutti li Musici, et si faranno 19 parti delle L.10, che tocca.

LM38: 287
LM39: 159
A11: 185

1707

25 agosto 1707

1707 a dì 25 agosto, Capitolo Contro.
Ritrovandosi in questo tempo il signor Carlo Landriani, e signor Gaetano Brotti per Musici sopranumerari in Cappella, è perché giorni passati si fece un Ottavario nella Metropolitana per la città, onde li dotti signori Cavag[lie]ri e Vic[a]rio, e Provic[a]rio di Provisione fecero un donatino alli signori Maestro di Cappella e Musici che operarono in detta Ottava; il signor Landriani, musico sopranumerario, pretendeva di esser riconosciuto nel partaggio con li signori Musici fissi con suo soldo, e perché dalli medesimi non ha potuto spontare alcuna o benché minima ricognizione, il detto signor Landriani fece impegno con l’Illustrissimi Signori Deputati della Veneranda Fabrica, onde furono li signori Musici di Cappella dimandati dell’Illustrissimo signor conte Giuseppe Visconti, rettore in detto mese, e alla presenza del detto signor Landriani, ottennero li signori Musici fissi della Cappella, dal detto Illustrissimo signor Conte rettore, che né al detto signor Landriani, né ad altri Musici sopranumerari non se li debba ripartire niuna regalia, né pagamento veruno, né nelle cose rdinarie come straordinarie, mentre non si è trovato mai esempio da questa parte retro, e questo sì per mantenimento a pro dei signori Musici fissi con suo Soldo nella detta Cappella, acciò non siino dalli Musici sopranumerari pregiudicati, e in sostenimento dalle loro ragioni.
Io Gio Maria Appiano, Maestro di Cappella della Metropolitana.
Io Giacomo Maria Ferario, pontatore.

LM38: 287
LM39: 159-60
A11: 186

1710

2 marzo 1710

A dì 2 marzo 1710. Si dichiara che per qualsisia fonzione che vi si cantano le Litanie de’ Santi, e non arrivando in tempo del dire Sante Petre, si dice aver perso e da esser pontato per tutte le Litanie (Soldi 3). E così per qualsisia fonzione che si cantano le Litanie della Beata Vergine Maria, non arrivando a dire Santa Maria, devono esser pontate le Litanie suddette (Soldi 3). Quando però siino in fonzioni obligate (al solito, cioè tutte le prime domeniche, festività della Beata Vergine Maria, Settuagesima, Sessagesima, Quinquagesima d’ogni anno, e da Santa Croce sino li 14 settembre, cioè dell’Invenzione, e Esaltazione di Santa Croce), si cantano tutte le feste, e chi non si trova a dette Litanie devono esser pontati. Restano ancor avvertiti li signori Musici di Capella che per quelli venerdì dell’anno, quando si canta il Miserere ed Antifona, occorrendovi il giorno seguente esser Pontificale, come sarebbe quello della Vigilia di Pentecoste, non si canta, del che li signori Musici non sono obligati intervenire, come pure quando sii il venerdì in qualche Ottava come sarebbe quella di Pentecoste, Corpus Domini, non si canta.

LM38: 289
LM39: 162
A11: 188

1714

25 marzo 1714

A dì 25 marzo 1714 dalla Cappella del Duomo così accordato. Avvertimento. Quando viene l’Indulgenza della Santissima Annunziata in Duomo in tempo di Quaresima, le Compiete che si cantano a due cantorie si perde Soldi 12, così è sempre stato il costume dei pontatori ante passati, a causa che vi sono delle cose di più da cantarsi di quello si cantano nelle Compiete dei Pontificali correnti; però hanno stimato proprio tutti li signori Musici presenti che così si debba fare già che ne scrutinio non vi era menzione di questo, dunque:

LM38: 290
LM39: 163
A11: 189

chi non si trova all’inno Christe qui Lux perde
chi non si trova alli altri salmi, Cum invocarem
chi non si trova alli altri salmi che si cantano falsobordone
chi non si trova all’inno, Te Lucis
chi non si trova al Nunc dimittis
chi non si trova all’antifona, infine, perde
chi non si trova a niente perde

Soldi 02
02
02
02
02
02
Soldi 12

Io D. Gio Batta Griante, Vice Maestro di Cappella
Io Prete Gio Batta Cattaneo, pontatore
Io Carlo Landriani, pontatore

31 marzo 1714

A dì 31 marzo 1714, memoria. Si è fatto il funerale al fu signor Gianni Appiani, Maestro di Cappella della Metropolitana, ove fu esposto nella cappella di Nostra Signora in Campo Santo, secondo fu fatto al signor Celidone, tenore musico della medesima, mentre anch’esso abitava in Campo Santo; e al medesimo signor Maestro Appiani vi sono andati al detto funerale li signori Musici di Cappella con cotta e torcia di sua propria spesa e la detta cera è stata lasciata dalli reverendi signori curati a medesimi signori Musici, secondo hanno usato li detti signori curati, o suoi antecessori con li signori Maestri di Cappella già defunti, Grancini e Grossi. Al detto funerale vi sono anche intervenuti li signori Musici della Veneranda Congregazione eretta in S. Fedele, con il signor Baliani, loro prefetto, e li medesimi sono stati dietro il cadavere, e questi senza cereo; e le torcie dei signori Musici erano di peso Lire 1 ½ per ciascuna, e alli soprani alunni candele di oncie 9 per ciascuna; di più li signorii organista Paolo Magni e Gio Marco dovevano anche essi venire con torcie simili, così già fra di loro stabilito e accordato, ma, mentre dovevano stare dietro il Cadavere non mettendo essi cotta – non essendo ciò l’uso –, li signori Musici della già detta Veneranda Congregazione non intendevano intervenire a detto funerale mentre non avevano cerei, dovendo anch’essi seguitare dopo il cadavere, onde fu stimato, proprio per levare le controversie, che li detti signori organisti non portassero cerei; si è stimato ben far nota di tutto in questo scrutinio per governo in altre simili occasioni.
Si soggionge che il signor Raggi, guardaroba della Veneranda Fabricca, impugnava che il cadavere del detto signor Maestro Appiani non fosse esposto nella Chiesa di Campo Santo perché non si ricordava che il fu signor Celidone fosse anch’esso stato colà riposto, per il che fu poi obligato a cedere per le testimoniali autentiche, quantunque esso non potesse ciò contradire, sendo pur lui sottoposto alla Veneranda Fabbrica; anche di questo servi il ricordo.

LM38: 291
LM39: 164-5
A11: 190-1

1715

20 marzo 1715

A dì 20 marzo 1715.
Essendo stato dall’illustrissimo e reverendissimo Capitolo della Veneranda Fabbrica nel mese di febbraio 1705 [forse 1715?] dichiarato anche per ordinazione il signor Giacomo Maria Ferrario, Musico basso, per Luogo Tenente del Vice Maestro di Cappella signor D. Gio Batta Grianti e che in mancanza del medesimo debba esercitare il detto signor Giaccomo Maria Ferrario la Carica di Vice Maestro; a riguardo di ciò s’accontentano li signori Maestro di Cappella e Musici abbia a godere il detto signor Giaccomo Maria Ferrario il privileggio della parte e mezza nel riparto delle regalie che saranno fatte, o onorari, per le funzioni tanto ordinarie che straordinarie, che si faranno nella Chiesa Metropolitana, quanto in altre spettanti alla medesima come sempre si è usato conli signori Vice Maestro di Cappella; in caso però non v’intervenga il detto signor D. Gio Batta Grianti, e vi sia presente alle sopra accennate funzioni il detto signor Giaccomo Maria Ferrario e mancando ambedue, debbansi ripartire la detta regalia, o onorari supra capita secondo il solito alli signor Maestro di Cappella e Musici che si troverrano presenti alle dette funzioni senza che niuno possa pretendere la detta parte e mezza, acciò non restano pregiudicati li detti signori Maestro di Cappella e Musici e per attestato di quanto sopra si è stabilito si sottoscrivono:
Io Carlo Baliani, Maestro di Cappella, affermo
Io prete Gio Batta Griante, Vice Maestro di Cappella, affermo
Io prete Gio Batta Cattaneo, pontatore, affermo
Io Carlo Landriani, pontatore, affermo
Io P.e Antonio Palazzo, affermo
Io Vincenzo Guarnieri, affermo
Io Gaetano Leone, affermo
Io Pietro M.a Angeleri, affermo
Io Bernardino Castoldi, affermo
Io Matteo Frediani, affermo
Io Prete Sebastiano Vianova, affermo
Io Alberto Monza, affermo
Io Carlo Fran.co Brivio
Io Gaetano Brotti, affermo
Ego Ioseph Castellus, affermo
Io Giuseppe Odatio, affermo
Io Allessandro Besozzi, affermo

LM38: 292
LM39: 165-6
A11: 191-2

1716

[29 aprile] 1716

Santa Caterina da Siena. Essendo passato qualche differenza, l’anno corrente 1716 intorno ad alcuni mancamenti seguiti in detta funzione della Messa e Vespro di detta S. Caterina e siccome dal detto scrutinio, non fa la destinzione sopra dei mancamenti, se non che quelli Musici che non si trovano alla Messa e Vespro non guadagneranno cosa alcuna; ed ora per togliere quelle questioni che possano succedere in avvenire, dichiariamo che quelli non s’atrovano in tempo del primo Qui tolis del Gloria in Excelsis perde tutto il guadagno di Messa e Vespro. Così pure a quelli che siano stati a tutta la Messa, e non siano stati in tempo solito del Magnificat perdono il tutto come sopra, anticamente per quelli siano stati in tempo alla Messa e Magnificat e non cantino o non siino assistenti al Pater Noster perdano tutto il guadagno di Messa e Vespro e così dovrà osservare per le altre funzioni di S. Maria della Neve e Quattro Coronati e altre simili con avertenza però che quelli saranno di settimana e non intervenendo non avendo chi supplisca perdano solamente Soldi 6 per la Messa e sei Soldi per il Vespero.
Io Carlo Baliani, Maestro di Cappella
Io Prete Gio Batta Griante, Vice Maestro di Cappella
Io Giacomo M.a Ferrario, pontatore
Io Vin.tio Guarnieri, pontatore
Io Giuseppe Castelli, contra pontatore
Io Bernardino Castoldi
Io Prete Antonio Palazzo affermo
Io Prete Gio Batta Cattaneo
Io Prete Sebas.o Vianova
Io Matteo Frediani affermo come sopra
Io Gaetano Leone affermo
Io Pietro M.a Angeleri affermo
Io Carlo Franc.o Brivio affermo
Io Alberto Monza affermo
Io Gaetano Brotti affermo
Io Giuseppe Odatio affermo
Io Alessandro Besozzi affermo

LM38: 293
LM39: 166-7
A11: 193-4

1735

30 aprile 1735

1735 Officio Reggio.
Nellanno millesettecentotrentacinque, giorno 30, dico il dì trenta aprile, si sono fatte le esequie per la fu Regina di Sardegna con tutto splendore e magnificenza nella chiesa Metropolitana ed oltre li Musici tutti di detta Cappella se ne sono provvedute e invitate altre quattro parti; tra quelli: il reverendo Pietro Paolo Monza, che serve in detta Veneranda Cappella per musico sopranumerario; il molto reverendo Prete Domenico Simoni, basso; signor Trivulzino, soprano e signor Grassinetto, pure soprano, li quali quattro musici sono stati riconosciuti a parte, con mandato da medesimi scosso nella somma di Lire centoventi, dico L. 120, state pagate per il loro onorario; e altre Lire cinquecentoquaranta, dico L. 540, in altro mandato a parte scosso da’ Pontatori da ripartirsi secondo il costume si è praticato sopra di cadaun musico fisso di detta Veneranda Cappella, e non già musico che serve in Veneranda Cappella per musico sopranumerario, essendo questi esclusi, come a foglio 287 lo troverete, appare nell’anno 1707 a dì 25 agosto, sotto il signor Rettore di quel tempo, Illustrissimo signor Conte D. Giuseppe Visconti.
Riparto fatto a signori Maestro di Cappella e Musici sopra le Lire cinquecentoquaranta, scosse per dette esequie, e sono:

LM38: 295-6
LM39: 169-70
A11: 196-7

signor Maestro di Cappella, pagate
signor Vice Maestro, pagate
signor Angeleri, pontatore
signor Brivio, pontatore
signor Besozzi, pagate
signor Caldarola, pagate
signor Brotti, pagate
signor Cazzaniga, pagate
signor Gallo, pagate
signor Vianova, pagate
signor Frediani, pagate
signor Landriani, pagate
signor Grassi, pagate
signor Cattaneo, pagate
signor Porta, pagate
signor Castelli, pagate
signor Grandati, pagate
signor Rajnone, pagate
signor Rajnone alunno, pagate
signor Valcamonica, pagate
signor Cairone, pagate
al signor Maestro di Cappella, per copiatura, pagate
al servitore del signor Commissario Mesmes, pagate
al servitore del signor Tesoriere, pagate

L.049.12.00
L.037.04.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.024.16.00
L.009.07.00
L.009.07.00
L.009.07.00
L.025.00.00
L.002.05.00
L.000.18.09
L.539.16.09

1739

1 novembre 1739

Nel giorno primo di novembre 1739 fu consacrato Monsignore Alberico Archinti Arcivescovo di Nicea, il quale donò a signori Musici della Cappella Metropolitana, in cui si fece tal funzione, nove Zechini in valuta di Lire quindici per ciascuno, quali furono distribuiti ad ognuno de’ signori Musici dal signor Carlo Francesco pontatore Brivio.

LM38: 296
LM39: 170
A11: 198

1741

8 febbraio 1741

Il giorno 8 febraro 1741 furono celebrate pontificalemnte le esequie in suffragio dell’anima di Carlo VI Imperadore e toccò per ciascheduno de’ Musici, di regalo fatto dall’Illustrissimo Magistrato, Lire imperiali 24 e soldi 16, e furono distribuite dal signor Carlo Fran.co Brivio, pontatore.

LM38: 296
LM39: 170
A11: 198

1751

30 gennaio 1751

1751 a dì 30 Gennaio. Officio di S. Maria Cesarea l’Imperatrice.

LM38: 297
LM39: 172
A11: 199

signor Maestro di Cappella Fioroni
Vice Maestro Brotti
Cazzaniga
Galli
Monza
Frediani
Grassi
Valcamonica
Grandati
Bonaguzzi
Cairone
Caldarola
Landriani
De Filippi
Venino
Alunni: Martinenghi
Priora
Valdechi
Massaiolo
Per copiatura

L.057.04.00
L.042.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.028.12.00
L.010.14.60
L.010.14.60
L.010.14.60
L.010.14.60
L.025.00.00
L.540.00.00

Iouanes Cazanighe puntatori

17 settembre 1751

A dì 17 settembre 1751. Si è fatto l’Officio al fu Sua Eminenza il signor Conte Filippi Archinti, e in cambio della gistatoria si è avuto dall’Eccellentissima Casa L. 18. Io Gio Cazzaniga Pontatore.

LM38: 296
LM39: 171
A11: 198

1752

20 aprile 1752

A dì 20 aprile 1752. Essendo introdotto a lodevole uso di molti vocalisti della Cappella di questo insigne tempio di andar fra l’anno nel ritiro de’ S. Esercizi Spirituali, perciò si è determinato tutti in solidum d’esser esenti della Pontatura delli otto giorni che vi siamo stati ne’ S. Esercizi, onde si sottoscriviamo. Io Gio Cazzaniga Pontatore.

LM38: 296
LM39: 171
A11: 198

1755

29 novembre 1755

A dì 29 novembre 1755. Quando Sua Eminenzaordinato che si cantasse in Duomo messa solenna e Te Deum il gorno di domenica 23 corrente, lo stesso signor Cardinale donò n. 6 Zechini che sono L. 90, che furono trasmessi e divisi inter presentes a Musici della Cappella per mano del signor Gio. Andrea Fioroni, Maestro di Cappella, per ricognizione e però si è notata la presente memoria firmata da presentanei pontatori. Io Gio Cazzaniga Pontatore.

LM38: 296
LM39: 171
A11: 198

1767

9,11,14 giugno 1767

L’anno 1767 Sua Maestà l’Imperadrice nostra, Maria Teresa, nel mese di maggio li è venuto il vaiolo, dove si portò a cattivo stato e si fece molte divozioni perché recuperasse la salute, fra le quali vennero di parere il Capitolo della Veneranda Fabbica del Duomo di far fare un Triduo anch’essi, onde il giorno 9 di giugno fecero Capitolo e vennero in parere di farlo fare in Campo Santo alla Beata Vergine di detta chiesa, e si fece con musica, cioè otto per sera, e l’invito per noi fu così: il signor Gerolamo Riso, cancelliere dell’Amiranda Fabbrica del Duomo, è venuto in Duomo il giorno 11 giugno, cioè il giorno di S. Barnaba, e ci disse a tutti che per ordine del signor Rettore (che era il signor Don Ludovico Giovio) a nome del Capitolo, pregava li signori Musici di favorire otto per sera, onde noi sentissimo che ci pregava di favorire, li fu risposto che saressimo venuti, e puntualmente ci siamo andati ed abbiamo cominciato il giorno 11 a ore 23 a dare principio, dove la prima sera venne il signor Conte de Firmian plenipotenziario e tutti li signori Deputati, e la seconda medesimamente; la terza sera poi è venuta la signora Principessina ed ha dato la benedizione Monsignor Erba, Provinciale. Alla domenica, giorno 14 giugno, il signor Maresciallo Serbellone ha dato ordine di cantare il Te Deum in Castello, a spesa della Cassa Militare, per la ricuperata salute della Sovrana nostra Maria Teresa.

LM38: 354
LM39: 178
A11: 236

4 ottobre 1767

Alli 4 ottobre, alla figlia della Sovrana Maria Teresa, nel 1767, quale che è sposa del Re di Napoli, allora era solo che promessa al detto Re e doveva seguire il sposalizio in questo mese, come qui espresso, e nell’istesso mese alla promessa sposa li è venuto il vaiolo, onde si è fermato tutti li preparativi, che poi alla primavera andò l’Imperadore suo fratello, con la sorella sposa, ad accompagnarla a Firenze da suo fratello, il Granduca di Toscana, e dopo di là accompagnò la sposa a Napoli, suo domicilio, col suo sposo Re di Napoli.

LM38: 355
LM39: —
A11: 236

1768

12 marzo 1768

L’anno 1768, a dì 12 marzo si è fatto l’Officio in S. Maria Porta per il fu Cardinale Crivelli, presente il cadavere, dove vi è intervenuto l’Eminentissimo Cardinale Pozzobonelli con tutti il Capitolo del Duomo, dove li Musici della Cappella, oltre al signor Maestro che ha avuto la sua torcia, così pure il Vice Maestro a proporzione, noi abbiamo avuto la nostra candela d’una libra, quale non si sono accese; oltre di questo per il nostro canto abbiamo ricevuto L. 16.5 cadauno, o sia un Giliato, e co a proporzione il Vice Maestro parte 3 con li 4 figliuoli alunni.

LM38: 298
LM39: 181; 206
A11: 209

Signor Maestro Fioroni
Soprani Grandati Gio Ant.o
Bonaguzzi Francesco
Cairone Giuseppe
Berrardi Gio Batta
Contralti Rainone Paolo Romolo
Valcamonica Steffano
Ruscone Agostino
R.do Sorbellone Pietro
Tenori Albuzio Ottavio
Cazzaniga Gio
Giussani Severo
Grifanti Felino
Bassi R.do Caldarola Gio Batta
Deffelippi Giuseppe
R.do Venino Giuseppe
Landriani Carlo Fran.co Vice Maestro
con 4 alunni

Giliati n. 6
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1 ½
00001 ½
Giliati n. 20

di più vi è stato quattro musici, due violoni e violoncello ed hanno avuto L. 16.5 cadauno.

1770

1770

1770
Signori virtuosi che compongano a Cappella della Gran Metropolitana dell’Eccellentissima città di Milano

Signor Giovanni Andrea Fiorone, Maestro di Cappella
Signor Carlo Francesco Landriani, Vice Maestro e basso (giubilato)
Signor Giovanni Corbella, primo orghenista, e alla sua morte è subentrato il
Signor Agostino Quaglia, al primo organo
Signor Antonio Terzi, secundo orghenista
Signor Gio. Antionio Grandati, soprano e Decano (giubilato)
Signor Francesco Bonaguzzi, soprano
Signor Giuseppe Cairone, soprano
Signor Gio. Batta Berardi, soprano
Signor Pauolo Romolo Rainone, contralto (giubilato)
Signor Stefano Valcamonica, contralto e pontatore
Signor Agostino Ruscone, contralto, che per esser andato canonico a Vercelli, è subentrato il
Signor Carlo Ambrogio Grandati, contralto
Reverendo signor Pietro Sorbellone, che essendo morto è subentrato il
Signor Carlo Bonomi, contralto
Signor Ottavio Albuzio, tenore
Signor Severo Giussani, tenore
Signor Felino Grifanti, tenore
Signor Francesco Bianchi, pontatore e Vice Maestro sopranumerario (eletto del 1774 a 19 settembre)
Reverendo Signor Gio. Batta Caldarola, basso (giubilato)
Reverendo Signor Giuseppe Venino, basso
Signor Giuseppe Defilippi, che per esser morto è subentrato il
Signor Giorgio Gilardone, quale era basso sopranumerario
Reverendo Signor Angiolo Maria Rusnati, basso sopranumerario

Soprani alunni
Gaspare Ferrario; subentrato Anibale Buzzi del 177[lacuna]
Giuseppe Putino; subentrato Giuseppe Grandotti del 177[lacuna]
Pietro Muschietti; subentratto Pietro Rosetti del 17[lacuna]
Nicola Brivio; subentrato Paolo Villa

LM38: 2
LM39: —
A11: 2

177?

177?

L’anno 177[lacuna] a dì [lacuna] è stato giubilato il signor Gio. Ant.o Grandati, soprano, di tutte le funzioni fuori di casa e notturne in Duomo, all’ugliaglianza del signor Romolo Rainone, e l’anno 177[lacuna] a dì [lacuna] ès tato intieramente giubilato.

LM38: 301
LM39: 176
A11: 205

1771

6 gennaio 1771

L’anno 1771 è accaduto il giorno dell’Epifania in prima domenica del mese, e essendo un Pontificale principale del Signore, il signor dottor Zappa, Cerimoniere, ha proposto di non fare la processione della Madonna e per la prima volta, a ricordo di tutti, non si è fatta detta processione; ed invece secondo il solto di terminare a mezz’ora di notte, si è terminato a ore 23 circa.

LM38: 299
LM39: 173
A11: 200

20 aprile 1771

Si è tra di noi stabilito, quest’anno 1771 a dì 20 aprile, affine non succedano equivoci, che per esempio un virtuoso di Cappella si trovasse indisposto per venire in Duomo alla mattina, e che stia in casa, quando ben venisse in Duomo al dopo pranzo, non debba esser pontato per la detta mattina, e parimenti quando fosse venuto alla mattina e non potendo venire al dopo pranzo; basta che stia in sua casa, non sarà pontato, e se n’è già dato l’esempio più volte, così pure un Musico quando abbia avuto una malattia lunga, e che necessita di qualche convaliscenza, basta che porti la fede del suo medico e che la presenta alla Cappella, non li sarà rifiutata; così pure ad un indisposto, li è permesso di andare alla sua parrocchia a messa oppure a quella chiesa che sia più vicina alla sua casa.

LM38: 299
LM39: 174
A11: 201

15 settembre 1771

L’anno 1771, a dì 15 settembre, Sua Altezza Reale, l’Arciduca Ferdinando, Principe Reale d’Ungheria, è giunto a ore 22 in Milano per isposarsi con Sua Altezza Serenissima, la principessa Maria Beatrice ereditaria di Modena, ed a ore 23 circa son venuti in Duomo, dove il magnifico apparato di tutta la Metropolitana, e grande illuminazione, vi era il gran seguito di tutta la principal nobiltà di Milano, per ricevere la benedizione nuziale di Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo Pozzobonelli, e si è cantato un Te Deum nuovo, che ha fatto espressamente il signor Maestro Fioroni; li patti, ossia il d’accordo per detta musica l’ha fatto il detto Maestro, e non è stata pagata detta musica che il giorno 11 di gennaio 1772, cioè Zecchini Giliati n. 2 a cadaun musico della Cappella, Zecchini n. 3 al Vice Maestro, Zecchini n. 2 a cadaun organista, L. 12 a cadauno delli 4 alunni e Zechini n. 2 a cadaun musico forastiere, fuorché il signor Carlo Martinenghi che ha avuto L. 7.10 più delli altri, e li musici forastieri che sono intervenuti, sono li seguenti, cioè:
soprani | signor Carlo Martinenghi
soprani | signor Comaschino
soprani | signor Luigi Marchesino
signor Carlo Ambrogio Grandati, alto
signor Ercole Ciprandi, tenore e Francesco Trivulzio
bassi | reverendo signor Angelo M.a Rusnati
bassi | reverendo signor Rosati
bassi | signor Cantoni di Bergamo
Li signori Musici della Cappella erano li seguenti, cioè
Soprani: Gio. Ant.o Grandati
Soprani: Francesco Bonaguzzi
Soprani: Giuseppe Cairone
Soprani: Gio. Batta Berrardi
Contralti: Paolo Romolo Rainone
Contralti: Steffano Valcamonica
Contralti: reverendo Pietro Sorbellone
Contralti: Agostino Ruscone
Tenori: Ottavio Albuzio
Tenori: Severo Giussani
Tenori: Felino Grifanti
Tenori: Francesco Bianchi
Bassi: reverendo Gio. Batta Caldarola
Bassi: Carlo Fran.co Landriani
Bassi: Giuseppe Venino
Bassi: Giorgio Gilardone
Il regalo che ha avuto il signor Maestro Fioroni per la sua composizione nuova non si sa.

LM38: 300
LM39: 175
A11: 202; 205

30 novembre 1771

A dì 30 novembre 1771, giorno di S. Andrea, si è cantato di buon’ora la Messa in parola; a ore 16 ¼ è sonato il campanone, ed a ore 17 siamo andati a prendere Monsignore Corneliano a S. Maria Elisabetta e l’abbiamo condotto in Duomo, dove il tutto è terminato a ore 19 ¾.

LM38: 302
LM39: —
A11: 257

1772

1772

L’anno 1772 a dì [lacuna] è stato giubilato da questo Venerando Capitolo il signor Paolo Romolo Rainone di tutte le funzioni notturne che si fanno in Duomo, come pure anche quelle che si fanno fuori del Duomo di giorno; ben inteso che se in un giorno di questi sopranominati andasse a cantare in qualsisia musica e non venisse in quell’istesso giorno in Duomo a cantare, sarà pontato come li altri nonostante la sua giubilazione, e così dovrà sempre praticarsi per l’avvenire; si è stimato bene il far nota di questo, acciò succedendo a qualcun altro li serva di regola.
L’anno 1772 a dì [lacuna] è stato intieramente giubilato il sopranominato signor Rainone, nonostante per quel solo anno ha voluto stare in pontatura, ed è stato fatto pontatore, e tutte le volte che mancava veniva pontato.

LM38: 299
LM39: 173
A11: 200-1

11 marzo 1772

A dì 11 marzo 1772. Il sabato avanti la domenica delle Palme si è fatto l’Officio Alliprandi, e perché non sono stati avertiti li signori Grandati, Bonaguzzi, Albuzio, Giussani e Venino, il detto signor Venino si è piccato a non voler pagare la pontatura di soldi 23 per non esser stato avvisato, quando un simil caso è successo anche al signor Francesco Bianchi l’anno scorso, in tempo che era pontatore, e portando le sue ragioni li fu risposto dalla Cappella che doveva ascoltare le campane che suonano alla sera, e così da se stesso ha dovuto pontarsi, e per non voler pagare detta pontatura il detto signor Venino ha dovuto assolvere anche li altri sopranominati, fuorché il signor Berrardi, Grifanti e Gilardone: questi sono stati pontati perché erano fuori di città a funzione; questo serva di regola a signori Musici, che quando non saranno avvisati perderanno il straordinario, e non la pontatura.

LM38: 301
LM39: —
A11: 206

25 marzo 1772

L’anno 1772, nel giorno 25 marzo, l’Indulgenza, o sia il Perdono, è stato in Duomo e, secondo il solito alla vigilia, terminata la Compieta, si cantavano de mottetti, ma quest’anno con consenso del signor Maestro abbbiamo stabilito di tralasciarli.

LM38: 301
LM39: 176
A11: 206

15 aprile 1772

L’anno 1772 il Giovedì Santo è venuto al 15 aprile e Sua Eminenza è venuto in Duomo a fare li Santi Oli e si è cominciata la funzione alle ore 13 ½ in punto e si è cantato Lucernarium, Inno, Post’Inno a due cappelle, poi si passa tutti dal Primo Coro per la Messa e si canta Post’Epistolam e Offertorium, e in mezzo all’Offertorium partono due tenori, quali si mettono sotto al pulpito, dove predicano, per aspettare che venga la Croce d’Oro del Capitolo: si lascia andare avanti i Chierici e dopo si mettiamo in mezzo tra li detti Chierici e la Croce D’oro e stiamo fermi a cantare O Rendemptor; e poi, terminato di cantare la strofa, cioè una noi e l’altra il coro, che replica quello che noi diciamo, ed ogni volta che cantiamo si fermiamo sempre, e quando si parte si va adagio, che poi arriviamo alla seconda balaustra della parte del Cardinale, dove poi fanno li Santi Oli, indi alzano ancora la croce e si mettiamo al solito posto; ed andando adagio in Procesione, passando dalla Sagrestia de’ signori Ordinari, sino alla nostra, si continua a cantare le seguenti strofe e tutto finisce alla nostra Sagrestia, poi si ritorna in cappella per cantare il Sanctus, Benedictus e Confractorium; e chi vuole andare per qualche puoco di tempo, essendovi la Comunione del Clero, puole andare, ma si ricordi che in fine della Messa vi è la Benedizione di Sua Eminenza, indi si va alla Sagrestia de’ signori Ordinari per cantare O Sacrum Convivium, e dopo ognuno vanno nelle loro cappelle per cantare il salmo Deus in adiutorium, indi il Pater Noster, poi si va sopra da Sua Eminenza per la Lavanda, e tutto è stato finito a ore 16 ¾.

LM38: 303;
351
LM39: —
A11: 258

[18 giugno] 1772

L’anno 1772 il Corpus Domini si è fatta la solita fonzione con Processione, dove vi è intervenuto Sua Altezza Reale l’Arciduca Ferdinando, e non l’Arciduchessa, per motivo di gravidanza, e si è fatto così: li Musici del secondo coro, terminato il Gloria della Messa, sono discesi e sono andati a mettersi in Processione, e quelli del primo coro sono stati sempre in Duomo sino che è stata terminata la fonzione, cosìché quelli del secondo coro sono andati sino a S. Ambrogio in Processione, senza cantare per strada, e subito sono andati in organo ad aspettare che arrivasse il Santissimo, poi si è cantato il Tantum Ergo ed il Sacrum Convivium e alle risposte del Dominus Vobiscum e Cum Spiritu tuo, senza li Chirie eleison, e questo terminato, si sono levata la cotta e vesta e sono venuti con suo comodo in Duomo, disagregati dalla Processione, dove si è aspettato più di un quarto d’ora all’arrivo di detta Processione in Duomo.

LM38: 302
LM39: 176
A11: 207

22 giugno 1772

L’anno 1772 a dì 22 giugno, terminata la nostra solita messa, è venuto un ordine dal nostro Rettore, l’Illustrissimo signor Marchese Teodoro Triulci, che tutti li Musici di Cappella dovesse fermarsi, come anche dovessero far ricerca di quelli del Primo Coro, mentre a ore 15 sarebbe venuta Sua Altezza Reale, accompagnato con l’elettrice vedova di Sassonia, per vedere S. Carlo con il suo tesoro, ed anche tutte le rarità che vi sono in Duomo, come anche la loro intenzione era di montare sopra il Duomo, che poi per il gran calore non vi sono andati; cosiché si ha procurato di riunire tutta la Cappella, fuorché delli signori Bonaguzzi e Albuzio, che non si son trovati, dove poi le Loro Altezze Reali e Serenissime son venuti a ore 16 circa, e subito al loro arrivo si è cantato un mottetto pieno, fratanto che han preso la perdonanza avanti al Santissimo all’altare maggiore, essendo nell’Ottava del Corpus Domini, indi sono andati nel scurolo di S. Carlo a udire la Santa Messa, e questa terminata sono andati a vedere il Tesoro di S. Carlo, dove poi fra il tempo che girovano dietro il coro per vedere la statua di S. Bartolomeo, ed altre rarità, abbiamo cantato un altro mottetto e li abbiamo accompagnati con detta musica sino al sortire della Porta Maggiore, ed erano ore 17 ½ quando il tutto è stato terminato.

LM38: 305
LM39: 177
A11: 208

11-13 luglio 1772

L’anno 1772, a dì 11, 12, 13 luglio la città ha ordinato in Duomo un Triduo ad pluviam petendam, dove tutte le tre sere noi abbiamo cantato Miserere falsobordone e Tantum ergo per la benedizione.

LM38: 302
LM39: 177
A11: 209

[1] novembre 1772

A dì 4 [sic] novembre 1772, giorno di tutti li Santi.
Si è fatta la consacrazione del Vescovo Monsignore Gallarati, e vi sono intervenuti li vescovi di Lodi, Vercelli e si sono presi tre musici forastieri, cioè li signori Comaschino soprano, e Marchesino contralto, e il reverendo Angio M.a Rusnati, basso sopranumerario della Cappella. Li sopranominati Comaschino e Marchesino sono stati riconosciuti da Monsignore Vescovo e il reverendo Rusnati dal regalo fatto da Monsignore Vescovo alla Cappella di Zecchini n. 8 di Genova, che abbiamo ricevuto dal signor Clerici, maestro del coro, intendevano stasse nel nostro partaggio, mentre producevano che questa era l’intenzione di Monsignore, ma noi, per non andar contro alle nostre leggi scritte, ci abbiamo messo in un puoco di carta L. 6 e le abbiamo trasmesse al signor Maestro Fioroni per darcele; mentre il detto signor Maestro l’aveva invitato, a ciascun di noi è toccato L. 7 ed al signor Vice Maestro, con li 4 alunni, a proporzione, senza il signor Maestro Fioroni, che è stato a parte riconosciuto, e non si sa quello che ha ricevuto. A ore 16 è sonato il campanone ed alla prima campanella siamo andati tutti sul nostro organo, fratanto il Capitolo è andato sopra di Sua Eminenza, dove avevano di già fatto il giuramento e benedetto l’Anello, il Bastone e la Croce all’arrivo del Cardinale in Duomo si è canto il mottetto Clare Voces, si è tornato da capo e poi si è cantato l’Alleluia.

LM38: 304
LM39: 213
A11: 260

1772-1773

1772-1773

L’anno 1772 e 1773 Monsignore Vescovo Gallarati ha fatto li Santi Oli in S. Satiro e li tenori che sono andati a detta funzione per cantare O Redemptor sono li signori Severo Giussani e Fran.co Bianchi, e per consueto il detto Monsignore regala li detti tenori con acqua e cioccolata e non più, e per quella mattina son esclusi dal Duomo e tenuti buoni per la pontatura.

LM38: 304?
LM39: 213
A11: 261?

1773

8 aprile 1773

L’anno 1773 il Giovedì Santo è venuto alli 8 di aprile e Monsignore Gallarati Vescovo ha fatti li Santi Oli in S. Satiro, così pure l’anno 1774. Li due tenori che vi sono stati per cantare O Redemptor sono li signori Severo Giussani e Francesco Bianchi, e per consueto il detto Monsignore Vescovo tratta li detti tenori con acqua e cioccolata e niente più, e per quella mattina in Duomo sono esclusi, e sono tenuti buono per la pontatura.

LM38: 304
LM39: 213?
A11: 261

11 novembre 1773

L’anno 1773 li signori giubilati Gio. Antonio Grandati, Gio. Batta Caldarola e Paolo Romolo Rajnone han fatto il Loro ricorso a questo Venerando Capitolo per poter esser anch’essi nel riparto di tutti li straordinari che vi sono, mentre la Cappella tutta era contraria a questo loro riparto per non esser più, li detti, in pontatura ma il Capitolo li ha graziati ed l’Illustrissimo signor D. Carlo Frisiani, Rettore presentaneo, ha mandato il giorno 11 novembre un decreto alli pontatori a nome del Capitolo, che debbano anch’essi giubilati godere di tutti li straordinari, onde questo serve di regola a quelli che arriveranno a godere la sua giubilazione, che saranno anche nel riparto di tutti li straordinari.

LM38: —
LM39: —
A11: 211

11 novembre 1773 [bis]

Avendo dato ricorso all’Illustrissimo e Reverendissimo Capitolo della Veneranda Fabbrica del Duomo vari musici giubilati della Cappella della di essere compresi ne’ vantaggi de’ straordinari, fu da quello benignamente rescritto con ordinazione favorevole sotto il giorno 11 novembre 1773, sotto il rettorato dell’Illustrissimo signor Don Carlo Frisiani, rogato dal signor Carlo Bindelli, corneo notaro e pro cancelliere della suddetta Veneranda Fabbrica. Ciò considerato dal signor Maestro e dai signori Musici, hanno stabilito unanimi d’accordare lo stesso privilegio a qualunque degli individui (come fosse presente - ben inteso, quando non sia assente dalla città) ogni qualvolta fosse trattenuto da qualche malore verificato, come fu praticato altre volte, deducendosi questo dal cosi detto Gerletto antico, e per tanto sonosi sottoscritti li seguenti.

LM38: 309
LM39: 179; 214
A11: —

1774

1774

Nomi de’ signori Maestro di Cappella, Musici e orghenista che compongono la Cappella della Gran Metropolitana dell’Eccellentissima città di Milano l’anno 1774.

Signor Giovanni Andrea Fiorone, Maestro di Cappella
Signor Carlo Fran.co Landriani, Vice Maestro, basso
Signor Agostino Quaglia, primo orghenista
Signor Antonio Terzi, secondo orghenista
Signor Gio Ant.o Grandati, soprano decano, giubilato
Signor Francesco Bonaguzzi, soprano
Signor Giuseppe Cairone, soprano
Signor Gio Batta Berardi, soprano
Signor Paolo Romolo Rajnone, contralto, giubilato
Signor Steffano Valcamonica, contralto
Signor Carlo Ambrog.o Grandati, contralto e pontatore
Signor Carlo Bonomi, contralto
Signor Ottavio Albuzio, tenore e pontatore
Signor Severo Giussani, tenore
Signor Felino Grifanti, tenore
Signor Francesco Bianchi, tenore
Reverendo signor Gio Batta Caldarola, basso, giubilato
Reverendo signor Giuseppe Venino, basso
Signor Giorgio Gilardone, basso
Reverendo signor Angiolo Maria Rusnati, basso sopranumerario

Soprani alunni
Sebastiano Rossi
Anibale Buzzi
Giuseppe Grandotti

LM38: —
LM39: 2
A11: —

1 febbraio 1774

L’anno 1774 a dì 1 febbraio si è fatto il funerale per Sua Eccellenza il fu signor Conte Francesco Archinto, senatore, dove il reverendo parroco di S. Fermo ha accompagnato il cadavere con il seguito di 200 stelline, 5 scuole de’ scolari, n. 5 compagnie della S. Croce, n. 24 pradri di S. Angiolo e n. 30 preti, con il n. di 200 poveri, e vi sarebbe intervenuto anche il Capitolo del Duomo se non avesse nevicato tutta la giornata; bensi il Capitolo ha aspettato il cadavere alla Porta Maggiore del Duomo ed anche noi tutti vi siamo intervenuti alla detta Porta con la nostra Candela sul taglio di oncie 12, indi siamo subito andati nelle nostre rispettive cappelle, dove abbiamo aspettato più di mezz’ora avanti di incominciare;

LM38: 305-7
LM39: 208-10;
215-6
A11: 210;
212-3

di poi si ha cantata a due cappelle le Litanie de’ Santi
indi li Responsori, tutti sulle carte n. 6, a soldi 2 cadauno
in appresso, il Benedictus falsobordone
in seguito Introito sulle carte, e così sempre sino in fine
Post Lectionem
Post’Epistolam
Post’Evangelium
Offertorium
Sanctus
Confractorium
Agnus Dei

Soldi 3
12
2
2
1
1
1
2
2
1
soldi 2
Soldi 29

E qui tutto finisce, mentre non vi sono che l erisposte dal primo coro, e come dico si ha avuto come sopra la nominata candela sul taglio di oncie 12, come pure abbiamo avuto altre L. 16.4.6 cadauno, così pure il Vice Maestro a proporzione, cioè una parte e mezza e una parte e mezza alli 4 alunni. Il signor Maestro Fiorone per sua porzione ha avuto, oltre la sua torcia, L. 70 e si ha ricevuto in denaro dall’Eccellentissima Casa Archinta L. 365, de’ quali si sono ripartiti così:

Signor Maestro Gio Andrea Fiorone
Signor Carlo Francesco Landriani, Vice Maestro
Signor Gio Ant.o Grandati
Signor Francesco Bonaguzzi
Signor Giuseppe Cairone
Signor Gio Batta Berrardi
Signor Paolo Romolo Rainone
Signor Steffano Valcamonica
Signor Carlo Ambrogio Grandati
Signor Carlo Bonomi
Signor Ottavio Albuzio
Signor Severo Giussani
Signor Felino Griffanti
Signor Francesco Bianchi
Reverendo signor Gio Batta Caldarola
Reverendo signor Giuseppe Venino
Signor Giorgio Gilardone
Alunni: Giuseppe Grandotti
Alunni: Anibale Buzzi
Alunni: Pietro Rosetti

Summa

Reverendo signor Angolo M.a Rusnati, soprano

L. 70.00.00
L. 22.19.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 15.06.30
L. 05.15.00
L. 05.15.00
L. 05.15.00
L.339.18.00
L. 07.00.00
L.346.18.00

Altro denaro per la seconda gestatoria:

signor Maestro Gianand.a Fiorone
signor Carlo Fran.co Landriani, Vice Maestro
Soprani: Signor Giananto.o Grandati
Soprani: Signor Fran.co Bonaguzzi
Soprani: Signor Giuseppe Cairone
Soprani: Signor Gio Batta Berrardi
Contralti: Signor Pauolo Romolo Rainone
Contralti: Signor Steffano Valcamonica
Contralti: Signor Carlo Ambrogio Grandati
Contralti: Signor Carlo Bonomi
Tenori: Signor Ottavio Albuzio
Tenori: Signor Severo Giussani
Tenori: Signor Felino Griffanti
Tenori: Signor Francesco Bianchi
Bassi: Reverendo signor Gio Batta Caldarola
Bassi: Reverendo signor Giuseppe Venino
Bassi: Signor Giorgio Gilardone
Alunni: Giuseppe Grandotti
Alunni: Pietro Rosetti
Alunni: Anibale Buzzi


Somma retro

In tutto sono

L. 01.16.60
L. 01.07.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.18.30
L. 00.06.90
L. 00.06.90
L. 00.06.90
L. 17.17.90
L.346.18.00
L.364.15.90

Si ha ricevuto dall’Eccellentissima Casa Archinta L. 365, dico Lire trecentosessantacinque.

11-13 agosto 1774

A dì 11, 12, 13 agosto 1774, la città ha ordinato in Duomo un Triduo per impetrare dall’Altissimo la sospirata pioggia.

LM38: 28
LM39: —
A11: —

Primo giorno: in coro cantano le Litanie de Santi, e il popolo risponde. In coretto, dopo qualche orazione, cantiamo il Miserere falsobordone.

Soldi 4

Con il Gloria, dopo varie risposte, si comincia Tantum Ergo, sui libretti.


Soldi 2
Soldi 6

Secondo giorno si è fatto come di sopra, e vi sono intervenute le Loro Altezze Reali nel secondo coretto e noi siamo passati nel primo.

Terzo giorno: vi sono intervenute le Loro Altezze Reali, e Sua Eccellenza ha dato la Benedizione dal trono ed è andato ad incensare il Santissimo, e terminato d’incensare abbiamo cantato le Litanie della Beata Vergine Maria per esser in giorno di sabato,

Soldi 3

e queste terminate, dopo qualche orazione cantate da Sua Eccellenza, ha intonato l’Inviolata sui libretti de’ primi Vesperi,

2

indi dopo varie orazioni, che noi abbiamo risposto, si è subito cantato il Tantum Ergo sui libri della Madonna,

2

indi Benedizione del Santissimo.

Soldi 2
Soldi 9

20 agosto 1774

L’anno 1774, a dì 20 agosto, giorno di S. Bernardo, è stata ordinata una solenne processione, come quella del Corpus Domini, per impetrare dall’Altissimo la sospirata pioggia, essendo due mesi meno due giorni che non piove ed a questa funzione vi sono intervenute tutte le scuole, tutte le fraterie, tutti li preti, tutto il seguito del Capitolo del Duomo, tutti li Tribunali, le Loro Altezze Reali con tutto il suo seguito, e tutti con lumi accesi, indi Sua Eccellenza, quale ha dato la Benedizione col Santissimo. Il giro di questa processione si è che son sortiti dal Duomo, dietro al Coperchio de’ figini, su per la piazza de’ Mercanti, sino al Corduso, di là sono entrati nella contrada delli Orefici, e sono venuti per la contrada de’ Mercanti d’oro, poi su per la piazza del Duomo, e dì là siamo entrati in detto Duomo. La funzione per noi è stata così: li Musici del primo organo non sono venuti in processione, bensì han cantato in organo, avanti se levasse il Santissimo.

LM38: 308
LM39: —
A11: —

O Sacrum Convivium

Soldi 2

Il secondo coro in processione ha cantato il Pange Lingua, come si canta nella processione della terza domenica

12

Ritornati in chiesa, siamo subito andati in organo per cantare O Sacrum Convivium a due organi

2

indi il Tantum Ergo

2

Benedizione di Sua Eminenza col Santissimo

Soldi 2
Soldi 20

9 settembre 1774

A dì 9 settembre 1774 è stato eletto il signor Francesco Bianchi, tenore, da questo Venerando Capitolo Vice Maestro di Cappella, con tutti li onori, emolumenti annessi a detta carica, cioè dopo la morte del presentaneo Vice Maestro Landriani, quale in questo giorno stesso è stato giubilato da tutte le funzioni notturne in Duomo e quelle fuori del Duomo tutte.

LM38: 309
LM39: 179
A11: —

22 settembre 1774

A dì 22 settembre 1774 è passato Sua Santità il Papa Ganganelli da questa a miglior vita e la staffetta è giunta a Milano con la nuova il giorno 26 alla sera e subito è stato ordinato dal Capitolo de’ Monsignori che il giorno 1 di ottobre si faccia l’Officio e si è cantato al solito ad una sola cappella sui libroni, come sarebbe per un Monsignore, con questa sola differenza: che vi sono cinque aspersioni e si perde soldi 23 di pontatura.

LM38: 310
LM39: —
A11: —

5 ottobre 1774

A dì 5 ottobre 1774 si è fatta la processione a S. Ambrogio dopo la messa solita a quelli di settimana, ed il Capitolo è sortito dal Duomo a ore 16 per l’elezione del nuovo pontefice, e si è cantato per strada il Veni Creator Spiritus ed in S. Ambrogio si sono cantate le Litanie lunghe. Le risposte lunghe sono state cantate dal clero sino al salmo Memento Domine David, che abbiamo cantato noi in falsobordone, senza l’intonazione in avanti, indi tutte le risposte che sieguono e, queste terminate, è stata pronta la messa al’altare, dove subito si canta:

LM38: 310
LM39: —
A11: —

Ingressa, Spiritus Domini; in Aperitione Tribunalium, sui libri gialli, foglio 65

2

Post’Epistolam, sui libri gialli, foglio 63

2

Sanctus, sui libri gialli, foglio 69

4

Benedictus, sui libri gialli, foglio 70

2

Confractorium, sui libri gialli, foglio 64

2

Benedizione Sua Eminenza

2

Processione

12

Salmo, Memento Domine David

2

Litanie

Soldi 3
Soldi 31

Così pure è stato ordinato che si debba cantare le Litanie de’ Santi per un mese dopo la Compieta alla festa come al solito, ma noi abbiamo ottenuto dal detto Monsignore di cantarle dopo il Pater.

1775

[8 aprile] 1775

Il sabato avanti la Domenica delle Palme vi è l’Officio Biagio Costanzo. In questo giorno dell’anno 1775, per esser mancato a detto Officio il signor Carlo Landriani, Vice Maestro, il signor Franc.o Bianchi, come Pro Vice Maestro, ha ricevuto la porzione e mezza che ha perso detto signor Landriani, e per esser sacerdote si canta, tra la Messa, In Paradisum.

LM38: 54
LM39: —
A11: —

25 aprile 1775

In questa mattina tutti li signori Musici della Cappella hanno determinato che per la messa che si canta in Duomo dopo il Mattutino siano obbligati a venire solamente quelli che sono di settimana; a riguardo poi alla messa che si canta a S. Vittore sono obbligati tutti, e tutto questo anche con il consenso del signor Maestro Fioroni; per la messa in Duomo dopo il Mattutino bisogna ritrovarsi per le ore otto e mezza.

LM38: —
LM39: 52
A11: —

5 ottobre 1775

A dì 5 ottobre 1775 si è fatto il Corpo a Monsignore Rosales, e per essere absente dalla città il signor andrea Fioroni, Maestro di capplella, il Vice Maestro signor Carlo Landriani ha preso la torcia del Maestro di Lire due, ed il signor Francesco Bianchi, come Pro Vice Maestro, ha preso la torcia del Vice Maestro di Lire una e mezzo, e così se mancasse anche uno di questi due, il Decano pigliarebbe la torcia inferiore.
Si fa sapere che al Corpo de’ Monsignore Rosales, dopo esservi andati andati tutti processionalmente, un ciascheduno è andato a pigliare i loro cereo, e per non essere pratica, quello che distribuiva la cera, invece di dare la loro candela a signori musici, li han dato quella delli vecchioni, così pure il signor Landriani, Vice Maestro, e il signor Francesco Bianchi, Pro Vice Maestro, han dovuto aspettare per avere la loro torcia, e in questo frattempo han cantato il salmo Deus in nomine tuo; nonostante che non è stato per disattenzione, il signor Landriani non è stato pontato, per esser giubilato nelle funzioni notturne e fuori di casa, ed il signor Bianchi è stato pontato in due soldi, questo serve di regola per l’avvenire.

LM38: 309-8
LM39:
A11:

30 ottobre 1775

A dì 30 ottobre 1775 si è fatto il Corpo a Monsignore Ambrogio Fagnani, degnissimo Arciprete e Provinciale di questa Metropolitana, dove per esser mancato il signor Maestro Fiorone, il signor Francesco Bianchi, Pro Vice Maestro, ha avuto la torcia del Vice Maestro, e il detto Vice Maestro ha avuto quella del signor Maestro [lacuna].

LM38: 309
LM39: —
A11: —

1776

2 febbraio 1776

A dì 2 febbraio 1776 si è cominciato il Triduo per implorare dall’Altissimo la salute di Sua Eminenza il Cardinale Pozzobonelli, e per essere giorno di venerdì, in coro han cantato le Litanie e, dopo diverse risposte, subito abbiam cantato il Miserere falsobordone al solito (soldi 4). Indi dopo qualche orazione si risponde con li tre Kirie Eleison e subito si canta il Tantum Ergo sui libretti (soldi 2). A dì 3, giorno di sabato, subito incensato si sono cantate le Litanie della Beata Vergine Maria sulla miscellanea del Baliani (soldi 3). Indi il Monsignore intuona Alma redemptoris e noi la cantiamo sui stessi libri (soldi 2). Dopo qualche orazione si canta il Tantum Ergo (soldi 2).

LM38: 304
LM39: —
A11: —

6 maggio 1776

L’anno 1776, a dì 6 maggio, si è cominciato a fare la visita delle quattro chiese, con il Capitolo, per acquistare il S. Giubileo; per cinque volte, interpolatamente, siam sortiti dal Duomo e siamo andati a S. Ambrogio cantando per strada a tribus choris il Miserere; in detta chiesa li signori Canonici alta voce han detto le Litanie de Santi, indi il Monsignore ha detto tre orazioni, poi li detti signori Canonici han detto cinque Pater, cinque Ave e cinque Gloria e qui tutto è finito, così pure in S. Lorenzo, in S. Nazaro e in Duomo e quelli che son mancati si son puntati in Soldi 24 cadaun giorno.

LM38: 303
LM39: —
A11: —

25 settembre 1776

Il giorno 25 settembre 1776, Sua Eminenza il Cardinal Pozzobonelli ha fatto la solenne fonzione nella sua cappella arcivescoville con presentare la Beretta di Cardinale a Sua Eminenza il Cardinale Angelo Maria Durini, a nome di Sua Santità Braschi Pio IV, dove il signor Maestro Fioroni per ordine ha invitato, per cantare il mottetto alla Messa e Tedeum, li signori Carione soprano, Valcamonica e Grandati contralti, Albuzio e Grifanti tenori, Gilardone Bianchi, e Rusnati bassi, con due musici forastieri, che sono li seguenti: li signori Antonio Priora e Tomaso Cattena, con il signor Quaglia, primo organista e due contrabassi, cioè li signori Corbella e Donzelli, con una magnifica parata, ed un gran convitto di scelta nobiltà; e per non esser capace, la detta cantoria han lasciato fuori li altri signori musici del Duomo, cioè li signoriBonaguzzi e Berrardi soprani, ed il signor Rainone contralto, e signor Giussani tenore, come pure li signori Landriani Vice Maestro e Caldarola bassi; questi han portato le loro ragioni a’ superiori, dicendo che era un torto che li facevano, e che ci dovevan esser tutti, come ci son stati in altre simili occasioni; al compimento delle sopranominate virtuose fatiche, il signor Maestro ha dato al nostro pontatore L. 88 per dividere tra li signori musici presenti a detta funzione, con due contrabassi ed Organista che toccava L. 8 cadauno, fuorché li due musici forastieri, che sono stati riconosciuti ex parte dal detto signor Maestro, e L. 50 per dividere a signori Musici che erano assenti, dove da detta somma li toccava a L. 7.5 cadauno, onde son convenuti tutti li signori musici assistenti a detta fonzione di dare le L. 8 alli detti contrabassi cadauno, e così pure all’organista, e del rimanente fare tutto un’amasso, con fare una divisione eguale tanto a quelli ch’erano presenti, come absenti, cosiché è toccato a cadauno L. 7.14, e così a proporzione al Vice Maestro L. 10.17, fuorché al Reverendo signor Venini per esser assente non li è toccato niente, così pure al signor Bonomi per esser ammalato; si e fatta questa notazione, affine serva di regola, che in qualunque fonzione, o straordinario, sì in Duomo, come nella Cappella privata di Sua Eminenza, non debbano in verun modo esser pregiudicati li signori musici di Cappella, e questa notazione per maggior autentica sarà da signori pontatori firmata.
Di più, L. 3 per li alunni e L. 3 per il leva mantice, che in tutto sono L. 141.
Carlo Ambrogio Grandati pontatore.

LM38: 9
LM39: 180
A11: —

1778

26 gennaio 1778

L’anno 1778 a 26 gennaio si è fatto l’Officio a S. Maria Pedone per Sua Eminenza il fu signor Conte Renato Borromeo Aresi, con tutta pompa. La stessa mattina si è fatto il suo gran funerale e doveva esservi il Capitolo del Duomo, ma per le gran pioggie ha stimato bene detto Capitolo a non andarvi, e tutti abbiamo perso il nostro cereo, ch’era cera di Venezia a grado per grado; la Casa ha dimandato tutta la Cappella del Duomo per l’Officio ed è toccato L. 15 cadaun musico, così a proporzione al Vice Maestro la parte e mezza, e L. 7.10 a cadaun delli alunni, e ciò perché non si sono accese le torcie in organo, altrimenti non li sarebbe toccato che L. 5.12.6. Il regalo che ha avuto il Sig.r Maestro non si sa, ma son certo meno di 6 Giliati non sarà.

LM38: 14
LM39: 182
A11: —

Signor Maestro Fioroni
Tenore Bianchi Francesco, Vice Maestro
Soprani: Bonaguzzi Francesco
Soprani: Cairone Giuseppe
Soprani: Berardi Gio Batta
Soprani: Enrico Cattaneo, invece di Gio Ant.o Grandati
Contralti: Rajnone Paolo Romolo
Contralti: Stefano Valcamonica
Contralti: Grandati Carl’Ambrogio
Contralti: Bonomi Carlo
Tenori: Albuzio Ottavio
Tenori: Giussani Severo
Tenori: Grifanti Felino
Bassi: Reverendo Caldarola Gio Batta
Bassi: Reverendo Venini Giuseppe
Bassi: Gilardone Giorgio
Bassi: Rusnati Angiolo Maria
Alunni n. 4

L. 00.00
L. 22.10
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 15.00
L. 22.10

 

Orghenista signor Fran.co Pugliani
Oltre 4 contrabassi e un violoncello.

27 settembre 1778

A 27 settembre 1778 è morto Monsignore Dugnano, primo diacono in campagna, cioè a Nova, ed ha lasciato che non voleva nessuna pompa, che voleva esser sepolto alli Angioli senza funerale capitolare e la Casa ci ha fatto fare l’Officio in Duomo, e dalle copie n. 100 che si ritrova per fondo di Corpo, hanno distribuito a tutti l’istessa cera, come si ci fosse fatto il Corpo, dove il Vice Maestro Bianchi li è toccata la torcia del Maestro per esser mancato, e così pure la torcia del Vice Maestro è toccata al Reverendo Caldarola, per esser il Decano de’ signori Musici, senza accenderla, e da ripartirsi inter presentes.

LM38: 14
LM39: —
A11: —

11 dicembre 1778

L’anno 1778 a 11 dicembre, giorno di venerdì, si è messo al letto il fu Gianandrea Fioroni, Maestro degnissimo di Cappella con un male di petto, dove ha dovuto soccombere il giorno 19 di detto mese, alle ore 15; con un vera rassegnazione di santità, il giorno appresso, per esser la terza domenica, li eredi l’han fatto trasportare in S. Maria Elisabetta per aver comodi di farci l’Officio di 18 sacerdoti, per aver la Casa accresciuto il n. del consueto de signori Musici funeralisti; li Musici della Cappella del Duomo si sono uniti con li signori Parrochi, dove han fatto portare il Librone della Messa di Requiem, e avanti l’Officiatura del Duomo, vi sono andati tutti con cotta, e vi han cantato il Benedictus, Messa, Miserer, e Litanie, e in appresso siamo andati in Duomo per la Processione; al dopo pranzo siamo andati tutti li congregati a detta chiesa dove terminato l’Officio di S. Sepolcro li abbiamo canto il salmo Deus in momine tuo, e in appresso in un numero n., l’abbiamo accompagnato in Duomo dove li abbiamo cantato le Litanie composte da Lui ed è sepolto nella sepoltura della Beata Vergine del Rosario. Requiescant in pace

LM38: 19
LM39: —
A11: —

1779

7 maggio 1779

1779 a 7 maggio si è fatta la Processione in rigraziamento e siamo andati alla Madonna delle Grazie, dove per strada abbiamo cantato a tre cori il salmo Benedictus e all’Altare Maggiore di dette Grazie abbiamo cantato e Litanie lunghe de’ Santi, indi siamo subito andati all’altra della Beata Vergine per la Messa.
Ingressa: Virgo Dei Genitrix
Gloria, Messa Prima, che si canta in Duomo sui Libroni
Post’Epis.
Offertorium: Salve Regina a 4
Credo ut Supra
Sanctus e Benedictus D.
Confractorium
Infine della Messa, Litanie della Beata Vergine, di poi siamo ritornati in Duomo per il concorso del soprano Franco Gilardoni, dove subito è stato admesso con L. 50 al mese.

LM38: 73
LM39: —
A11: —

10-12 maggio 1779

A dì 10-11-12 maggio sono stati li tre giorni del privato sperimento al concorso per la piazza del Maestro di Cappella della Metropolitana, e li concorrenti sono n. 8 e sono li seguenti: signori Grabriele Vignali, bolognese; Giovanni Lorenzo Mariani, pisano, Maestro di Cappella a Savona; Carlo Monza, milanese, Maestro di Cappella della Real Corte; Agostino Quaglia, milanese, Maestro e primo orghenista della Metropolitana; Giuseppe Sarti, faentino; Franc.o Bianchi, cremonese; Pietro Anetti, novarese e Maestro di Cappella in Vigevano; Rajmondo Mej, genovese, Maestro di Cappella in Pavia. Il tema del primo giorno è stato Converte Domine a 8, a cappella, del primo tono; quello del secondo giorno, Exalta Domine a 5, a cappella, pure del primo tono; quello del terzo giorno è stato il primo versetto del salmo Deus noster refugium, con il Sicut Erat del secondo tono, che non sia in fuga, e tutto questo travaglio è seguito nel Capitolone nelli detti tre giorni, fuorché nell’ultimo giorno ce ne sono stati due che han passato il mezzo giorno della quarta giornata, ed è stato comandato tanto di giorno quanto di notte di somministrarli tutto quello che adimandavano li detti concorrenti, dove tutti sono stati pienamente contenti delle grandi pullizie, che per ordine hanno ricevute, e tutto questo è seguito sotto al Rettorato dell’Illustrissimo signor D. Giuseppe Pestagalli, stato confermato il secondo anno per aver messo il detto Cavaliere in buon stato la Fabbrica che prima era in gran guai. Gli signori giudici milanesi destinati da questo Venerando Capitolo sono li seguenti: Reverendo Padre Cadenaccio di S. Angiolo; signor Melchiorre Chiesa, Maestro di Cappella della Regio Ducal Cappella della Scala in S. Fedele; signor Francesco Pugliani, Maestro di Cappella in S. Ambrogio; signor Ant.o Zuchinetti, Maestro di Cappella a Monza. Vice Maestro, signor Francesco Bianchi.

Li signori Musici che vi sono intervenuti sono li seguenti:

Primo coro
Soprani: Antonio Priora, forastiere;
Soprani: Gianbatta Berrardi, di casa;
Contralti: Steffano Valcamonica, di casa;
Contralti: Carl’Ambrogio Gradanti, di casa;
Tenori: Ottavio Albuzio, di casa;
Tenori: Severo Giussani, di casa;
Bassi: Reverendo Giuseppe Venini, di casa;
Bassi: Giorgio Gilardone, di casa
Altro soprano di casa, Francesco Gilardone.

Secondo coro
Soprani: Giuseppe Carione, di casa;
Soprani: Enrico Cattaneo, forastiere;
Contralti: Carlo Bonomi, di casa;
Contralti: Simonino, forastiere;
Tenori: Felino Griffanti, di casa;
Tenori: Ercole Ciprandi, forastiere;
Bassi: Reverendo Angiolo M.a Rusnati, di casa;
Bassi: Montano, sopranumerario

Li signori Musici giubilati Gianant.o Grandati, soprano, Francesco Bonaguzzi, altro soprano, Paolo Romolo Rainone, contralto, Reverendo Giambatta Caldarola, basso, li hanno lasciati in libertà. L’orghenista primo di casa, signor Agostino Quaglia, è stato escluso dal suonare a questi concorsi per esser uno delli concorrenti alla piazza di maestro di cappella ed il signor Ant.o Terzi, secondo orghenista, per li concorsi è passato al primo organo; all’organo secondo hanno preso un forastiere chiamato signor Giuseppe Lentati. Li copisti che hanno scritto in questo privato esperimento sono signori Natale Monza, Ant.o Fiamenghino, Ant.o Bordone ed Ant.o Calenzuoli. La ricompensa che li hanno dato sono Soldi 20 al foglio in carta piccola, oltre l’acqua e cioccolata alla mattina, e vino al dopo pranzo. La Messa Pontificale che detti concorrenti han composta per il pubblico sperimento è della Madona: Ingressa Letemur omnes a 8; Gloria a 8; Post’Epistolam a 8; Difusa est gratia; Offertorium, Vidi Speciosam a 4; Credo a 8 reali e tutto quello che siegue al compimento della messa. A 15 detto maggio si è cantata la Messa del signor Vignali ed è piaciuta per li belli ripieni; a 20 detto, è stata quella del signor Mariani: è piaciuta per esser di gran studio, ma molto fatticosa per li signori Musici; a 21 detto, quella del signor Monza, chiara, molto bella e ben composta, appresso alli ignoranti di musica non ha avuto quella intera approvazione per esser un milanese. A [lacuna], quella del signor Agostino Quaglia, nostro primo organista, composta e adattata perfettamente al tempio. A [lacuna], quella del signor Sarti: andato in organo con gran partito e prevenzione, ha avuto suo merito, e per esservi mancato l’Offertorio han dovuto ritornare in organo il giorno [lacuna] per tal effetto. A [lacuna], è stato il signor Francesco Bianchi, quale ha riportato molto onore, per esser un giovine molto studioso e di buon gusto. A 19 luglio il signor Anetti pien di fuoco e di buon gusto ma per non aver la pratica di scrivere a 8 è stato in parte criticato. A 23 detto il signor Meij: questo si è distinto assai dall’aver trovato diverse parti fallate, non ha portato che l’Ingressa, Gloria e Credo e tutto il rimanente lo manderà per far eseguire il giorno 20 agosto senza di lui, ma tutti nel detto giorno erano pronti in Duomo e il detto Maestro non è comparso, né lui, né la musica e ha mandato il giorno appresso qualche pezzi di musica senza aver copiato le parti, dicendo manderà il resto. L’istesso giorno 19, avanti dovesse eseguirsi il concorso del signor Mej, quale non è comparso né con musica, né con una lettera di scusa, han tenuto Capitolo per fissare le regallie de maestri giudici e musici che han assististo a questi concorsi e han destinato al signor Maestro Zucchinetti Zecchini n. 20, dovendo il detto pagarsi tutte Le spese e comodi per venire a Milano da Monza a tutti li concorsi, e ritornarsene; alli altri tre signori maestri Melchiorre Chiesa, Francesco Pogliani e Reverendo Padre Cadenaccio, Zecchini n. 12 cadauno; alli musici forestieri Antonio Priora Zechini n. 8 e alli altri tre, Enrico Cattaneo, Ercole Cipandi, e Simonino Zecchini n. 4 cadauno; al singor Giuseppe Lentati, organista forestiere, Zecchini n. 5; alli signori Musici di Cappella, a titolo d’un rinfresco, L. 18 cadauno ed al Vice Maestro L. 27 per sua porzione e mezza; al nostro secondo organista, per aver sonato il primo organo più impegnato, Giliati n. 2. Parimenti alli giubilati che sono stati in libertà ci hanno dato l’istessa regalia che hanno avuto li altri di L. 18, come se avessero cantato.

LM38: 269-70;
69
LM39: —
A11: —

10-12 maggio 1779 [bis]

L’anno 1779, a 10-11-12 maggio sono stati li tre giorni del privato sperimento al concorso del Maestro di Cappella della Metropolitana. Il tema del primo giorno è stato Converte Domine, del primo tono a 8; quello del secondo Exalta Domine, e sì pure del primo tono a 5 a cappella; il salmo del terzo giorno, Deus noster refugium, con il Gloria che non sia in fuga, e tutto questo travaglio è servito nel Capitolone, dove l’Illustrissimo signor D. Giuseppe Pestagalli, Rettore confermato il secondo anno, ha fatto servire in questo frattempo li signori concorrenti di tutto quello che dimandavano, e quelli che sono stati esclusi son partiti molto contenti per il gran bel concorso cospicuo che è stato, oltre le grandi attenzioni che hanno ricevuto da questo Illustrissimo, e Reverendissimo Capitolo, e li concorrenti sono li seguenti: Carlo Monza, di Milano; Agostino Quaglia, di Milano; Giuseppe Sarti, di Faenza; Lorenzo Mariani, Maestro di Cappella a Savona; Gabrielle Vignali, di Bologna; Francesco Bianchi, di Cremona; Raimondo Mej, di Pavia. Pietro Anetti, di Vigevano. Signori giudici: Reverendo Padre Cadenaccio, a S. Angelo; Francesco Pogliani, a S. Ambrogio; Melchiorre Chiesa, Maestro alla Scala; Antonio Zuchinetti, Maestro a Monza. A 15 maggio è stato il primo concorso pubblico del signor Vignali, piaciuto. A 20 detto, signor Mariani. A 21 detto, signor Monza.

LM38: 29
LM39: —
A11: —

15 maggio 1779

1779, a 15 maggio si sono cominciati li concorsi publici del Maestro di Cappella, quale il primo a cominciare è stato il signor Vignali, bolognese; il secondo è stato il signor Lorenzo Mariani, Maestro di Cappella a Savona; il terzo è stato il signor Carlo Monza, Maestro della Real Cappella; il quarto il signor Agostino Quagli, primo organista del Duomo; il quinto è stato il signor Giuseppe Sarti, cioè il vincitore; il sesto è stato il signor Francesco Bianchi, cremonese; il settimo, il signor Anetti, Maestro di Cappella a Vigevano; e l’ultimo è stato il Signor Mei, Maestro di Cappella a Pavia.
In quella occasione l’Illustrissimo signor Don Rettore Giuseppe Pestagalli, per dimostrare a signori Musici l’agradimento della fatica sofferta in detti concorsi, ha fatto dare a ciascun musico L. 18, ed al Vice Maestro a proporzione cioè L. 27, così pure alli quattro giubilati Giantonio Grandati, Paolo Romolo Rajnone, Francesco Bonaguzzi e Giambatta Caldarola, quantunque il signor Rettore li abbia esclusi dalla fatic, non di meno hanno avuto l’istessa regalia, come se avessero agito all’egualianza delli altri.

LM38: —
LM39: 205
A11: —

30 maggio 1779

1779, a dì 30 maggio, si è cantato il Te Deum per la pace seguita tra il nostro Augusto Imperadore ed il Re di Prussia, per le pretensioni che avevano sopra La Baviera. Le Loro Altezze Reali erano partite per Mantova, dove l’istesso Governo ha spedito l’ordine a Sua Eminenza il signor Consultore Silva, d’ordinare che si cantasse in Duomo un solenne Te Deum, con sparo de’ cannoni, ed è seguito così: a ore 19 e ¼ è sonato il campanone, indi si è cantata la Messa al solito delle altre domeniche; nel tempo che han cantato Nona dopo la Messa, vi è intervenuta la nobiltà e tutti li Tribunali, indi e venuta Sua Eminenza, e quando è arrivata alli scalini per entrare in Coro Senatorio, si è cominciato un mottetto pieno ed a durato tutto il tempo sino che si è parato; indi è disceso dal trono ed ha andato all’altare, dove ha intonato il Te Deum; indi sotto al trono vi sono state diverse risposte, in appresso la Benedizione del Cardinale, e quando è stato quasi spogliato vi ha cantato altro mottetto per la partenza, qual ha durato sino alli ultimi scalini di S. Carlo e tutto è stato terminato così.

LM38: 282
LM39: —
A11: —

21 luglio 1779

1779, a 21 luglio si è fatto il funerale a Sua Eccellenza la fu signora Contessa Donna Giulia Archinti Borromea, con l’istessa pompa del signor Conte Francesco senatore, a foglio n. 305, con a ciascheduno a proporzione il loro cereo di Venezia, di maggior peso; per non esser ancor stato creato il nuovo Maestro, il suo cereo è toccato al signor Francesco Bianchi, Vice Maestro facendo le veci del Maestro, e quello del Vice Maestro è stato trasmesso al Decano de’ signori Musici, Paolo Romolo Rainone, per le mani del portiere di Fabbrica. Il giorno susseguente, all’altare di S. Catterina, con magnifico apparato si è cantato l’Officio, e Messa, e noi abbiamo cantato li responsori che sono in archivio del Maestro defunto Fioroni, in appresso al Benedictus falsobordone, e poi la Messa solita de’ Morti sui Libroni, tutto adagio con sue risposte sino in fine, e tutto è stato terminato. La ricompensa che abbiamo avuto per non esservi ancora il Maestro sono L. 270 divise sopra capite a quelli che vi sono intervenuti, cioè L. 259 per paga de signori Musici e L. 18 per la seconda gestatoria, e altre L. 3 al compimento delle L. 270 le ha aggiunte l’Illustrissimo signor Rettore, Don Giuseppe Pestagalli, mediatore in questo affare, atteso che la nostra pretensione, se vi fosse stato vivente il Maestro di Cappella, era di L. 365 (dico L. trecentosessanta 5) e si sono divise così, secondo il nostro consueto:

LM38: 108
LM39: 204
A11: —

Francesco Bianchi, tenore e Vice Maestro
Soprani: Francesco Bonaguzzi, non vi è intervenuto
Soprani: Giuseppe Cairone
Soprani: Gio Batta Berrardi
Soprani: Francesco Gilardoni
Contralti: Paolo Romolo Rajnone
Contralti: Stefano Valcamonica
Contralti: Carl’Ambrogio Grandati
Contralti: Carlo Bonomi
Tenori: Ottavio Albuzio
Tenori: Severo Giussani
Tenori: Felino Grifanti
Bassi: Reverendo Giuseppe Venini
Bassi: Giorgio Gilardone
Bassi: Reverendo Angiolo Maria Rusnati
Bassi: Pietro Montano
Alunni: Giuseppe Redaelli
Alunni: Giovanni Pozzi
Alunni: Giovanni Prada
Alunni: Paolo Palmieri

L. 23.16.3
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 15.17.6
L. 05.17.0
L. 05.17.0
L. 05.17.0
L. 05.17.0
L.269.17.3

1781

26 febbraio 1781;
6 maggio 1781

1781, a 26 febbraio, giorno di Lunedì Grasso, si e fatto l’Officio alla signora Contessa Donna Giulia Archinta e non si ha ricevuto la ricompensa de’ signori Musici della Cappella se non il giorno 7 di maggio, per voler l’Eccellentissima Casa Archinti far altro ribasso alle L. 270, così accomodato dall’Illustrissimo signor Rettore, D. Giuseppe Pestagalli. L’anno 1779, per il funerale fatto a Sua Eccellenza, la signora Contessa Donna Giulia Archinti Madre, nata Borromea, a 21 luglio, avevano tentato anche sotto al rettorato dell’Illustrissimo signor D. Natale Barzi, ma li signori Musici non hanno voluto decampare all’accomodamento del detto signor Rettore Pestagalli, e per disimpegno dell’Eccellentissima Casa, il signor Maestro Sarti ha scritto, dopo esser con li medesimi convenuti, il seguente biglietto, consegnato alli pontatori da consegnare al signor Catena.
P.M.
I Musici del Duomo, per l’esequie penultime di casa Archinti, si sono contentati di L. 270 perché in quel tempo vacava il Maestro di Cappella. Per le ultime esequie si contentano pure di L. 270, poiché in tal tempo il Maestro era assente.
Di Campo Santo, 6 maggio 1781
Giuseppe Sarti, Maestro di Cappella

LM38: 91
LM39: —
A11: —

7 maggio 1781

1781, a 7 maggio ho ricevuto dall’Eccellentissima Casa Archinta Lire duecentosettanta, dico L. 270, per ricognizione de’ signori Musici del Duomo per le esequie della fu Eccellentissima signora Donna Giulia Archinta, a seconda di quanto di sopra esprime il signor Giuseppe Sarti, Maestro di Cappella della Metropolitana. E per fede,
Giuseppe Carione, pontatore
Francesco Bianchi, Vice Maestro di Capella.

LM38: 90
LM39: —
A11: —

1783

17 gennaio 1783

1783, a 17 gennaio, alle ore 3 è passato da questa a miglior vita Monsignor Teologo Ullrich, per essersi rotto un braccio sortendo da S. Filippo Neri, per montar in carrozza, dove li è sopragiunta la febbre e mal di petto; il giorno 19 di detto, essendo in domenica, dopo il vespro ci han fatto il funerale ed il giorno 20, S. Sebastiano, alla mattina si ci è fatto l’Officio a Ore, ed subito siamo andati per il Pontificale a S. Sebastiano.

LM38: 17
LM39: —
A11: —

1784

31 luglio 1784

L’anno 1784, a 31 luglio. Per la fonzione del Possesso di Sua Eminenza Reverendissimo Arcivescovo Visconti, per ricognizione L. 90 da ripartirsi secondo la pratica.

LM38: —
LM39: 185
A11: —

1787

15 luglio 1787

1787, a dì 15 luglio. Il signor Francesco Bianchi, Vice Maestro, e Carlo Ambrogio Grandati, ex pontatore, hanno umigliato una suplica, a nome di tutta la Cappella, a Monsignore Benedetto Erba, degnissimo Arciprete della Metropolitana, affine volesse degnarsi di presentare all’Illustrissimo e Reverendissimo Capitolo una loro supplica per ottenere il permesso dal detto Illustrissimo e Reverendissimo Capitolo di cantare le Litanie de Santi nelli giorni festivi che cominciano dal giorno 3 maggio, sino li 14 settembre avanti la lezione, non dopo, cioè terminato il Pater noster - avendo il detto Capitolo posposta l’ora del Vespro - per poter andare a guadagnarsi il loro vitto in altre chiese; così dunque Monsignore Arciprete nell’istessa mattina, quantunque fosse in domenica, graziosamente si è degnato di tenere espressamente Capitolo, e siamo stati graziati a pieni voti, cosiché all’istesso dopo pranzo abbiamo cominciato a godere di questo beneficio.

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A11: —

1792

4 febbraio 1792

1792, a 4 febbraio, si è fatto il concorso di due tenori e due bassi. Il concorso è seguito così: il signor Maestro ha composto due mottetti, uno in tenore e l’altro in basso.

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1797

5 agosto 1797

1797, 5 agosto. Si è cominciato in Duomo un Triduo di penitenza per implorare dal signor Iddio la pioggia, e questo è stato ordinato dalle autorità constituite e per nostra ricognizione abbiamo percepito da ripartirsi L. 30.

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1802

15 febbraio 1802

1802, a 15 febbraio. Per le esequie di Sua Eccellenza Monsignore Arcivescovo di Milano Visconti. Ricognizione avuta, L. 325 da ripartirsi alla Cappella de’ Musici di questa Metropoli, e quattro forestieri, cioè due fagotti e due musici, L. 6 cadauno, e gli musici dal riparto L. 15.16.6 per ragione che non era creato il Maestro di questa Metropoli.

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LM39: 184
A11: —

21 agosto 1802

1802, a 21 agosto, preso il Possesso il Monsignor Vicario Generale per l’Eminentissimo Cardinale Arcivesco Capra. Ricognizione L. 90, come sopra è preso dal detto Reverendo signor D. Giuseppe Poschini di sua mano e acompito come sopra.

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LM39: 185
A11: —

1808

novembre 1808

Nel mese di novembre 1808. Quando un Musico della Cappella del Duomo di Milano si ritrovasse in campagna e succedesse qualche fonzione straordinaria, cioè non attinente al Duomo, non sarà pontato e perderà solamente il straordinario, e questo a mente del corpo de’ Musici della Cappella. Gio Polinino, appontatore.

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A11: —

1811

11 febbraio 1811

A 11 febbraio 1811. In questo giorno si è effettuato l’annuale del defunto Archinti, il quale è stabilito per la ricognizione L. 24 milanesi e avendo ricorso alla detta casa, siamo stati graziati d’una doppia di Genova del valore di L. 104 circa milanesi, e promise il detto Archinti che tutti gli anni graziosamente gli darà la detta somma.

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A11: —

1812

25 luglio 1812

Li 25 luglio 1812. Antonio Piacentini, Vice Maestro, fece questa annotazione per il bene de’ Musici. Avendo dato l’Ufficio d’un ex Vescovo, signor Odescalchi, il giorno suddetto, e avendo avuto n. 10 Zecchini e la candela, i Musici hanno cantato li responsori, il Benedictus, due Miserere a falsobordone, la Messa da morto, le Litanie e tutti si è cantato in coretto. Gli signori Musici sono stati contenti di questo onorario ma si avverte per regola, se succedesse si dovesse andare in organo, vi vogliono n. 24 Zecchini; questo serve per regola della Cappella del Duomo e li signori appontatori dovranno osservare ed eseguire quanto qui sopra è espresso; differentemente dovranno dar parte al corpo de’ Musici.

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LM39: 187
A11: —

29 ottobre 1812

Il giorno 29 ottobre 1812. Il occasione della morte di Sua Eccellenza il signor Conte Bovara, ministro per il Culto, fun invitato il Capitolo della Metropolitana a farle le funzioni funebri; il Capitolo ha accettato l’invito ed è andato alla rispettiva parrocchia del defunto senza li Musici, non essendo stato li suddetti invitati particolarmente dai dolenti, ma da chi amministrava per essi. Ciò sia di regola per altra occasione simile che possi succedere. Ant.o Piacentini, Vice Maestro.

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LM39: 188
A11: —

1814

agosto 1814

Milano, li [lacuna] agosto 1814. Per il Te Deum cantato per la pace celebrata fra i sovrani coalizzati in questa cattedrale, il corpo de’ Professori Musici della Cappella ricevettero dal Ministero dell’Interno, come per suo ordine fu cantato, il regalo di L. 22.10 per cadauno.

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LM39: 189
A11: —

4 ottobre 1814

Milano, li 4 ottobre 1814. Per il Te Deum cantato per il giorno onomastico di Sua Maestà Francesco Primo, ordinato dal Governo, il corpo de’ Professori Musici della Cappella ricevettero il regalo di L. 22.10 per ciascheduno.

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LM39: 189
A11: —

1815

12 febbraio 1815

Milano, li 12 febbraio 1815. Avendo cantato nella Metropolitana il Te Deum in occasione che corse il giorno della nascita di Sua Maestà l’Imperatore e Re Francesco Primo, ed essendo stato ordinato dalla Cesare Regia Amministrazione dei beni della Corona, li signori Professori Musici hanno avuto Lire trecentosedici e centesimi 98, dico L. 316 e 98 centesimi, facenti L. 413 milanesi, da ripartirsi super capite in L. 22.10 di Milano cadauno.

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LM39: 190
A11: —

11 aprile 1815

Milano, li 11 aprile 1815. Memoria. In occasione che Sua Santità Pio VII partì da Roma per Genova per la Guerra di Napoli, il cerimoniere pregò il signor Maestro di Cappella Agostino Quaglia di far cantare alli signori Musici le Litanie per il detto viaggio giornalmente ed il signor Maestro avendo compiaciuto il detto cerimoniere all’affermativa senza interpellare il corpo de’ Musici se erano di sentimento di prestarsi, il corpo de’ Musici per non contrastare al detto Maestro eseguivano le dette Litanie senza però porle in appuntatura, sicché chi mancava era assolto e questo servirà d’esempio.

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LM39: 191
A11: —

9 luglio 1815

Memoria. Essendo stato ordinato di cantare il Te Deum nella Metropolitana a nome ed ordine del signor Conte Podestà, li signori Professori Musici hanno percepito secondo il solito L. 315.88 centesimi da ripartirsi super capite, e questo fu il giorno 9 luglio 1815, per il felice ingresso delle Potenze coalizzate in Parigi, etc. etc. La suddetta somma fu pagata dalla Cassa della città in Broletto.

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LM39: 192
A11: —

1818

24 gennaio 1818

Memoria. Li 24 gennaio 1818. Il Procuratore della Cappella di Musica, signor Salvioni Pietro, fa annotazione che col giorno suddetto si è fatto l’Ufficio per il signor Cardinale Crivelli nella chiesa di S. Maria Porta e li signori Musici ed il signor Maestro e Vice Maestro con quattro alunni hanno avuto in regalo L. 300 di Milano ed una candela per ciascheduno di una libra; al signor Maestro una torcia, ed al Vice Maestro una torcietta, e alli alunni una candela ciarcheduno. Il signor Piazza, organista, essendo di settimana è stato compreso nel riparto coi Musici.

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LM39: 193
A11: —

30 aprile 1818

Memoria. Il giorno 30 aprile 1818. Essendo accaduto il giorno di S. Caterina da Siena il giorno della Ascensione, si è rapportato il giorno il 12 giugno.

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LM39: 195
A11: —

1 maggio 1818

Memoria. Il primo maggio 1818. Avendo il signor abate Rosnati oltrepassato li 40 anni di servizio, ed avendo ottenuto dalla Amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo una licenza illimitata d’intervenire al servizio a suo piacere, il corpo de’ Musici lo ha asssolto dalla pontatura.

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LM39: 194
A11: —

24 maggio 1818

Memoria. Milano, li 24 maggio 1818. In occasione del solenne ingresso di Sua Altezza Imperiale Reale, il Vicerè del Regno Lombardo-Veneto, si è cantato in Duomo il Te Deum e si è percepito il solito regalo di L. 315.88 centesimi italiane, da ripartirsi secondo il solito, con n. 8 torcie.

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LM39: 194-5
A11: —

26 agosto 1818

Li 26 agosto 1818. Sotto questo giorno Sua Eminenza Reale l’Arcivescovo D. Carlo Gaetano, Conte di Gaisruck ha preso il Possesso, ed il corpo de’ Musici hanno partecipato la solita ricognizione di L. 90 e le otto torcie per li due organi, etc. etc.

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LM39: 192
A11: —

1819

10 giugno 1819

Milano, li 10 giugno 1819. Giorno del Corpus Domini, in quest’anno essendosi fatta la solita processione dal Duomo a S. Ambrogio, ed essendovi intervenuto Sua Altezza Imperiale e Reale il Vicerè con tutto il seguito de’ ciambellani, li signori Musici hanno seguitato la processione sino a S. Ambrogio e sono saliti in cantoria per cantare il mottetto per l’arrivo in chiesa dell’Imperiale corteggio, e dopo di ciò li suddetti signori Musici, come d’intelligenza rimasti col capo del Capitolo, sono ritornati in Duomo senza seguitare la processione nel suo ritorno al Duomo, per prepararsi in cantoria per cantare nuovamente il mottetto all’arrivo in Duomo dell’Imperiale e Reale corteggio. Ciò si fa memoria per l’avvenire e si sottoscrive per l’affermativa il signor Vice Maestro che presentaneamente si ritrova in attività. Ant.o Piacentini, Vice Maestro.

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LM39: 196
A11: —

1820

27 settembre 1820

Milano, li 27 settembre 1820. Avvertimento, che dovendo un musico nel giorno di S. Michele cambiare di casa, non sarà tenuto a prendere licenza per tale oggetto, e sarà esente dalla pontatura.

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LM39: 198
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1832

30 giugno 1832

Milano, li 30 giugno 1832. Officio qualunque che li faccia. Si è stabilito dai signori Musici della Cappella che mancando un musico al detto rapporto, perde la Gestatoria e la pontatura. Questa funzione resta separata dal coretto.

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LM39: 199
A11: —

1836

7-9 aprile 1836

Li 7, 8, 9 d’aprile 1836. Furono celebrate in Duomo nei suddetti giorni le funebri per la morte dell’imperatore Francesco primo; fu eseguita la musica a due organi dai soli professori della Cappella Musicale della Metropolitana. Il pontatore Paolo Rossignoli, con intelligenza del signor Maestro di Cappella, fece le sue istanze presso all’Illustre Regio Governo per essere pagati e percepirono per cadauno la somma qui sotto espressa:

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LM39: 230
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il signor Maestro
il signor Vice Maestro
Tenori: Pagani
Tenori: Baretta
Tenori: Gusmini
Tenori: Bergomi
Contralto: Mosca
Bassi: Rossignoli
Bassi: Malanchini
Bassi: Pagnioncelli
Alunni
Organisti: Bonazzi
Organisti: Piazza
Alza mantici
Somma totale in lire di Milano

L. 135.00
L. 101.05
L. 067.10
L. 067.10
L. 067.10
L. 067.10
L. 067.10
L. 067.10
L. 067.10
L. 067.10
L. 101.05
L. 067.10
L. 067.10
L. 024.00
L.1036.10

1838

1-8 settembre 1838

Solenizzandosi l’arrivo di Sua Maestà Ferdinando Primo Imperatore, il giorno primo settembre 1838 in Milano. Fece il suo solenne ingresso alle ore undici antemeridiane in città e fu arrivato con tutto il suo corteggio alla Metropolitana, e si portò al trono imperiale, si cantò un solenne Te Deum, ed hanno percepito per cadaun Musico, per suo compenso, per tal giornata, L. 19.78.
Il giorno 3 del corrente, ritornò in Duomo con tutto suo seguito, si cantò altro Te Deum. In compenso per tal giorno, altri L. 19.78.
Il giorno 6 del corrente suddetto si dece in Duomo l’incoronazione a Sua Maestà; si cantò Messa e Te Deum. Si percepirono per tal fonzione L. 50 e per le prove altri L. 30.
Il giorno 8 corrente andò Sua Maestà con tutto il suo gran corteggio a S. Ambrogio, canto Sua Eminenza pontificalmente la Messa e Te Deum. Per tal giorno si percepirono altri L. 19.78, che forma la somma di lire austriache L. 139.34.

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LM39: 231
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1853

9 febbraio 1853

Attesto io sottoscritto essere stati celebrati in questa Metropolitana i consueti esercizi della settimana di Sessagesima ed esservi intervenuti come di solito i Musici cantori della Cappella Musicale, perciò loro li compete la retribuzione d’uso. In fede, a dì 9 febbraio 1853, Raimondo Boucheron.

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1855

2 dicembre 1855

Annotazione. Li 2 dicembre 1855 fu celebrata la coronazione del Vescovo Monsignor Caccia Dominioni e diede per regalo ai signori Musici, austriache L. 200, che toccò poi per ciascun individovo austriache L. 13.

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LM39: 232
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1858

14-15 gennaio 1858

Li 14 e 15 gennaio 1858 furono celebrate con solenne pompa, il primo giorno l’accompagnamento, ed il secondo giorno l’Ufficio ed esequie in Duomo alla presenza di tutte le autorità militari e civili per la morte del Feldmaresciallo Conte radeschi, e tanto nel primo e nel secondo giorno abbiamo avuto cadauno una torcia di libbre 3 e la paga per cadauno, per tutti li due giorni, austriache L. 30.

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1859

13 maggio 1859

Li 13 maggio 1859. Si è fatto il funerale di Monsignor Arcivescovo Conte Carlo Bartolomeo Romilli ed abbiamo ricevuto una candela di una libra come di solito ai monsignori per l’accompagnamento, invece di due torcie come di pratica pei cardinali ed arcivescovi; di più, si è dovuto convenire col suo amministratore di ridurci la nostra dovuta paga in milanesi L. 250, a motivo che il defunto non lascio nemmeno per farci i funebri. Questo serve di norma, acciò, in altra circostanza, si deve mantenere i diritti delle torcie e dell’onorario di non meno del doppio, cioè di milanesi L. 500.

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LM39: 233
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1867

17 giugno 1867

In questo giorno 17 giugno 1867 prese il possesso alla cattedra arcivescovile Monsignor Conte Luigi di Calabiana, già Vescovo di Casale Monferrato, e fu dallo stesso delegato a rappresentarlo in tal funzione Monsignor Arciprete della Cattedrale Pertusati. Il giorno 23 dello stesso mese fece poi il solenne ingresso il suddetto Arcivescovo arrivando da Casale la mattina alle ore 11 e sono andati ad incontrarlo alla stazione una rappresentanza del Capitolo e una municipale, cioè il [lacuna], ed altri lo hanno accompagnato al Palazzo, da dove sortì alle 12 e venne in Duomo processionalmente nel Capitolo e tutto il clero della città, sortendo dal Palazzo e entrando dalla Porta Maggiore della cattedrale, ove dopo la funzione di patria fece un discorso e si cantò un Te deum. Nella Funzione del Possesso non ci sono cantati che tre mottetti; per queste due funzioni la Cappella ha ricevuto [lacuna] il favore dall’Amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo italiane L. 100 di ripartirsi fra i componenti la Cappella musicale nel modo solito.
N.B. Essendo levata la mensa arcivescovile per Decreto Reale, le suddette funzioni onon sonosi pagate dall’Amministrazione della mensa arcivescovile come lo fu sempre in addietro. [lacuna] Ant.o Garzoni

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LM39: 234-5
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