Glossario

n.b. le voci prive di indicazione sono tratte da Giacomo Baroffio, Segno e musica. Codici miniati e musicali, Milano: Mazzotta, 2000, pp. 121-125 – le voci contrassegnate da 'cc1' sono tratte da Mario Carrozzo, Cristina Cimagalli, Storia della musica occidentale. Dalle origini al Cinquecento, Roma: Armando, 2004, pp. 273-280 – le voci con asterisco sono state scritte ex novo.

Agape · a) agàpe: termine con cui la Bibbia designa l'amore reciproco fra Dio e gli uomini; b) àgape: banchetto fraterno (usato soprattutto con valore religioso). [*]

Agnus Dei · Ultimo canto dell'Ordinario della Messa, entrato nella liturgia latina per arginare il movimento iconoclasta e ribadire la posizione ortodossa della Chiesa romana. Scheda

Alleluia · Acclamazione che riprende una locuzione ebraica che significa «lodate Dio»:
a) È un'acclamazione inserita in molti canti liturgici, sempre a conclusione dei brani nel tempo pasquale.
b) Canto interlezionale della Messa. Nella liturgia romana il canto della parola Alleluia prevede un ampio melisma sulla sillaba finale -ia (= jubilus). Segue un versetto alla fine del quale si ripete l'Alleluia iniziale.

Anno liturgico · Il ciclo delle celebrazioni liturgiche che ha come centro la Pasqua cristiana. Si articola in tempi forti (Avvento, Tempo di Natale, Quaresima, Tempo Pasquale) e in tempo ordinario. Scheda

Antifona · Brano musicale relativamente breve che si canta, solitamente, collegato a un salmo. Nell"uso moderno l'antifona è cantata prima del salmo e alla sua conclusione dopo il Gloria Patri. Ci sono antifone con versetti e antifone molto lunghe autonome, cioe prive di salmodia. Le antifone con salmi si trovano sia nella liturgia delle Ore, sia nella Messa (introito, comunione).

Antifonario · Libro liturgico destinato al solo Ufficio, alla sola Messa, sia all'Ufficio che alla Messa:
a) dell'Ufficio: libro con le melodie delle antifone e dei responsori, spesso anche dei versicoli. Talora sono presenti anche le melodie integrali del salmo invitatorio. Degli altri salmi, cantati in corrispondenza con le antifone, si dà il solo incipit testuale e la differentia. Raramente sono indicati gli inni e, in tal caso, con il solo incipit o la sola prima strofa.
b) della Messa: libro che contiene i soli testi, non la musica, dei brani del proprio della celebrazione eucaristica.
c) dell"Ufficio e della Messa: libro onnicomprensivo dei canti con musica sia della liturgia delle Ore, sia della Messa. È la tipologia comune nelle tradizioni liturgiche ambrosiana e ispanica, dove il libro contiene i testi dei canti con notazione musicale. Nella liturgia romana questo libro liturgico e un'eccezione.

Apostoli · I primi (dodici) seguaci di Cristo inviati a predicare il regno di Dio secondo l"insegnamento del Maestro.

Augmentatio · Scansione del tempo per cui, in presenza di prolatio maior, il tactus coincide con la minima e non, come d'uso, con la semibreve. Non v'è una ragione esplicita per cui si debba o meno praticare l'augmentatio; è sempre una ragione interna alla scrittura musicale a suggerirlo. [*]

Avvento · Periodo di preparazione al Natale: inizia quattro domeniche prima della festa nel rito romano o sei domeniche nel rito ambrosiano.

Ballade · Una delle tre formes fixes in cui si suddivide il genere della chanson. La ballade monodica è testimoniata principalmente nel repertorio trovierico, anche se in tale periodo la distinzione tra ballade e virelai non era ancora del tutto chiara. A partire dalla seconda metà del Duecento (con Adam de la Halle), fino a tutta l'epoca fiamminga, essa fu trattata anche polifonicamente, in genere a tre voci. Di norma, solo la voce superiore era affidata ad un'esecuzione vocale, mentre le altre due venivano eseguite da strumenti. Lo schema formale di ogni strofa si può riassumere in AAB. [cc1]

Ballata · Genere poetico-musicale in voga in Italia a partire dal sec. XIII, dapprima in forma monodica, corale e danzata, poi solistica e lirica, infine (dal sec XIV) polifonica. Fu uno dei generi praticati dai compositori dell'ars nova italiana. Modellata sul virelai, la ballata prevedeva la presenza di un ritornello ('ripresa') seguito da una strofa composta da due 'piedi' (serie di versi che condividono schema metrico e melodia) e una 'volta' (con melodia analoga a quella della ripresa ma testo differente); ad una prima successione ripresa/piede/piede/volta, ne poteva seguire una seconda. La ripresa poteva anche solo incorniciare la composizione, senza ripresentarsi tra una strofa e l'altra. [cc1]

Benedicamus Domino · Breve acclamazione cantata che termina un Ufficio liturgico o una Messa.

Benedictus · Cantico di Zaccaria (Lc 1, 68-79); si canta nella sezione finale delle Lodi.

Bibbia · I libri ritenuti ispirati da Dio e raccolti in due serie: l'Antico Testamento – corrispondente piu o meno alla Bibbia ebraica – e il Nuovo Testamento. Negli esemplari dei secoli XIII e XIV spesso nell'Antico Testamento manca il salterio; talora invece il salterio di una Bibbia completa presenta integrazioni liturgiche (cantici per le Lodi, Litanie...).

Breviario · Raccolta di tutti i brani per la celebrazione della liturgia delle Ore. Dopo il Temporale, il Santorale (proprio e comuni), la Dedicazione della chiesa e l'Ufficio dei morti, ci sono di solito formule per le commemorazioni / suffragi, le benedizioni per i lettori, ecc. Nell'Italia Meridionale sono superstiti alcuni esemplari redatti in base al principio della giustapposizione di singoli libri/sezioni, mentre di solito i breviari sono redatti in base a un assemblaggio completamente integrato dei diversi elementi che costituiscono un singolo formulario.

Caccia · Genere poetico-musicale tipico dell'ars nova italiana, il cui testo sovente descrive in modo realistico scene di caccia, con frequente uso di onomatopee. Generalmente a tre voci, essa è caratterizzata dall'andamento a canone delle due voci superiori, mentre la terza – detta tenor anche se non è di origine liturgica – è indipendente da esse e affidata a un'esecuzione strumentale. Si annoverano tuttavia anche casi di cacce in cui tutte e tre le voci sono dotate di testo e formano un canone a tre parti. [cc1]

Cadenza · Formula musicale di riposo che si trova alla conclusione di frasi melodiche sia alla fine di un brano (cadenza finale), sia all'interno di un pezzo (cadenza mediana). Una cadenza mediana conclude il primo emistichio della salmodia.

Calendario · Prospetto dei giorni dell'anno da gennaio a dicembre con l'indicazione dei santi (per lo piu uno solo o una coppia) di cui si celebra la festa o la memoria. L'indicazione del giorno segue il calendario civile romano. Diversi tipi di integrazioni (colore dell'inchiostro, «l(ectiones) IX o XII» , termini come duplex maius) evidenziano i santi che godono di un culto particolare. Il calendario si trova soprattutto all'inizio di Breviari e di Messali, ma anche in altre situazioni, come in vari trattati di medicina (questo fatto si spiega per la presenza nei calendari delle indicazioni relative ai dies aegyptiaci, i due giorni ai mese in cui era sconsigliato fare i salassi).

Canone · Parte centrale della Messa, che segue il Sanctus e contiene la grande formula eucaristica della consacrazione. Inizia con le parole Te igitur, clementissime Pater.

Cansò · Canzone trobadorica strofica di argomento amoroso. La melodia di ciascuna strofa (cobla) è articolata secondo lo schema AAB (due pedes e una cauda). [cc1]

Cantatorio · Raccolta dei canti della Messa eseguiti dal solista o dalla schola: Responsorio, Graduale, Tratto, Alleluia, Offertorio.

Cantico · Brano poetico – simile ai salmi – che si trova nei libri biblici ed e utilizzato nella liturgia delle Ore. Ad eccezione dei cantici Benedictus, Magnificat, Nunc dimittis che sono tratti dal Vangelo di Luca, gli altri sono desunti dall'Antico Testamento. Questi cantici sono cantati alle Lodi in quarta posizione. Tre altri cantici veterotestarnentari sono invece cantati nel terzo notturno del Mattutino monastico.

Cantillazione · Proclamazione del testo biblico su una melodia semplice che prevede fondamentalmente tre elementi: inizio, corda di recita, cadenza. In periodi lunghi ci possono essere delle flessioni intermedie della voce, in corrispondenza di cesure testuali segnate perlopiu dal moderno 'punto e virgola'.

Canto fermo · Sinonimo di canto gregoriano; nelle composizioni a piu voci (polifonia) indica di solito la voce del tenor, la cui melodia a note lunghe (ferme) è derivata dal repertorio gregoriano.

Canto fratto · Genere di canto liturgico in uso soprattutto dal Seicento, che fa uso di note con valore ritmico preciso ed è perciò espresso con notazione mensurale. Le composizioni in canto fratto, utilizzate spesso in ambito francescano, appartengono di solito all'Ordinario della Messa (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus) e possono anche essere a due voci.

Canto piano (cantus planus) · Sinonimo di canto gregoriano.

Cantor (magister scholae, primicerius) · Ministro deputato ad eseguire i brani solistici e ad intonare le melodie che l'assemblea è chiamata a cantare durante le celebrazioni sotto la sua direzione.

Cantus · Canto interlezionale della Messa nella liturgia ambrosiana; corrisponde al Tratto romano.

Capitolo · Gruppo di ecclesiastici, detti «canonici», che svolgono il servizio in coro in una chiesa cattedrale o collegiata.

Capitulare epistularum · Elenco dei giorni liturgici (nella successione del Temporale e del Santorale) con l'incipit dell'epistola – la lettura che nella Messa precede il Vangelo – e il rimando al libro biblico da cui è tratta.

Capitulare evangeliorum · Elenco dei giorni liturgici (nella successione del Temporale e del Santorale) con l'incipit del relativo Vangelo e il riferimento al libro dei Vangeli da cui e tratto.

Capitulare lectionum · Elenco dei giorni liturgici (nella successione del Temporale e del Santorale) con l'incipit delle letture della Messa e dei relativi libri da cui sono tratte. I Capitularia rendono possibile e relativamente facile l'uso di una Bibbia durante la celebrazione della Messa. Tali elenchi si trovano di solito alla fine di un codice biblico.

Cattedrale · Chiesa madre e capitale di ogni diocesi (duomo); e così chiamata perché contiene la cattedra o trono del Vescovo.

Ceneri, mercoledi delle · Giorno penitenziale che cade 40 giorni prima di Pasqua; segna l'inizio della quaresima.

Census · È il nome con cui si designa il più importante repertorio di manoscritti polifonici rinascimentali: Census. Catalogue of Manuscript Sources of Polyphonic Music 1400-1550, 5 voll. a cura di Charles Hamm e Herbert Kellman, Neuhausen-Stuttgart: American Institute of Musicology, 1979-1988 (Renaissance Manuscript Studies, 1). I manoscritti, individuati da una sigla – città/biblioteca/numero (MunBS12 = Munich, Bayerische Staatsbibliothek, n. 12) – sono elencati alfabeticamente nei primi 4 volumi. La descrizione del ms. è però sintetica e si limita a indicare il numero di brani e gli eventuali autori citati. Il quinto volume offre vari indici fra cui anche quello per autore. Purtroppo il Census non è un repertorio analitico e se dice in quali mss. compare un certo autore non è in grado di individuare quali brani sono ivi contenuti. [*]

Chanson · Genere di musica profana francese. Si distingono varie fasi nell'evoluzione della chanson. Nata come corrispondente della cansó trobadorica presso i trovieri, essa era scritta monodicamente anche se presumibilmente eseguita con un accompagnamento strumentale non scritto; la sua struttura con ritornelli (chanson à refrain) andò gradualmente suddividendosi in tre tipologie, dette formes fixes: ballade, virelai e rondeau. Dalla metà del Duecento queste tre forme della chanson assunsero una veste polifonica, generalmente a tre voci: di norma, solo la voce superiore era affidata ad un'esecuzione vocale, mentre le altre due venivano eseguite da strumenti. Verso l'inizio del Cinquecento, lo stile della chanson si separò nettamente in due repertori differenti: la chanson fiamminga, caratterizzata da un ordito notevolmente contrappuntistico, e la chanson parigina, che alternava sezioni omoritmiche a sezioni blandamente contrappuntistiche, nonché sezioni in metro ternario a sezioni in metro binario. [cc1]

Chiave · Segno posto all"inizio del rigo musicale per indicare la posizione di alcune note di riferimento, di solito il fa (chiave di F) e il do (chiave di C).

Clausola · Sezione degli organa in cui il tenor non era a note lunghe, ma seguiva la ritmica modale: esso aveva dunque un andamento più mosso, ciascuna delle sue note corrispondendo a una, due o tre note delle altre parti (duplum ed, eventualmente, triplum e quadruplum) (stile discanto); tali sezioni intervenivano in corrispondenza dei melismi della melodia liturgica costituente il tenor. [cc1]

Collegiata · Chiesa dove esiste un capitolo di canonici addetti al servizio liturgico.

Colletta · Prima orazione all'inizio della Messa romana, spesso usata anche come preghiera del giorno nella liturgia delle Ore. Nella liturgia ambrosiana si chiama oratio super populum.

Color · Nel mottetto isoritmico, ciascuna delle esposizioni di una stessa serie di note (generalmente tratta da un canto liturgico preesistente) da parte del tenor. Tutte le esposizioni insieme costituivano la linea melodica completa del tenor del mottetto (cui erano attribuiti i valori ritmici determinati dalla tàlea). [cc1]
Uno dei quattro sistemi (insieme a proportio, diminutio e augmentatio) per alterare l'integer valor. [*]

Communio · v. Comunione, antifona di.

Compieta · È l'Ora canonica che conclude la giornata prima del riposo notturno.

Comune dei santi (Commune sanctorum) · Raccolta di formulari – sia per la Messa che per la liturgia delle Ore – per varie categorie di santi (apostoli, evangelisti, martiri...).

Comunione, antifona di · Canto che accompagna il rito di comunione. Fino al sec. XII il canto di comunione aveva la medesima struttura dell'introito: prevedeva l'alternanza con versetti salmici. Scheda

Comunione · Rito durante il quale coloro che celebrano la Messa (presidente ed assemblea liturgica) si cibano del corpo e sangue di Gesu Cristo.

Conductus · Inizialmente il conductus era un canto processionale sacro, che fu inserito anche in alcuni drammi liturgici per accompagnare le entrate dei personaggi. Ma ben presto esso venne adottato dai musicisti dell'ars antiqua come composizione di argomento profano e spesso politico, pur mantenendo l'uso della lingua latina nel testo. Inizialmente monodico, il conductus fu scritto anche polifonicamente; in tal caso, la sua caratteristic principale, oltre allo stile vocale prevalentemente sillabico, consisteva nel fatto che il suo tenor era di libera in venzione, e non tratto da un canto gregoriano preesistente. [cc1]

Contrafactum · Il brano o la pratica per cui un testo viene sostituito alla stessa intonazione. [*]

Corale · Termine generico che indica la funzionalita di un libro liturgico (Antifonario, Graduale, Salterio, Innario) ad uso di un coro. Di solito un libro corale è molto grande.

Corda di recita · Nota sulla quale si canta una serie piu o meno lunga di sillabe o di parole sempre alla stessa altezza melodica.

Coro · a) Gruppo di persone – nel medioevo perlopiù sacerdoti e religiosi – che si riuniscono per pregare. Il coro è strutturato in due gruppi minori che si alternano in varie preghiere, ad esempio, nel canto dei salmi.
b) Spazio di un edificio di culto dove un gruppo si riunisce per pregare, di solito nel presbiterio o nell'abside delle chiese.

Corpus antiphonalium officii [CAO] · Monumentale edizione critica delle antifone dell'Ufficio pubblicata in 6 volumi da René-Jean Hesbnert fra il 1973 e il 1979. Delle oltre 800 fonti frese in considerazione 12 sono disposte sinotticamente (6 nel I vol. Cursus romanus e 6 nel II Cursus monasticus). [*]

Corpus Domini / Christi · Festa in onore dell'Eucaristia, che si celebra il giovedì dieci giorni dopo Pentecoste.

Credo · Professione di fede cristiana. È entrato nella Messa romana verso il 1015. Scheda

Cripta · Cappella sotterranea, quasi sempre sotto una chiesa piu vasta.

Dedicazione di una chiesa · Rito pontificale, presieduto da un vescovo, per destinare in modo solenne uno spazio architettonico a luogo di culto.

Differentia · Una delle possibili conclusioni melodiche di un versetto salmodico, normalmente indicata nei libri di canto liturgico con le vocali « e u o u a e » sotto la notazione. Queste vocali appartengono alle due parole che concludono il Gloria Patri (sempre cantato a conclusione di un salmo): seculorum amen.

Diminutio · Pratica della notazione mensurale per cui il tactus accelera la sua pulsazione. » approfondimento [*]

Diocesi · Circoscrizione territoriale della Chiesa cattolica, amministrata da un vescovo e composta di parrocchie (anticamente pievi e curazie).

Discanto · Una tra le più anticche pratiche polifoniche medievali (le prime testimonianze scritte risalgono all'XI-XII sec.): alla melodia liturgica veniva sovrapposta una parte autonoma che lo seguiva nota contro nota. Le note della parte aggiunta erano solitamente consonanti con quelle del canto dato e la parte in discanto procedeva preferibilmente per moto contrario rispetto al canto liturgico. Si contrapponeva in questo senso all'organum parallelo. Più tardi venne detto 'stile di discanto' il tipo di scrittura adottato nelle clausole del repertorio di Notre Dame (fine XII-inizio XIII sec.) e nel conductus, generi in cui anche il tenor procede in ritmo modale come le altre parti. In quest'accezione 'stile di discanto' si contrappone a 'stile di organum' (caratterizzato dalla presenza di lunghe note di bordone al tenor). [cc1]

Doppio (duplex) · Grado di festività come 'semidoppio', 'semplice', eccetera; v. Rito.

Dossologia · Acclamazione con cui si loda e glorifica Dio. Tutti gli inni si concludono con una strofa di dossologia il cui testo varia secondo l'anno liturgico; v. Gloria Patri.

Duplum · voce aggiunta al tenor liturgico negli organa e nelle clausole della Scuola di Notre Dame. Gli organa a due voci erano appunto detti organa dupla. Negli organa a tre e quattro parti, al tenor e al duplum si aggiungevano triplum e quadruplum. La stessa nomenclatura si applica alle parti vocali del conductus e del mottetto politestuale dei secoli XII e XIII; in quest'ultimo genere il duplum prende il nome di motetus. [cc1]

Elevazione · Gesto liturgico con cui si compie un rito di offerta; indica specialmente il gesto con cui il sacerdote innalza l'ostia e il calice appena consacrati presentandoli allo sguardo dei fedeli.

Emistichio · Meta di un versetto di salmo.

Envoi · Breve stanza conclusiva (congedo) collocata dai trovieri al termine di una lirica strofica; per i trovatori è preferibilemente detta 'tornada'. Spesso contiene informazioni sul committente, l'autore o il contesto storico.

Epifania · Festa del 6 gennaio dove si commemorano tre «manifestazioni» di Gesu Cristo: l'adorazione dei sapienti Re Magi, il battesimo nel Giordano e le nozze di Cana.

Epistola · Significa «lettera»; nella Messa romana è la lettura prima del Vangelo, spesso tratta dalle lettere di san Paolo. La liturgia ambrosiana prevede invece due letture prima del Vangelo: il «profeta» tratta dall'Antico testamento, e l'«Apostolo» dal Nuovo testamento.

Epistolario / Comes · Raccolta delle letture che si proclamano nella Messa prima del Vangelo; sono disposte secondo la successione dell'anno liturgico del temporale e del santorale.

Esorcismo · Formula, presente nei rituali, rivolta contro i demoni e gli effetti della loro opera.

Eucaristia · ???

Evangelistario · Raccolta delle letture evangeliche della Messa gia selezionate e disposte secondo la successione dell'anno liturgico del temporale e del santorale.

Exultet · Canto con il cui il diacono proclama le meraviglie della notte di Pasqua attraverso la storia della salvezza.

Feria · Giorno della settimana non festivo. Feria II lunedý. III martedý, IV mercoledý e cosi via

Formes fixes · In italiano 'forme fisse'. S'indicano così le forme musicali d'impianto strofico e codificato. Il termine è prevalentemente usato per la produzione francese derivata dalle chansons dei trovieri (rondeau, virelai e ballade); ma per estensione si applica anche al coevo repertorio strofico italiano. [*]

Formulario · L'insieme dei brani (letture, preghiere e canti) che si usano in un giorno liturgico

Fratto, canto · » Canto fratto

Giovedì santo · Il giovedì che precede la Pasqua; inizio del Triduo sacro: possiede una liturgia del tutto particolare.

Gloria in excelsis Deo · Detto inno «angelico» e un canto della Messa adattato dal greco in cui si lodano Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Scheda

Gloria Patri et Filio · Breve forma di lode alla Trinità denominata dossologia minore: si canta quasi sempre alla conclusione dei salmi nella liturgia delle Ore e nei canti antifonici della Messa.

Graduale · a) libro con tutti i canti del proprio della Messa: antifona d"introito con il primo versetto della salmodia ed, eventualmente, il versus ad repetendum; responsorio graduale con il suo versetto; tratto; alleluia con versetto; offertorio con relativi versetti; antifona di comunione. b) canto del proprio della Messa. Scheda

Gregoriano, canto · Il canto liturgico ufficiale della Chiesa cattolica, che riceve il nome da papa Gregorio Magno (†4 604). Papa Gregorio, tuttavia, non ebbe probabilmente alcun ruolo nella nascita di quel repertorio, formatosi in epoca carolingia dalla commistione di elementi romani e gallicani e poi diffusosi dalla Francia in tutta Europa, tanto che soppianto le altre tradizioni di canto locali anche grazie al peso dell'auctoritas del presunto fondatore.

Ingressario · Raccolta dei canti della Messa di rito ambrosiano con o senza musica.

Innario · Libro che abbraccia gli inni per la celebrazione delle ore liturgiche. Gli innari possono essere costituiti da solo testo, ma per lo piu presentano la melodia sulla sola prima strofa (raramente prima del sec. XV su tutto il testo). Alcuni innari presentano glosse con diverse possibilità di impaginazione.

Inno · Composizione poetica con strofe identiche nella loro struttura metrica. Cio permette di cantare un'unica e medesima melodia su tutte le strofe. Introdotto nel IV secolo nella liturgia ambrosiana e nel V nelle celebrazioni monastiche. Scheda

Integer valor · Valore di riferimento della notazione mensurale per cui il tactus corrisponde a una semibreve. [*]

Interlezionali, canti · I brani che si cantano tra le letture della Messa: responsorio graduale, tratto, alleluia.

Introito · Canto d"inizio nella Messa romana (ingressa in quella ambrosiana). È costituito da un'antifona che si alterna ai versetti di un salmo eseguito secondo il tono salmodico corrispondente alla modalita dell'antifona. Il canto si prolunga per tutto il tempo richiesto dai riti iniziali. Prima della conclusione, al posto di un versetto salmodico, s"introduce la dossologia minore Gloria al Padre e al Figlio. Scheda

Invitatoriale · Libro o sezione di antifonario che contiene le antifone o il loro solo incipit – distinte per modalità – da cantarsi con il salmo 94 (invitatorio) che presenta tutta la musica secondo i diversi toni su cui deve essere cantato in relazione all"antifona di supporto.

Invitatorio · Introduzione alla preghiera delle Ore, e premessa al Mattutino. Si compone di un'antifona che è cantata prima e dopo il salmo invitatorio 94 («Venite exultemus Domino iubilemus Deo salutari nostro»), ed è ripetuta anche tra le varie sezioni dello stesso salmo, una volta a partire dall'inizio, una volta da metà. È questa una reliquia dell'antica prassi di alternare antifona e salmi/cantici praticata dalla Chiesa di Roma ancora nel sec. XII («antiphonare»).

Isortmia · Tecnica compositiva adottata, soprattutto nel genere musicale del mottetto, dai compositori dell'ars nova francese e della prima generazione fiamminga. Essa consiste nell'applicare ad una melodia preesistente, posta al tenor, una struttura ritmica continuamente ripetuta, detta tàlea. Il tenor viene così diviso in un determinato numero di segmenti tutti uguali e tutti dotati delle stesse caratteristiche ritmiche. Spesso, alla ripetizione dei valori musicali era associata anche una ripetizione melodica: la serie di note che costituiva la melodia preesistente poteva anch'essa essere ripetuta più volte; ogni ripetizione di questa struttura melodica viene detta color. Se la tecnica dell'isoritmia veniva applicata a tutte le voci del mottetto, esso viene definito pan-isoritmico (cioè 'interamente isoritmico'). [cc1]

Jubilus · Melisma che si esegue sulla sillaba finale dell'Alleluia della Messa.

Kyriale · Raccolta con i canti dell'ordinario della Messa con musica: Kyrie, Gloria in excelsis Deo, Sanctus, Agnus Dei, Credo. A questi canti sono da aggiungersi le formule di congedo (Ite Missa est, Benedicamus Domino) e due antifone per la benedizione dell'acqua lustrale (Asperges, Vidi aquam). Nelle raccolte più antiche i canti dell'Ordo Missae sono raggruppati per categoria e le melodie sono identificabili grazie al tropo piu comune collegato con lo stesso brano. Successivamente i canti sono distribuiti in formulari veri e propri – sino al sec. XVI, ma spesso anche dopo, senza Credo – che portano tuttavia un'indicazione specifica della celebrazione: In minoribus, In Missis defunctorum, De Beata.

Kyrie eleison · Formula greca («Signore, misericordia»). Nella liturgia puo essere a) l"inizio di una litania; b) cio che oggi resta di una preghiera litanica. Si canta all"inizio della Messa ed e costituito da nove invocazioni che si rivolgono al Signore Gesu: tre Kyrie, tre Christe e tre Kyrie. In epoca carolingia il Kyrie della Messa subisce due notevoli modifiche: da preghiera rivolta a Cristo diviene preghiera trinitaria (Padre, Figlio, Spirito Santo) e perde il carattere di supplica per esprimere soprattutto un'acclamazione di lode. Scheda

Lamentazioni di Geremia · Testo biblico delle lamentazioni – con o senza musica – da cantare nel Mattutino (detto «delle Tenebre») nel Triduo sacro.

Lector · Ministro deputato a proclamare le letture della Messa e delle Ore. Il lettore cui spetta la proclamazione del Vangelo è il diacono.

Leise (pl. Leisen) · Canto devozionale tedesco del tardo medioevo, strofico con stanze di 4 versi, che prende il nome dalla contrazione di eleison perché in genere concludentesi con la formula litanica Kyrie eleison. [*]

Lettere (significative) · Possono assumere diversi significati:
a) alle lettere dell'alfabeto nel medioevo si è attribuito anche un significato melodico e/o ritmico per un uso complementare ai segni neumatici. Ad esempio: a («altius») significa un intervallo disgiunto; nella tradizione lorenese indica invece un allargamento ritmico («augere»); c sta per «celeriter» (esecuzione sciolta, fluida), d per «deprimitur» (grave).
b) un uso delle lettere che perdura ancora oggi e legato alla proclamazione del Passio.
c) Con alcune lettere – perlopiu le vocali e u o u a e – si designano le sillabe corrispondenti delle ultime parole del Gloria Patri et Filio per poter scrivere al di sopra delle stesse lettere le note della cadenza finale nel canto della salmodia.

Lettura (lectio) · Testo cantillato, in genere tratto dal Vangelo e dalle Epistole e seguito da un responsorio o, nella messa, da un canto interlezionale. [*]

Lezionario dell'Ufficio · Raccolta delle varie letture – non bibliche – che si leggono a Mattutino, cioè delle letture patristiche e agiografiche.

Lezionario della Messa · Testi dell'Epistola e del Vangelo della Messa, perlopiù uniti a coppia per ogni formulario.

Liber usualis · E' il libro che contiene i canti della messa e dell'ufficio, sia del proprio che dell'ordinario. E' in pratica la più completa raccolta del repertorio liturgico postridentino comprensivo delle intonazio e delle melodie. Compilato dai monaci di Solesmes, non è stato più stampato con l'eliminazione del latino sancita dal Concilio Vaticano II (1962). [*]

Ligatura (pl.: ligaturae) · Nella notazione della musica polifonica, raggruppamento di due, tre o, talvolta, quattro o cinque note in un solo neuma [con significato mensurale]. [cc1]
[N.B. Sul significato mensurale della ligatura v. Apel, Notazione (1970) ]

Litania · Invocazioni a Dio per intercessione di santi disposti secondo categorie (apostoli ed evangelisti, martiri...) con formule ripetitive (Sancte XY, ora pro nobis).

Liturgia delle Ore · » Ore

Lodi · Ora cardine della preghiera quotidiana, si celebra all'alba di ogni giorno. Prevede il canto di cinque unità salmodiche: 3 salmi, 1 cantico veterotestamentario e un'unita formata dai 3 salmi 148-150. Nella parte finale c'e il cantico di Zaccaria (Benedictus) e la preghiera del Padre nostro. Nella liturgia ambrosiana, di domenica, è prevista una processione con il canto dell'antifona «ad crucem».

Madrigale · Lo stesso termine (derivato probabilmente da matricalis, ossia 'nella lingua madre', con allusione alla lingua volgare in cui erano scritti i testi) indica due generi musicali appartenenti a epoche diverse e senza rapporti reciproci:
a) Il madrigale trecentesco è il genere poetico-musicale prediletto dall'ars nova italiana: si tratta di una composizione polifonica generalmente a due parti tra le quali prevale il superius, spesso ricco di melismi. Articolato in forma strofica, era chiuso da una coda (uno o due versi) cantata su una melodia diversa da quella delle strofe (forma complessiva: AA... B).
b) Il madrigale cinquecentesco fu la forma principe della musica profana rinascimentale in Italia. È di solito a cinque voci, non è in forma strofica e nella fase matura alterna la scrittura omoritmíca a quella imitativa. Il madrigale è caratterizzato dallo sforzo di aderire musicalmente al significato letterale del testo, dando forma sonora al contenuto semantico di esso attraverso immagini dette per appunto 'madrigalismi'. Alla fine del Cinquecento divenne 'cromatico', nel duplice senso che fa uso di note nere (crome) e di alterazioni cromatiche delle note. [cc1]

Magnificat · Cantico di Maria (Lc 1, 46-55), si canta nella sezione finale dei Vespri.

Maîtrise · Scuola di canto per i pueri cantores di una cattedrale. [*]

Martire · Un cristiano che con il proprio comportamento e con la morte testimonia la fede.

Mattuttino · La parte notturna della liturgia delle ore. [*]

Melisma · Una fioritura melodica (vocalizzo) di almeno circa dieci note che si canta su un'unica sillaba. In alcune liturgie (ambrosiana, ispanica) ci sono melismi di alcune centinaia di note.

Mensurale, notazione · Sistema grafico in cui le note possono presentare valori ritmici diversi l'una dall'altra, valori che sono in proporzione tra di loro nella misura del doppio o del triplo e delle loro possibili combinazioni.

Messa · Azione liturgica complessa, «fonte e culmine della vita cristiana», distinta in due parti principali: a) una sezione didattica incentrata sulla Parola di Dio; b) la parte sacrificale in cui si fa memoria della morte di Gesu Cristo. Scheda

Messa bassa · Messa celebrata dal solo sacerdote, senza l"aiuto di altri ministri e senza canto.

Messa conventuale · Messa collegata all"ufficiatura corale, a cui sono tenuti i capitoli dei canonici e i religiosi.

Messa pontificale · Messa solenne celebrata dal vescovo (o da un prelato che ne abbia facoltà). Oltre al celebrante, che usa mitra e pastorale, si richiedono per la celebrazione almeno un prete assistente, due diaconi e due suddiaconi.

Messa rituale · Messa legata ad un determinato rito, come il matrimonio o la dedicazione di una chiesa.

Messa votiva · Messa per una determinata circostanza o intenzione, come ad esempio per il tempo di guerra, per il tempo di siccità, per un amico.

Messale · Libro onnicomprensivo che presenta tutti i testi necessari per la celebrazione della Messa. La struttura tipo si articola in temporale (dall'Avvento al Sabato santo + Ordo Missae + sezione da Pasqua alla fine dell"anno liturgico), santorale (proprio e comune), dedicazione della chiesa, defunti, messe rituali, votive e ad diversa, benedizioni di persone e cose.

Minnesang (pl. Minnesänger) · Movimento poetico tedesco, affine al Dolce stil novo e alla produzione Trobadorica (Minne= pensiero d'amore), sviluppatosi prima nelle corti austriache e poi nell'Impero a partire dalla fine del sec. xii, su modello mediterraneo. È lontano dalla religiosità dello stilnovo come pure dall'accesa sensualità dei trovatori: la donna, irraggiungibile, è amata nella nostalgia e nella devozione. Il genere del canto si distingue in: Lied polistrofico amoroso, Spruch monostrofico sentenzioso e Leich bistrofico conviviale. Celebrati esponenti sono Walther von der Vogelweide e Wolfram von Eschenbach, entrambi personaggi del Tannhäuser di Wagner. [*]

Modale, notazione · Viene definita in questo modo, da alcuni paleografi moderni, la notazione ritmica in uso presso la scuola di Notre Dame. Essa farebbe uso di sei modi ritmici, desunti dall'antica metrica poetica ma inseriti in un rigido ritmo ternario, che alternano in varie combinazioni unità lunghe e unità brevi. [cc1]
[N.B. Per una sintesi dei principi che informano la teoria della ritmica modale v. le pagine di Apel, Notazione (1970) . Un primo interessante contributo che tenta di distaccarsi dalla teoria modale è quello di Luigi Lera pubblicato su «Acta musicologica» (1989). ]

Modo, Modalità · È il sistema musicale elaborato dai teorici dell'antichita e ripreso nel medioevo, per razionalizzare il percorso musicale (la «scala») del processo compositivo e per proporre parimenti una struttura in vista di nuove composizioni. Mentre la musica colta occidentale prevede due soli sistemi (la scala maggiore e quella minore), i teorici medioevali – in base alla diversa posizione dei semitoni (mi/fa. si/do) e dei toni (do/re, re/mi, fa/sol. sol/la, la/si) e dell'ambito melodico dei brani musicali – hanno riconosciuto otto sistemi o modi: in re (I: autentico quando la melodia si muove in ambito acuto, II: plagale quando e al grave), mi (III: autentico e IV: plagale), fa (V: autentico e VI: plagale), sol (VII: autentico e VIII: plagale).

Monastico · Libro liturgico destinato alla celebrazione di una comunità monastica (perlopiu benedettina o certosina). Presenta una particolare struttura delle liturgia delle Ore.

Motetus · Dal francese mot, 'parola'. Denominazione attribuita al duplum nel mottetto dei secoli XIII-XIV. [cc1]

Mottetto · Genere di musica polifonica. Nacque nel periodo dell'ars antiqua come clausola tropata, cioè inserendo parole (mots, in francese, da cui il nome 'mottetto') nelle voci superiori delle clausole, che erano prive di testo. Il mottetto del XIII e XIV secolo era quasi sempre politestuale: duplum e triplum cantavano due testi differenti contemporaneamente. Nel corso dell'ars nova, nel mottetto fu spesso impiegata la tecnica dell'isoritmia, e la sua fruizione fu principalmente profana. Durante lo svolgersi del XV secolo si assistette ad una radicale evoluzione del mottetto: l'isoritmia, dopo essersi ampliata fino a coinvolgere tutte le voci (mottetto pan-isoritmico) scomparve gradualmente, lasciando spazio ad un tessuto polifonico sempre più contrappuntistico-imitativo; contemporaneamente, la destinazione del mottetto fu rivolta principalmente alla celebrazione di particolari circostanze politiche o religiose (mottetto celebrativo). Con gli autori dell'epoca fiamminga, il mottetto ritornò ad essere quasi esclusivamente una composizione sacra, in cui l'assetto melodico, ritmico e testuale di tutte le voci era completamente parificato. [cc1]

Natale · Festa che commemora la nascita di Gesu Cristo, creduto dai cristiani vero figlio di Dio e vero uomo (25 dicembre).

Neuma · a) una o piu note (anche centinaia, come nel caso dei melismi ambrosiani e ispanici) che si trovano su un'unica sillaba di testo: b) in senso comune, ma tecnicamente inadeguato, i diversi segni con cui si scrivono le note nei codici medioevali. Nel caso in cui ci sono piu segni musicali su un'unica sillaba, ogni segno costituisce un elemento neumatico.

Notturno · Sezione del Mattutino. Nella liturgia festiva sono previsti tre notturni.

Nunc dimittis · Cantico di Simeone (Lc 29, 32), si canta nella sezione della Compieta.

Octoechos · Sistema teorico che prevede quattro scale musicali partendo dalle finali re, mi, fa e sol. Ad ogni finale corrispondono due scale: quelle autentiche si muovono nell'ambito acuto, quelle plagali in quello grave (es. il modo plagale di re si estende dal la grave al fa, il modo autentico dal re alla sua ottava: entrambi hanno la finale tonica re). » Sistema modale § Modello bizantino

Offertorio · a) canto eseguito durante il rito omonimo; a Milano il canto è l'offerenda. Nella sua forma evoluta, l'offertorio ha assunto la forma di un vero e proprio responsorio con versetti. Dopo il sec. XII i versetti «tramandati prima da allora soltanto da una parte della tradizione libraria» scompaiono dall"uso e dai codici liturgici: b) riti durante i quali si preparano i doni (pane e vino) per il sacrificio eucaristico. Scheda

Officium · » Ufficio

Omeliario · Raccolta delle prediche e dei commenti degli antichi scrittori ecclesiastici: spesso costituiscono dei lezionari «patristici» da leggersi al Mattutino quale commento al giorno/tempo liturgico (II notturno) o alla pericope evangelica del giorno (III notturno)

Orazione · Preghiera liturgica in cui la Chiesa si rivolge a Dio Padre per Cristo nello Spirito Santo.

Ordinario della Messa/Ordo Missae · Testi, quadro e norme relative alla celebrazione della Messa. Si contrappone al Proprio, che riunisce, invece. tutte le parti variabili. I canti dell'Ordo Missae sono i brani che mantengono inalterato il testo): Kyrie eleison, Gloria in excelsis Deo, Sanctus, Agnus Dei e Credo. A questi canti si aggiungono anche le formule di congedo (Ite Missa est, Benedicamus Domino) e due antifone per la benedizione dell"acqua lustrale (Asperges me, Vidi aquam).

Ordo Missae · » Ordinario

Ore · Sono momenti di preghiera ufficiale della Chiesa che, distribuiti lungo l'arco di tutta la giornata vengono a costituire la Liturgia delle ore o Ufficio. Tutte le ore, che si chiamano anche ore canoniche, hanno la medesima struttura: introduzione, canto di salmi con relativa antifona, letture con i rispettivi responsori, conclusione. Scheda

Ore minori · Sono ore canoniche di lunghezza relativamente breve (solo tre salmi): Prima, Terza, Sesta, Nona

Organum · Termine adottato sin dal IX secolo per designare la più semplice forma di polifonia (organum parallelo): una melodia gregoriana (vox principalis) è raddoppiata esattamente in parallelo, nota contro nota, da un'altra parte (vox organalis) che procede a distanza di una quarta o di una quinta. Il termine poi passò a indicare altre forme di polifonia, spesso, come la precedente, improvvisate (codificate per iscritto dal sec. XII): si possono qui ricordare il discanto – in cui le parti procedono sempre nota contro nota, ma tra di esse prevale il moto contrario – e le forme di polifonia in cui le note della vox principalis sono prolungate e fungono da bordone alla vox organalis che procede melismaticamente (organum melismatico). Inoltre il termine organum designa numerose composizioni del repertorio di Notre Dame: ai primi organa a due voci, si aggiunsero con magister Perotinus (seconda metà del sec. XII) quelli a tre e quattro parti, in cui le voci superiori procedono secondo la ritmica modale. [cc1]

Ottava · Spazio di risonanza di una celebrazione importante dell'anno liturgico, che dura otto giorni dopo la festa; puo anche indicare unicamente l'ottavo giorno successivo.

Palme · Domenica prima di Pasqua che inizia la Settimana santa.

Paratge · Parola che in lingua d'oc significa 'nobiltà' (lett. 'parigrado') ma che fu usata soprattutto nel xii-xiii sec. per identificare l'orgoglio indipendentista della terra di Provenza contro le ingerenze della Corona di Francia e le persecuzioni della chiesa di Roma (Crociata contro gli Albigesi). [*]

Pasqua · Principale festa cristiana in cui si ricorda la risurrezione di Gesu Cristo. Cade la prima domenica dopo la luna piena successiva al 21 marzo (equinozio di primavera).

Passio / Passione (Domini Nostri Jesu Christi / del Signore nostro Gesu Cristo) · Racconto della passione del Signore Gesù secondo i quattro evangelisti. Frequente e la presenza di lettere di valore musicale; meno spesso si trovano melodie relative a determinate sezioni (Hely Hely, Heloy Heloy...). Il Passio si canta in modo solenne nella Settimana santa.

Pentecoste · La domenica che conclude i 50 giorni del tempo pasquale. Nella Chiesa cristiana commemora il dono dello Spirito Santo. È il punto di riferimento per il tempo liturgico ordinario, segnato dalle domeniche (I, II, III...) dopo Pentecoste

Pontificale · Rubriche e testi relativi alle azioni liturgiche presiedute da un vescovo.

Post evangelium · Antifona propria della liturgia ambrosiana che si canta dopo la proclamazione del Vangelo.

Postcommunio · Orazione alla fine della Messa, dopo il rito della comunione.

Prefazio · Preghiera in tono lirico riservata al celebrante, che si conclude con il canto del Sanctus: l'intero blocco (prefazio + Sanctus) serve da introduzione alla preghiera eucaristica (Canone), la parte centrale della celebrazione della Messa.

Presbiterio · Area degli edifici di culto situata di solito tra l'abside e lo spazio riservato ai fedeli. Nel presbiterio si trovano l'altare e, prima dei Concilio di Trento, gli stalli del coro.

Prima · Ora canonica celebrata verso le 7. Al suo interno ha preso corpo un'azione supplementare: l'ufficio del capitolo.

Processionale · Raccolta dei canti (perlopiù antifone e responsori) da eseguire durante le liturgie itineranti (Purificazione il 2 febbraio, domenica delle Palme, Rogazioni...). Oltre ai processionali con i canti, ci sono libri processionali con soli testi delle letture o dei soli brani eucologici.

Proportio · Pratica della notazione mensurale per cui il la semibreve dura meno del tactus. » approfondimento [*]

Proprio dei santi · Sezione dei libri liturgici con i formulari di singoli santi.

Proprio della Messa, canti del · Sono i brani gregoriani che hanno un testo e una melodia specifiche per ogni celebrazione o gruppo di celebrazioni. Sono l'Introito, il Graduale, il Tratto, l'Alleluia, l'Offertorio e l'Antifona di comunione.

Prosario · Sinonimo di Sequenziario.

Psalmi idiotici · Salmi estranei al Salterio e composti da singoli autori per particolari circostanze ( p.e. il Te deum). [*]

Purificazione · Festa del 2 febbraio in cui si commemora: a) la presentazione di Gesu al Tempio; b) la purificazione di Maria di Nazareth secondo le norme rituali della tradizione ebraica.

Quadruplum · Voce aggiunta al tenor liturgico, al duplum e al triplum negli organa a quattro parti della Scuola di Notre Dame. Tali organa erano appunto detti organa quadrupla. [cc1]

Quaresima · Tempo di preparazione alla Pasqua, dura 40 giorni a partire dal mercoledì delle ceneri.

Quattro Tempora · » Tempora

Quem queritis · Incipit del primo tropo drammatico su cui si svilupperà la Visitatio sepulcri. » scheda [*]

Recita · » Corda di recita

Repetenda · Parte finale di un responso. Si canta dopo il versetto nei responsori con la repetitio a latere di origine gallicana.

Regularis concordia · Detta anche De consuetudine monachorum; insieme di norma monastiche, redatto sul modello benedettino durante il Sinodo di Winchester (ca. 970). [*]

Repetitio a latere · » Responsorio

Responso · » Responsorio

Responsorio · Canto che segue una lettura. Nel Mattutino i responsori sono di tipo «gallicano» e presentano la cosiddetta repetitio a latere. Dopo il canto della prima sezione, detta responso, segue il versetto; il brano si conclude con la ripetizione della sezione finale del responso iniziale che si chiama repetenda. Questa forma di canto responsoriale si trova sia a Milano che a Roma nella liturgia delle Ore nei responsori che seguono le letture e, nella Messa, nel canto dell'offertorio. [È detto anche «responsorio prolisso» per distinguerlo dal responsorio breve che segue il versicolo.]

Responsorio graduale · » Graduale (b)

Rito · Solitamente e usato per indicate il grado di solennita di una festa ai fini dell'eventuale subordinazione ad un'altra festa. Ogni Messa, e relativo Ufficio, sono classificati secondo diversi gradi, come rito doppio (di prima o di seconda classe, maggiore o minore), semidoppio o semplice. Non sempre la denominazione dei diversi gradi di festivita coincideva nel Medioevo.

Rituale · Libro che contiene i riti sacramentali amministrati dal sacerdote e dal diacono – in particolare la liturgia degli ammalati e le esequie e i diversi tipi di benedizioni.

Rondeau · Una delle tre formes fixes in cui si suddivide il genere della chanson. A differenza dalla ballade e dal virelai, il rondeau assunse la sua struttura definitiva agli inizi del XII secolo, quando era già un genere di musica per danza abbastanza diffuso (il suo nome deriverebbe dal latino rotundellum, 'danza circolare'). Di assetto monodico presso i trovieri, a partire dall'epoca di Adam de la Halle (tardo Duecento) assunse una veste polifonica, generalmente a tre voci. La sua struttura formale si può riassumere con il seguente schema: AB, AA, AB, AB; la prima e l'ultima sezione, oltre ad essere intonate sulla stessa musica AB, hanno lo stesso testo poetico e vengono denominate refrain ('ritornello'). [cc1] Scheda

Rubrìca · Annotazione presente in un libro liturgico, normalmente scritta in rosso, che contiene le prescrizioni da osservare nella celebrazione.

Ruf (pl. Rufe) · Acclamazione tedesca, di uno o due versi che era uso interpolare nel tardo medioevo nei testi liturgici recitati collettivamente (particolarmente nella messa). [*]

Sabato santo · Precede la domenica di Pasqua, ultimo giorno del Triduo sacro.

Sacramentario · Raccolta delle orazioni presidenziali della Messa (colletta, super oblata, post-communio, prefazio). Nelle fonti piu antiche si trovano anche l'Ordo Missae, le benedizioni pontificali e i riti di ordinazione.

Salmo · Ciascuno dei 150 testi poetici attribuiti a Davide che compongono il biblico Libro dei Salmi (databile, nella forma attuale, al III sec.). Dal greco psalmós (= cantare al suono della cetra o salterio) da cui il nome Salterio per riferirsi ai salmi. Fin dalle origini il canto dei salmi è momento della liturgia cristiana e il canto dei suoi versi segue i principi della slamodia che può essere antifonale (fra due cori) o responsoriale (fra coro e solista). [*]

Salmello (psalmellus) · Responsorio della liturgia ambrosiana che si canta durante la Messa (con la stessa funzione del responso graduale gregoriano) o dopo ciascuna delle 4 letture nei vespri dei venerdì di Quaresima.

Salmodia · Canto dei salmi e dei cantici biblici secondo particolari melodie (toni salmodici) che prevedono una forma ad arco e tre parti principali: intonazione, corda di recita e cadenza

Salterio · Raccolta dei 150 salmi biblici attribuiti a Davide. Nella liturgia si utilizza lo psalterium feriatum / psalmista in cui i salmi sono distribuiti in base alla loro collocazione nelle diverse ore dei giorni della settimana. Spesso sono presenti le relative antifone del tempo ordinario.

Sanctus · Acclamazione di origine biblica (trisagio del profeta Isaia), dal IV sec. si canta anche nella Messa romana, dove conclude il Prefazio. Scheda

Santorale · La sezione di un libro liturgico che comprende il ciclo delle feste dei santi. Nel Proprio dei santi ogni formulario ha almeno un brano specifico ed esclusivo, nel Comune dei santi ci sono vari formulari distribuiti per categoria (apostoli, martire, martiri, confessore...) che si utilizzano per le feste di singoli santi per i quali non e stato scritto un formulario specifico.

Secolare · Libro liturgico destinato alla celebrazione di una comunità secolare (chiesa episcopale, parrocchiale, ordine mendicante...). Presenta una particolare struttura della liturgia delle ore.

Secreta · Preghiera che si dice alla conclusione della preparazione dei doni (offertorio) scelti per il sacrificio della Messa.

Sequenza · Canto strofico che perlopiù si canta quale prolungamento dell'Alleluia. Nella forma classica (sec. IX-X) la sequenza prevede due strofe isolate all"inizio e alla fine, mentre all"interno le strofe sono appaiate e sono cantate con una melodia che si ripete in ogni coppia (a bb cc dd ... z). Scheda

Sequenziario · Raccolta di sequenze distribuite secondo lo svolgimento dell'anno liturgico.

Settimana santa · È la settimana che precede la Pasqua e che comincia con la domenica delle Palme.

Settuagesima · Terza domenica prima del mercoledì delle Ceneri e dell'inizio della Quaresima, segna l"inizio di un periodo di preparazione alla stessa Quaresima. Le domeniche successive sono Sessagesima e Quinquagesima.

Sirventese · Genere poetico legato alla produzione trobaborica che si distingue per non essere di carattere amoroso, ma al contrario morale, politico, letterario etc.

Super oblata · Sinonimo di secreta.

Tactus · Scansione fissa a cui si rapporta la notazione mensurale corrispondente ad un secondo o a una pulsazione poco più veloce. [*]

Tàlea · Dal francese taille, 'strofa'. Denominazione attribuita a ciascuno dei moduli ritmici (serie di figure e pause) che si ripetono nel tenor di un mottetto isoritmico. [cc1]

Tempo ordinario · Le settimane che intercorrono tra l'Epifania e la Quaresima e le settimane tra Pentecoste e l'inizio dell'Avvento.

Tempo pasquale · I cinquanta giorni tra la domenica di Epifania e quella di Pentecoste.

Tempora, Quattro · Quattro cicli di celebrazioni di propiziazione – rispettivamente il mercoledì, venerdì e sabato di 4 settimane – legate al ciclo agricolo e collocate vicino all'inizio delle stagioni. Sono previsti particolari testi e canti nelle Messe; grande rilievo hanno le celebrazioni del sabato in duodecim lectionibus quando a Roma si proclamavano sei letture in greco e in latino.

Temporale · La sezione di un libro liturgico che comprende il ciclo delle celebrazioni domenicali e dei tempi forti, di solito a partire dalla I domenica d'Avvento sino all'ultima domenica dopo Pentecoste.

Tenebre, Ufficio delle · La preghiera delle ore (mattutino + lodi) che si celebrava molto presto durante il Triduo sacro.

Tenor (pl.: tenores) · Denominazione attribuita alla parte a cui era affidata la melodia liturgica preesistente nelle prime forme di polifonia. La denominazione rimase anche quando altre parti si aggiunsero alle prime due (il tenor assunse nel tessuto polifonico la posizione standard tra l'altus e il bassus) e, a partire dal sec. XIII, la melodia su cui si fondava il gioco polifonico poté essere anche profana o d'invenzione. [cc1]

Tono salmodico · Semplice formula melodica, conosciuta a memoria da tutti i membri del coro e della schola, che serviva ad intonare i versetti dei salmi. È composto da una intonazione, da una corda di recita e da una cadenza finale

Tornada · Il corrispondente occitanico dell'envoi oitanico.

Tratto · Canto interlezionale della messa che sostituisce l'Alleliua nei tempi di penitenza. [*] Scheda

Triduo sacro · I tre giorni che precedono Pasqua (giovedì santo, venerdì santo e sabato santo)

Triplum · Voce aggiunta al tenor e al duplum negli organa tripla e quadrupla, nel conductus e nel mottetto politestuale dei secoli XII e XIII. [cc1]

Tropario · Raccolta dei tropi relativi ai canti della Messa.

Tropo · Ampliamento di un brano liturgico musicale secondo vari procedimenti: a) inserzione di una fioritura melismatica al termine di uno o piu incisi; b) elaborazione di un melisma gia presente nel brano originario in modo tale che a una singola nota originale corrisponda una sillaba di un nuovo testo («prosa / prosula» nei manoscritti): c) incisi con nuovi testi e nuova musica inseriti prima dei brani come introduzione e/o come sezioni che si alternano alle diverse parti del pezzo originale. Scheda

Ufficio · Termine utilizzato per designare la liturgia delle Ore o un sua parte. Nei libri liturgici talvolta officium sta indicare la serie di canti del Proprio della Messa.

Ufficio dei morti · Rituale per la commemorazione dei defunti. [*]

Vangelo (Evangelium) · ???

Venerdì santo · Secondo giorno del Triduo, ha un'importante celebrazione pomeridiana con il canto del Passio secondo s. Giovanni, una serie di preghiere solenni d'intercessione, e un rito per l'adorazione della croce. Nel corso del Venerdì santo non si celebra la Messa.

Versetto · a) unita letteraria dei libri biblici: b) la seconda sezione di un canto (Alleluia, Offertorio, Responsorio); breve composizione collegata con un'antifona in particolari circostanze festive (es. formulari di s. Paolo e di s. Lorenzo).

Versicolo · Breve frase seguita da una risposta, spesso derivata da un versetto di salmo. Serve a distinguere varie sezioni all"interno della liturgia delle Ore, ad esempio nel Mattutino la parte salmica dalle letture. Sul piano musicale, tranne pochi giorni quali il Triduo sacro il versicolo si canta sempre su un"unica corda di recita sillabica sino alla sillaba finale sulla quale c'e un abbellimento melismatico.

Verso · » Versetto

Vespri · Ora cardine della preghiera quotidiana, si celebra al tramonto. Nella liturgia romana secolare si cantano 5 salmi, 4 nella tradizione monastica. Nella parte finale prevede il cantico di Maria (Magnificat) e la preghiera del Padre nostro. La liturgia ambrosiana contempla nei vespri tre sezioni la prima delle quali e costituita da una particolare liturgia della luce (lucernario).

Virelai · Una delle tre formes fixes in cui si suddivide il genere della chanson. Il virelai monodico è testimoniato principalmente nel repertorio trovierico, anche se in tale periodo la distinzione tra virelai e ballade non era ancora del tutto chiara. Il trattamento polifonico del virelai viene fatto risalire al periodo dell'ars nova, con Guillaume de Machaut; ma qualche studioso considera già come virelais alcune composizioni polifoniche di Adam de la Halle (fine XIII secolo). Normalmente, nel virelai polifonico solo la voce superiore era affidata ad un'esecuzione vocale, mentre le altre due venivano eseguite da strumenti. II suo schema formale si può riassumere in ABBAA. [cc1]