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Rondeau

Il rondeau (pl. rondeaux) è una delle tre formes fixes, della musica medioevale, insieme al virelai e alla ballade.

Sebbene l'evoluzione debba ancora essere indagata, il moderno concetto di 'rondò' non deriva dal rondeau medioevale ma più probabilmente del virelai. Di fatto il rondeau non ha sviluppi oltre il xv secolo ed è probabilmente la forma strofica più complessa adottata dai compositori prerinascimentali.

La sua origine, come per la maggior parte delle forme strofiche, la si deve ricercare nella pratica responsoriale liturgica. La presenza di un coro che ripete quanto appena cantato dal solista produce spontaneamente una struttura AABB…, ove la ripetizione di A e B etc. è affidata al coro. Se l'impianto metrico è regolare (come per esempio negli inni) lo schema musicale può accorpare due versi o due gruppi di versi.

Rondellus

Non si confonda il rondellus qui citato con il rondellus di cui parla Walter Odington nella Summa de speculatione musicae (databile poco dopo l'anno 1300), che è una forma di canone priva degli ingrssi a scalare:

A B C D ...
A B C D A ...
A B C D A B ...
A B C D A B C ...

L'ultimo fascicolo del cod. Fiorentino (1240) raccoglie 60 brevi composizioni latine di uso liturgico, dette rondelli o rotundelli, che nella forma più semplice sono quartine di versi intonati secondo lo schema AABB. La metà di questi adattano lo schema a sei versi espandendo la sezione B:

verso n. 1 2 3 4 5 6
musica A A B B

B è però costituito da A più una coda (X) corrispondente ai versi 4 e 6, sorta di Barform responsoriale:

verso n. 1 2 3 4 5 6
musica A A A X A X

Questa struttura musicale si venne ad accompagnare alla comune sestina poetica di trovatori e trovieri, sestina forse derivata dall'interpolazione di uno stesso verso in una quartina (es. tratto dal Roman de Guillaume de Dole, ante 1228, di Jean Renart):

Si viene così a costituire il modello più semplice di rondeau (6 versi):

testo 1 2 3 4 2 5
musica A A A B A B

Che presto si sviluppa nella forma canonica a 8 versi in cui gli ultimi due sono anticipati e divengono la testa della strofa:

testo 1 2 3 1 4 5 1 2
musica A B A A A B A B

Amereis mi vous

L'esempio di Amereis mi vous di un troviere anonimo può rendere opportunamente l'idea:

Amereis mi vous cuers dous
a cui j'ai m'amour donnée?
Nuit et jours je pens a vous:
amereis mi vous cuers dous.
Je ne puis durer sans vous:
votre grans biaubels m'agreie.
Amereis mi vous cuers dous
a cui j'ai m'amour donnée?
Mi amerà il cuore intenso
a cui già l'amore ho dato?
Notte e giorno a voi sol penso:
mi amerà il cuore intenso?
Morirò se più non penso
a quel bello a me sì grato.
Mi amerà il cuore intenso
a cui già l'amore ho dato?
 Le Tournoi des Dames: Perceval et Sanacore | Katia Caré | Arion , 1996
 Touz efforciea | Ensemble Sybtagma | Arion, 2015

Rose liz

Guillame de Machaut nel suo Remede de Fortune codifica tutti i generi musicali fra cui anche il rondeau, distinguendo fra la forma a 8 versi, strutturata come l'esempio precedente e detta rondelet, e i più ampi rondeaux che, pur adottando lo stesso impianto, estendono a 2 o 3 versi le sezioni A e/o B della musica (con A maggiore o uguale a B):

A (5 volte) 1 verso 2 verso 2 versi 3 versi etc.
B (3 volte) 1 verso 1 versi 2 verso 2 versi etc.
totale 8 versi 13 versi 16 versi 21 versi  

Ecco un esempio di rondeau di Machaut a 13 versi (2 in A e 1 in B), il celebre Rose liz [info]:

Rose, liz, printemps, verdure,
Fleur, baume et tres douce odour,
A
Bele, passés en douçour, B
Et tous les biens de Nature,
Avez dont je vous aour.
A
Rose, liz, printemps, verdure,
Fleur, baume et tres douce oudour.
A
Et quant toute creature
Seurmonte vostre valour,
A
Bien puis dire et par honnour: B
Rose, liz, printemps, verdure,
Fleur, baume et tres douce oudour,
A
Bele, passés en douçour. B
 – Folger Consort [Delos Records, 1979] - voce e strumenti
 – La Nef [Dorian, 1993] - voce e strumenti
 – Orlando Consort [Harmonia Mundi, 2004] - voci
 – Imprevisti Vocal Ensemble - voci
 – Daniel Newheiser (voci)
 – Harry de Beer (flauto)
 – Kevin Stever (chitarra)
 – Jazzantiqua (strumentale)
 – Hiroyuki Yamamoto, Trois aspects de Machaut

Si noti che il rondeau adotta sempre solo due rime anche quando v'è più d'un verso nell'una o nell'altra sezione. In questo caso le due rime sono entrambe usate in A (peraltro assonanti) mentre B rima con il secondo verso di A.

Dame, mon cuer en vous remaint

Il rondelet che Machaut propone in Remede de Fortune è Dame, mon cuer en vous remaint riprodotto dal cod. C, il primo e il più eleganti fra quelli di Machaut

   (vedi l'immagine in grande )

Sui primi due righi è scritta la parte del triplum (senza testo, dal che si arguisce essere la parte preferibilmente strumentale. Il cantus comincia dal capolettera D e prosegue per due righi, per poi essere seguito dal tenor, anch'esso senza testo. La musica intona solo i primi due versi (sezioni A e B) gli altri 6 (anzi 5 perché l'ottavo, uguale al primo è omesso) sono scritti appena sotto i pentagrammi. Dal capolettera Q prosegue il testo del Remede. Il rondelet intona questi versi:

Dame, mon cuer en vous remaint,
Comment que de vous me departe.
Par fine amour qui en moy maint,
Dame, mon cuer en vous remaint.
Or pri Dieu que li vostres m'aint,
Sans ce qu'en nulle autre amour parte.
Dame, mon cuer en vous remaint,
Comment que de vous me departe.
Mia signora, con voi resta il mio cuore
sebbene ora devo da voi partire.
Fin quando tratterrò con me l'amore,
mia signora, con voi resta il mio cuore.
Prego che sia per me il vostro favore
e non voglia d'altri l'amor spartire.
Mia signora, con voi resta il mio cuore
sebbene ora da voi devo partire.

Il tipo di scrittura e certo uso spregiudicato della dissonanza fanno supporre da un lato un tactus piuttosto rapido (si osservi come il trattamento delle minime sia ormanentale e non melodico), dall'altro rendono preferibile la destinazione a voce sola con accompagnamento strumentale, piuttosto che la polifonia a più voci.

 Annie Bartelloni | Ensemble Guillaume de Machaut | Ades Records, 1975 (voce e strumenti)
 Gothic Voices | Hyperion , 1983 (tre voci)
 Project Ars Nova | New Albion, 1993 (tre voci)

Ma fin est mon commencement

Il gusto speculativo di Machaut si coglie in un altro celebre rondeau la cui musica coglie dal primo verso lo spunto per un trattamento cancrizzante del triplum rispetto al cantus:

Ma fin est mon commencement
Et mon commencement ma fin
Est teneüre vraiement
Ma fin est mon commencement.
Mes tiers chans trois fois seulement
Se retrograde et einsi fin.
Ma fin est mon commencement
Et mon commencement ma fin.
La fine diventa l'inizio,
l'inizio la fine esibisce.
Null'altro qui trova il suo spazio:
la fine diventa l'inizio.
Il triplum tre volte ringrazio:
retrograda il canto e finisce!
La fine diventa l'inizio,
l'inizio la fine esibisce.

Il senso dei versi 5 e 6 è che il «tiers chant», il terzo canto, è il triplum che per tre volte canta il retrogrado del cantus. Il tema del triplum infatti è lo stesso del cantus ma retrogradato, cioè letto dall'ultima nota alla prima. Poiché il tema prosegue per tutte i primi due versi (sezioni A e B), solo le tre volte in cui la sezione A si completa con la B il triplum ha la possibilità di retrogradare per intero il tema.

Il rondeau compare anche a c. 54r del ms. Canon. Pat. Lat. 229 della Bodleyan Library.

Immagine in grande.
Edizione in pdf con il testo (a cura di N. Nakamura 2004).

 Hilliard ensemble | Hyperion, 1996 (tre voci)
 Alain Zaepffel · Ensemble Guillaume de Machaut | Ades Records, 1975 (voce e strumenti)
 London Early Music Consort · dir. David Munrow | Virgin, 1996 (strumentale)