Gloria
Il Gloria in excelsis Deo, noto anche come Hymnus angelicus o, per distinguerlo dal Gloria Patri, come Dossologia maggiore, è il secondo brano dell'Ordinario della Messa.
Il suo testo, che è di data antichissima (era in uso nella
Chiesa greca forse già dal II secolo), si compone di una lunga serie di
frasi brevi e sempre varianti. E molto simile al testo un po' posteriore del
Te Deum
e insieme a questo
è uno dei pochi che siano rimasti di una produzione letteraria un tempo
fiorente, quella notoriamente detta dei
psalmi idiotici, che erano testi nuovi
modellati sullo stile letterario complessivo dei Salmi.
Inizia con il versetto che, secondo Luca (2:14), gli angeli cantarono la notte della nascita del Cristo di qui il nome di hymnus angelicus e continua con brevi espressioni di lode al Signore (Adoramus te, etc.), suppliche di misericordia (miserere nobis ripetuto tre volte) indirizzate al mistico Agnello di Dio e una lode conclusiva del Cristo (Quoniam tu solus sanctus, etc.).
Come il Kyrie, esso originariamente non faceva parte della Messa, ma veniva probabilmente cantato durante una delle Ore dell'Ufficio, forse al posto di un Salmo. [Willi Apel]
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Gloria I
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