Messa

Struttura della messa | Schema sinottico
Sintesi storica
Testi dell'ordinario

La messa, con la liturgia delle ore, è l'espressione più importante in cui si compie il rito cristiano. Esprime la memoria di Cristo e del suo sacrificio.

Si realizza collettivamente sotto la guida di un sacerdote. Nella sua forma originale è interamente cantillata (recitativo liturgico) con una decina di episodi cantati.

Alcune parti del rituale si legano al giorno dell' anno liturgico in cui viene celebrata, pertanto, all'interno di una prevalenza di testi e azioni fisse (ordinarium missae) si colloca una dozzina di momenti variabili, legati al giorno dell'anno o alla circostanza in cui viene celebrata (proprium missae).

Struttura della messa 

La messa è costituita da due parti essenziali e successive separate dal Credo, ovvero la Parola e l'Eucaristia. A questi si fanno precedere e seguire riti introduttivi e conclusivi:

La liturgia eucaristica è il nucleo principale della messa che, attorno alla memoria dell'ultima cena di Cristo, sviluppa una fase iniziale di offerta dei doni (offertorio) e una conclusiva di partecipazione conviviale al pasto (comunione).

Il significato minimo di questa successione di azioni legate alla perpetuazione dell'ultima cena è la realizzazione di un pasto (simbolo del sacrificio di Cristo) in cui vengono messe a disposizione vivande (offertorium) che in quanto memoria e celebrazione di Cristo (eucaristia) offrono la salvezza attraverso la consumazione collettiva (communio).

La liturgia della parola è l'elemento razionale che prelude al rito eucaristico, ma insieme lo completa perché spiega il significato del momento eucaristico. Ne è inoltre manifestazione speculare in quanto nutre lo spirito – come il pasto eucaristico nutre simbolicamente il corpo – alimentando la conoscenza e il sapere del cristiano

È strutturata in due parti: la lettura della Bibbia e l'omelia del celebrante (predica) a commento delle letture. Originariamente le letture (lectiones) erano tre, inframmezzate da due canti detti appunto interlezionali (Graduale e Alleluia), ma verso il V secolo divennero due sole (Epistola e Vangelo) mantenendo tuttavia il doppio momento cantato.

Essendo l'Alleluia un canto di giubilo, nei momenti peniteziali (come la quaresima) è sostituoto dal Tratto.

I riti d'ingresso – con ben tre canti successivi (Antifona, Kyrie e Gloria) – hanno una struttura più frammentaria. Se si escludono le Praeces collectae conclusive, destinate a disporre l'assemblea alla concentrazione necessaria per partecipare alla Liturgia della parola, il rituale d'ingresso può essere diviso in due parti: l'Introito con la sua antifona e, a seguire, i due canti dell'ordinario.

Kyrie e Gloria formano un'unità di contrasto reciproco (penitenza e dossologia), e sono la riproposizione cantata dell' Introito. L'Antifona d'ingresso è solo la chiusa solenne dei testi dell'Introito – ma in origine apriva l'Introito per accompagnare il celebrante all'altare, poi tale funzione fu sostituita dal salmo 42 (oggi eliminato).

I riti di conclusione prevedono occasionalmente che si possa cantare la formula Ite missa est («Andate, [la celebrazione] è compiuta»), da cui il nome alla messa.

Il Credo, con funzione antiereticale (si esprime la consustanzialità fra Padre e Figlio negata dall'eresia ariana), fu aggiunto tardi e, oltre a separare le due liturgie, introduce quella che un tempo si chiamava messa dei fedeli, ovvero i cristiani battezzati (i non battezzati, i catecumeni, potevano assistere solo alla parte precedente). Da tempo questa distinzione non ha più significato e si usa distinguere fra messa sacrificale, quella eucaristica, istituita fin dalle origini, e messa didattica ovvero incentrata sull'insegnamento della parola.

Schema sinottico

La messa si organizza pertanto secondo questo schema (a fianco gli incipit musicali di cinque importanti messe polifoniche, v. infra):

Missa Papae Marcelli Missa Papae Marcelli Missa Papae Marcelli Missa Papae Marcelli Missa Papae Marcelli Missa Hercules dux Ferrarie Missa Hercules dux Ferrarie Missa Hercules dux Ferrarie Missa Hercules dux Ferrarie Missa Hercules dux Ferrarie Missa Sancti Jacobi Missa Sancti Jacobi Missa Sancti Jacobi Missa Sancti Jacobi Missa Sancti Jacobi Missa Sancti Jacobi Missa Sancti Jacobi Missa Sancti Jacobi Missa Sancti Jacobi Messa di Notre Dame Messa di Notre Dame Messa di Notre Dame Messa di Notre Dame Messa di Notre Dame Messa di Notre Dame Messa di Tournai Messa di Tournai Messa di Tournai Messa di Tournai Messa di Tournai Messa di Tournai

In arancio sono le parti fisse dell'ordinario (scuro per i canti, chiaro per le cantillazioni). In verde invece le parti mutevoli del proprio (anche in questo caso più scuro per i canti, più chiaro per le cantillazioni).

I canti sono dieci, cinque dell'ordinario e cinque del proprio. I compositori in genere intonano i canti dell'ordinario (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus), che rimangono validi sempre. Al contrario i canti del proprio, tranne qualche eccezione, godono di poche nuove intonazioni perché possono essere eseguiti una sola volta all'anno.


Messa di Tournai
Trio Mediaeval
[Ecm Records, 2002]

È considerata la prima messa polifonica destinata ad una stessa celebrazione. Tutta a tre voci fu messa insieme a metà del Trecento ma alcune sue parti, come l'Ite missa est (un mottetto bilingue, francese e latino) sembrano potersi datare fino a un secolo prima. Il Gloria e il Credo sono i brani più recenti. Prende il nome dalla città in cui si conserva il codice.


Messa di Notre Dame
Hilliard ensemble
[Hyperion, 1993]

Guillame de Machaut · La più celebre messa medioevale, a tre voci, è la prima scritta da un solo compositore (1360 ca.), il più importante di tutto il Trecento.


Missa Sancti Jacobi
The Binchois consort
[Hyperion, 1998]

Guillame Dufay · La prima (1430) e una delle pochissime messe che intonano anche il proprio. Adotta il testo liturgico della messa di san Giacomo apostolo, detto il Maggiore, martire il 25 luglio. Forse scritta su richiesta del vescovo di Vicenza Pietro Emiliani, devoto di san Giacomo. Si conserva in copia unica nel codice Q.15.


Missa Hercules dux Ferrarie
Labyrinthes Ensembles
[Astree, 1997]

Josquin Desprez · La più celebre messa di Josquin (1504?) scritta per il duca di Ferrara Ercole d'Este. Rientra nelle messe cicliche, ovvero interamente scritte su un unico tenor, genere praticato a partire da Dufay. In questo caso però il tenor è scritto ex novo sulla frase "Hecules dux Ferrarie" da cui le vocali (e u e u e a i e) diventano note (re ut re ut re fa mi re).


Missa Papae Marcelli
Oxford camerata
[Naxos, 1994]

Pierluigi da Palestrina · La prima celeberrima messa che applica i principi Tridentini per cui era necessario comprendere le parole anche dei canti. Fu scritta per papa Marcello che regnò solo tre settimane, 1555.

Sintesi storica 

da: Messa, in Enciclopedia Europea, 12 voll., Milano 1978, VII, pp. 466-467.

Gli ultimi duemila anni

Testi dell'ordinario 

Testo italiano e latino con riferimenti all'azione rituale. La versione latina è dal Liber usualis, mentre la traduzione italiana è quella canonica di S. Bertola e G. Destefani.

Riti d'introduzione

introitus e antifona

kyrie · gloria · collectae

Liturgia della parola

epistola · graduale · alleluia · evangelium · omelia

Simbolo niceno

credo

Liturgia eucaristica

offertorium e antifona · secretae

prefatio · sanctus

canon missae

pater noster · agnus dei

communio e antifona · postcommunio

Riti di coclusione

dimissio · ultimum evagelium