Jean-Benjamin de La Borde
Essai sur la musique ancienne et moderne, 4 tomi

Paris: Philippe-Denys Pierres et Eugène Onfroy, 1780-81.

l'autore | il dizionario | le edizioni | la fortuna

Frontespizio del II tomo dell'Essai sur la musique (I-Mc)

Ritratto di Jean-Beniamin de La Borde, incisione, Paris: Lamy, 1821, da Gallica (F-Pn).


l'autore

Jean-Benjamin de La Borde [*] nacque a Parigi il 5 settembre 1734 da una famiglia molto ricca. Attraverso l'ambiente di estrazione (il padre era fermier-général), l'educazione e la predisposizione giunse a ricoprire un'alta carica in un ufficio dell'amministrazione finanziaria. Parallelamente coltivò i suoi interessi artistici, letterari e sopratutto musicali. Studiò composizione con Rameau e violino con Antoine Dauvergne (Boisgelou afferma che anche J. Stamitz fu suo maestro, forse intorno al 1755-56 a Parigi). All'età di quattordici anni scrisse le musiche per la parodia La chercheuse d'oiseaux (1748). Il Théâtre de la Foire determinò il suo successo con Gilles.

Accantonando la vita politico-finanziaria preferì inserirsi a corte dove nel 1762 entrò al servizio di Luigi XV. Dal 1763 al 1773 divenne amante riconosciuto di Marie-Madelaine Guimard, una famosa danzatrice, che lo ridusse sul lastrico.

Divenuto confidente del re e primo valletto di camera le sue condizioni cambiarono radicalmente; durante questo periodo infatti La Borde potè dedicarsi con agio alla sua attività di compositore. Quasi tutta l'opera drammatica di La Borde (più di trenta opere) vide la luce in questi anni, oltre a parecchie centinaia di chansons.

Dopo la rottura con la Guimard nel 1773 La Borde conobbe Voltaire a Fernay, compì un viaggio in Italia, fece visita a Piccini a Napoli, e al suo rientro in Francia fu nominato Governatore del Louvre e ottenne una residenza vitalizia presso il palazzo reale. Tra le sue amicizie si annovera Beaumarchais.

Alla morte di Luigi XV La Borde cadde in disgrazia, rientrò nella società dei fermiers-généraux e il 22 agosto 1774 sposò Adelaide de Vismes, sorella del direttore dell'Opera, la quale riuscì ad ottenere la sua riabilitazione presso la corte. Nel 1780 La Borde diede alle stampe il suo Essai sur la musique ancienne et moderne.

Scoppiata la Rivoluzione La Borde fuggì da Parigi e si rifugiò a Val St. Germain, quindi ritornò a Caudebec e si nascose a Rouen. In sua assenza furono dati alle fiamme il suo appartamento e la sua ricca biblioteca, comprendente tra l'altro 2000 disegni e 25000 partiture. Scoperto a Rouen fu arrestato e condannato a morte. Malgrado il consiglio dei suoi amici ebbe l'imprudenza di affrettare la sua sentenza e morì ghigliottinato il IV termidoro dell'anno II (22 luglio 1794), cinque giorni prima la caduta di Robespierre.

[*] L'oscillazione del cognome può creare qualche inconveniente alla ricerca bibliografica. L'indicizzazione sotto il «De» (Delaborde, De Laborde o De La Borde), seppur raramente presente in qualche catalogo, è la meno comune. Ha avuto una certa fortuna nell'Ottocento l'uso del semplice «Borde», che venne adottato per esempio dalla revisione del Gerber (accogliendo, come dichiarato, l'eccezione di Forkel), e si mantenne in tutte le edizioni del Fétis. Sulla scorta di altre pubblicazioni ottocentesche, alcuni dizionari moderni preferiscono «Laborde» (v. Deumm). La lezione che trova riscontro nei frontespizi delle sue opere («La Borde») è ormai quella più comunemente in uso.


il dizionario

Pubblicato nel 1780 in quattro volumi in quarto l'Essai sur la musique ancienne et moderne è il frutto di un lavoro che impegnò La Borde per oltre trent'anni; è lo stesso autore ad affermarlo nell'introduzione al saggio: «mon ouvrage n'est que la résultat de trente ans de lecture, et des extraits qui en ont été le fruit». La Borde si avvalse della collaborazione di eminenti studiosi fra cui i fratelli Bèche e l'abate Roussier, che l'aiutarono nella lettura dei testi antichi.

Inizialmente gli studi di La Borde non erano finalizzati a formare un trattato enciclopedico bensì erano destinati a un capitolo sulla musica da inserire in un resoconto dei suoi viaggi in Svizzera e in Italia (che si con cretizzò nei soli Tableaux svizzeri) sennonché il materiale divenne troppo voluminoso e nacque così l'idea di stendere l'Essai sur la musique. L'opera tratta «de la musique en gèneral, et des ses progrès chez tous les peuples anciens et modernes», ogni volume essendo destinato ad ambiti specifici.

Tomo primo (I-II): Presenta al suo inizio l'indice generale dell'intera opera seguito dall'Approbation e dal Privilege du Roi, è suddiviso in due libri comprendenti 3 tavole piegate e 57 stampe e tavole raffiguranti strumenti musicali arabi e asiatici con relativa notazione. Vengono trattati l'origine e l'evoluzione della musica presso i popoli antichi e moderni (persiani, turchi, cinesi, egizi, greci, romani e italiani) e i diversi strumenti in uso presso di loro. La Borde non si limita ad elencare le caratteristiche e le peculiarità di ogni singolo strumento ma dedica ampio spazio al contesto antropologico in cui essi vengono impiegati.

livre i – De la musique
I De la Musique p. 1
II Division de la musique 4
III Tableau de la division de la Musique vocale & instrumentale suivant les anciens 5
IV Antiquité de la Musique, e comment elle fut trouvée 7
V Les premiers chants furent sans dute consacrés à Dieu 9
VI De la Musique chez le Juifs 10
VII De la Musique des Juifs dans les Rapas, les Obsèques e les Vendanges 14
VIII De la Musique chez les Chaldéens e autres orientaux 15
IX De la Musique chez les Égyptiens 17
X De la Musique chez les Grecs 20
XI De la Musique des Romains 40
XII De la Musique en Italie 49
XIII De la saltation ou Musique hypocritique 60
XIV Des Jeux publics chez les Grecs e chez les Romains 68
XV Des aclamations e aplaudissemens 103
XVI De la Musique depuis les gaulois Jusqu'à nous 105
XVII De la Musique des Chinois 107
XVIII De la maniere d'écrire la musique, depuis le XIV siecle environ, jusqu'au XVI 125
XIX De la Musique des Hongrois 149
XX De la Musique des Persans e des Turcs 157
XXI De la musique des Arabes 162
[XXII] Recueil de pièces sur la Musique Greque 175
livre ii – Des instruments
I Instrumens des Hébreux p. 201
II Usage des instrumens de Musique dans les sacrifices e dans les fêtes 207
III Instrumens employés dans les triomphes 209
IV Dans les jeux et les fêtes publiques 210
V Dans la navigation 211
VI Dans les festins 212
VII Dans les funérailles 213
VIII De la Musique militaire 214
IX De la Musique d'eglise 215
X De la Musique des negres 216
XI Instrumens à vent, antiques 221
XII Instrumens de percussion, antiques 234
XIII Instrumens à cordes, antiques 240
XIV Instrumens à vent, modernes 247
XV Instrumens de percussion, modernes 280
XVI Instrumens à cordes, modernes 290
XVII Des instrumens moderns Chinois 360
XVIII Des instrumens Arabes 379
XIX De la Musique des Russes 385
XX De l'Opéra, de l'Opéra Bouffon, de l'Opéra Comique, e du Concert Spirituel 393
XXI Confréire de S. Julien des Ménestriers 415
XXII Des rois de Violons 419
XXIII De la Musique chez les Grecs modernes 420
XXIV Sur les pierres sonores de la Chine 432
XXV De la Poesie Lyrique des Morlaques e de leur Musique 440

Tomo secondo (III-IV): anch'esso diviso in due libri arricchiti da 2 tavole piegate sulla notazione musicale e 220 stampe di spartiti e testi. La Borde prosegue il discorso già impostato nel volume precedente: i capitoli del libro terzo, intitolato Abrégé d'un traité de composition, affrontano argomenti inerenti le teorie e tecniche compositive («de la musique, du son, des intervalles…»). Nel libro quarto Des chansons l'autore fa un excursus geografico sulla composizione vocale (chansons) partendo dalla Grecia, attraversando l'Italia, soffermandosi in Francia, aprendo una parentesi sul canto nel II e III sec., nei manoscritti vaticani, fino a giungere in Danimarca, Norvegia e Islanda.

livre iii – Abrégé d'un traité de composition
I De la Musique p. 1
II Du Son 2
III Des Intervalles 3
IV Ce que c'est que les consonnances. Pourquoi elles sont parfaites.
Ce que c'est que les Dissonances. Pourquoi elles sont inparfaites
4
V De la Composition 12
VI De la Mélodie 13
VII Figures ou Caracters dont on s'est servi en différent tems pour noter
la Musique des Anciens
24
VIII Etendue des Voix 25
IX Des Modes ou Tons 27
X Des Cadences 30
XI De l'Harmonie 31
XII De l'Echelle des Grecs & de la nôtre 37
XIII Du Chromatique 38
XIV De l'Énarmonique 39
XV De la Basse fondamentale 45
XVI De la Basse-continue 46
XVII De la Basse-contraire 47
XVIII Des Parties Supérieures 48
XIX Du Dessein 49
XX Du l'Imitation 49
XXI Du Canon 50
XXII De la Fugue 51
XXIII Du Contrepoint 51
XXIV Du Chant sur le livre 55
XXV Du Plain-Chant 56
XXVI De l'Accompagnement & des Accords 60
XXVII De la Tablature 63
Canons 65
Morceaux de Musique des seizième & dix-septième siècles 65
livre iv – Des chansons
I Réflexions sur les Chansons p. 109
II Des Chansons Greques 113
III Des Chansons Romaines 129
IV Des changements arrivés à la Langue Française 131
V Des Chansons Françaises & des Poëtes Chansonniers des douzieme
& treizieme siecles,
141
VI Chansons du Châtelain de Coucy 235
VII Table des Chansons des douzieme & treizieme siecles, dans les manuscrits
du Vatican, du Roi, de M. le Marquis de Paulmy, de M. de Sainte-Palaye,
de M. de Clairambaut, & de MM. De Noailles
309
VIII De quelques Poëtes Lyriques Français des quatorzieme & quinzieme siecles 353
IX Chansons du Danemarck, de la Norvége & de l'Islande 397
X Des Chansons & Poésies Herses 419
XI Chansons & Périgourdines, Strasbourgeoises & Auvergnates 425
XII Choix de Chansons Françaises mises à quatre parties ; Chansons Gasconnes,
Béarnoises, Languedocienne & Provençales. Danses Greques, Sauvages,
de différentes Provinces de France, de la Chine, de la Russe, &c.
»

Tomo terzo (V): costituito da un solo libro con 2 tavole piegate e 3 stampe musicali, il terzo tomo è consacrato a poeti, musicisti e autori greci e romani; a compositori, poeti lirici, cantanti celebri in Italia; agli altri italiani e latini che hanno scritto sulla musica nei secoli passati; infine a compositori, musicisti e autori francesi che hanno scritto sulla musica.

livre v
I Poètes Musiciens Grecs & Romains p. 1
II Musiciens Grecs & Romains 75
III Auteurs Grecs & Romains, qui ont écrit sur la Musique, ou parlé des Musiciens 133
IV Compositeurs Italiens 161
V Poëtes Lyriques Italiens 251
VI Des Chanteurs & Cantatrices célèbres en Italie 300
VII Auteurs Italiens & Latins, qui ont écrit sur la Musique, dans les derniers siecles 331
VIII Compositeurs Français 375
IX Musiciens Français 489
X Auteurs Français qui ont écrit sur la Musique 540

Tomo quarto (VI): Il quarto e ultimo tomo, contenente 59 tavole tra spartiti e stampe, può essere suddiviso in quattro parti. Poetes lyriques Français è una breve antologia organizzata in biografia essenziale dell'autore e testi (per lo più chansons, rondeau e odi). I nomi che spiccano sono: François-Thomas-Marie Baculard d'Arnaud, Pierre Corneille, Jean de La Fontaine, Henri IV, Marguerite de Valois, Marie Stuart, Jean-Baptiste Pocqueline de Molière, Charles Secondat, Baron de Montesquieu, Philippe Quinault, Jean Racine, Jean-Jaques Rousseau, Louis-Elisabeth de la Vergne, Comte de Tressan e Marie-François Arrouet de Voltaire. Segue un Supplemént ai compositori italiani del tomo III in cui vengono citati: Giacomo Carissimi, Francesco Merula, Claudio Monteverde, Ludivico da Viadana, Martin Agricola, Benedetto Marcello, Praetorius e Nicola Vicentino. Chiudono il volume due saggi: Notice d'un manuscrit (diviso in Poésie français e latine de Guillame de Machau e Description des pièces de Guillame de Machau), a cui succede Lettre sur la formule 'Nos Dei gratiam'.

livre vi
[I] Poètes Lyriques Français p. 1
[II] Supplément au Chapitre IV du Tome troisieme
[III] Notice d'un Manuscrit de la Biblioteque de M. le Duc de la Valliere,
contenant les Poésies de Guillame de Machau, accompagnée de
Recherches historiques & critiques, pour servir à la vie de ce Poëte
457
[IV] Lettre sur la formule Nos Dei gratiâ
Table des Matieres

Le magnifiche illustrazioni prodotte da Malapeau e Masquelier, permettono la conoscenza degli organici, per lo più cameristici, da chi e in quali ambienti (popolari o aristocratici) venivano suonati determinati strumenti e in ultimo ma non meno importante ci mostrano la moda dei costumi dell'epoca. Le tavole vennero incise da Bouland, Chenu, Piquenot, Mme. Ponce e Mme Moria secondo i modelli di Boulant, Myris e Paris.


le edizioni

L'edizione originale, che non produsse ristampe non è diffusissima, ma in genere è rintracciabile nelle grandi biblioteche nazionali. L'anastatica AMS del 1972 è paradossalmente meno diffusa dell'originale. E' da segnalare, semmai, una sorta di supplemento: La Borde, affascinato dalle scale antiche, progettò un clavicembalo cromatico con l'ottava suddivisa in 21 tasti che fu descritto in un opuscoletto di 24 pagine da Pierre-Josep Roussier. Anche di questo testo fu pubblicata un'edizione anastatica nel 1972.

1780 - I edizione

Jean-Beniamin de La Borde, Essai sur la musique ancienne et moderne, 4 voll., Paris: Ph.-D. Pierres, 1780.

4 tomi, 26 cm.
Collocazioni in Italia: I-Mc etc.

I II III IV [Gallica: F-Pn]

1782 - suppl. Roussier

Pierre-Josep Roussier, Mémoire sur le nouveau clavecin chromatique de M. de Laborde, par M. l'abbé Roussier. Suite du Supplément à l'essai sur la musique, Paris: impr. de P.-D. Pierres, 1782.

Collocazioni: F-Pn etc.

1972 - anast. dell'ed. 1780

Jean-Beniamin de La Borde, Essai sur la musique ancienne et moderne, New York : AMS Press, 1978 (Music and theatre in France in the 17th and 18th centuries).

4 voll., 24 cm
Collocazioni: F-Pn etc.

1972 - anst. del suppl. 1782

Pierre-Josep Roussier, Mémoire sur le nouveau clavecin chromatique de M. de Laborde, par M. l'abbé Roussier, rist. anast. in Textes sur les instruments de musique au XVIIIe siècle, Genève: Minkoff, 1972.

Collocazioni: F-Pn etc.


la fortuna

Seppur letto e annotato da Grétry, l'Essai di La Borde fu considerato già da Fètis «un chef-d'ouvre d'ignorance, de désordre et d'incurie». Non fu preso a modello dalle generazioni successive, soprattutto per l'impostazione formale. Tuttavia è una notevole fonte di informazioni sulla musica e il gusto estetico del XVIII secolo. Di particolare interesse sono le sezioni biografiche sugli artisti Des chanteurs & cantatrices célèbres en Italie (libro V, capitolo VI) e sui compositori italiani e francesi (libro V, capitoli IV e IX). Non meno importanti sono le schede illustrate riguardanti gli strumenti musicali antichi e moderni (tomo I, libro II) e l'intero capitolo Des chansons nel quale vengono riportati testi e spartiti completi di canzoni a una e più voci.

Scheda a cura di Gian Francesco Amoroso © 2003