PRIMA PARTE

Il banchetto

La mano

La regina

Daniele

Interpretazione

Trionfo di Daniele

Storia di Daniele

Dario

Convocazione

Gli invidiosi

La condanna

Abacuc

Trionfo di Daniele

SECONDA PARTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N.B. Le immagini che affiancano il testo
della Storia di Daniele (traduzione di Davide Verga)
sono tratte (e in parte rimaneggiate) dal film Salome
di Charles Bryant e Alla Nazimova (1923).

 

Ludus Danielis

 

Storia di Daniele

 
     

Il banchetto

 
     

Epigrafe-protocollo con invocatio, autore e luogo di redazione

 
 

Ad honorem tui Christi
Danielis ludus iste
in Belvaco est inventus
et invenit hunc juventus

 

In tuo onore, Cristo,
questo dramma di Daniele
è stato realizzato a Belvaco,
ed è la gioventù ad averlo composto.

 
     

sequenza · Prologo metateatrale in cui, entrando Baldassarre e la corte, si sintetizzano le vicende di Daniele.

 
Dum venerit rex Balthasar, principes sui cantabunt ante eum hanc prosam:

Astra tenenti | cunctipotenti
turba virilis | et puerilis | contio plaudit

Nam Danielem | multa fidelem
et subiisse | atque tulisse | firmiter audit

Convocat ad se | rex sapientes
gramata dextrae | qui sibi dicant | enucleantes

Quae quia scribae | non potuere
Solvere regí | ilico muti | conticuere

Sed Danieli | scripta legenti
mox patuere | quae prius illis | clausa fuere

Quem quiavidit | prevaluisse
Balthasar illis | fertur in aula | praeposuisse

Causa reperta | non satis apta
destinat illum | ore leonum | dilacerandum

Sed Deus illos | ante malignos
in Danielem | tunc voluisti | esse benignos

Huic quoque panis | ne sit inanis
mittitur a te praepete vate | prandia dante

Entrato in scena re Baldassarre, i suoi principi canteranno davanti a lui questa 'prosa':

A colui che regge gli astri, all’Onnipotente la moltitudine degli uomini e l’assemblea dei fanciulli inneggiano.

Ed ecco ascoltano come Daniele, animato dalla fede, molte pene abbia patito e tollerato con fermezza.

Il re convoca a sé i sapienti perché gli rivelino il significato dei segni lasciati dalla mano.

Non essendo stati in grado di interpretarli, gli scribi rimasero muti dinanzi al re.

Daniele, invece, leggendoli, subito comprese gli scritti che ad essi erano risultati oscuri.

Si narra che allora Baldassarre, accortosi della superiorità di Daniele, l’avesse innalzato a corte al di sopra di tutti.

[In seguito] Sulla base di un ingiusto decreto è condannato ad essere sbranato dai leoni.

Ma, Dio, hai voluto che essi, prima malevoli nei confronti di Daniele, divenissero benigni.

E, perché non rimanesse digiuno, pure del pane tu gli inviasti
attraverso l’alato profeta.

     

PARTE PRIMA

Balthasar siede in trono e, omaggiato dalla corte, chiede per il suo banchetto le coppeche i suoi predecessori sottrassero dal tempio di Gerusalemme.

 
Tunc ascendat rex in solium et satrapae ei applaudentes dicant:

Rex in aeternum vive

A questo punto il re salga al trono e i satrapi, applaudendolo, dicano:

Re, vivi in eterno!

Et rex aperiet os suum dicens:

Vos qui paretis meis vocibus
Afferte vasa meis usibus
Quae templo pater meus abstulit
Judaeam graviter cum perculit

E il re schiuderà le labbra dicendo:

Voi, che obbedite ai miei comandi,
per mio uso recate le coppe
che mio padre sottrasse al tempio
quando sconfisse la Giudea annientandola.

     

sequenza · Gli portano le coppe.

 
Satrapae vasa deferentes cantabunt hanc prosam ad laudem regís:

Jubilemus regi nostro | magno ac potenti
Resonemus laude digna | voce competenti
Resonet jocunda turba | solemnibus odis
Cytharizent plaudant manus | mille sonent modis
Pater ejus destruens | Judaeorum templa
Magna fecit et hic regnat | ejus per exempla
Pater ejus spoliavit | regnum Judaeorum
Hic exaltat sua festa | decore vasorum
Haec sunt vasa regia | quibus spoliatur
Jherusalem et regalis | Babylon ditatur
Praesentemus Balthasar | ista regi nostro
Qui sic suos perornavit | purpura et ostro
Iste potens iste fortis | iste gloriosus
Iste probus curialis | decens et formosus
Jubilemus regi tanto | vocibus canoris
Resonemus omnes una | laudibus sonoris
Ridens plaudit Babylon | Jherusalem plorat
Haec orbatur haec triumphans | Balthasar adorat
Omnes ergo exultemus | tantae potestati
Offerentes regis vasa | suae majestati

I satrapi, portando i vasi, canteranno queste parole a lode del re:

 

Inneggiamo al nostro re grande e potente!
Facciamo risuonare degne lodi con voce adeguata!
La moltitudine risuoni felice di canti solenni!
Suonino le cetre, si battano le mani, echeggino mille melodie!
Suo padre, distruggendo i templi dei Giudei,
ha compiuto grandi imprese, e costui regna con i suoi esempi.
Suo padre ha depredato il regno dei Giudei;
costui esalta i propri trionfi mediante l’onore dei vasi:
questi sono i vasi regi di cui Gerusalemme è spogliata
e di cui la regale Babilonia si arricchisce.
Li presentiamo a Baldassarre, nostro re,
che i suoi ha così adornato di ostro purpureo.
Egli potente, egli forte, egli glorioso,
egli virtuoso, regale, bello e dignitoso.
Inneggiamo a un così grande re con voci canore,
tutti facciamo risuonare insieme lodi sonore!
Gioendo Babilonia applaude, Gerusalemme geme;
l’una depredata, l’altra trionfante Baldassarre adora.
Esultiamo dunque tutti a tanta grandezza,
offrendo i vasi del re alla sua maestà.

Tunc principes dicant:

Ecce sunt ante faciem tuam

A questo punto i principi dicano:

Ecco [le coppe] sono al tuo cospetto!

 
     

La mano

 
     

Apparizione della mano.

 
  Interim apparebit dextra in conspectu regís scribens in pariete mane thechel phares.   Frattanto, dinanzi al re, apparirà una mano che scrive sulla parete: «Mane, Thechel, Phares».
     

Baldassarre chiama gli indovini per interpretare l'evento che tuttavia non ci riescono.

 
Quam videns rex stupefactus clamabit:

Vocate mathematicos
Caldaeos et ariolos
Auruspices inquirite
Et magos introducite

A tale vista il re, stupefatto, dirà a gran voce:

Chiamate i matematici
caldei e gli indovini;
interrogate gli aruspici
e fate venire i maghi!

Tunc adducentur magi qui dicent regi:

Rex in aeternum vive,
Adsumus ecce tibi

Verranno allora introdotti i maghi, che diranno al re:

Re, vivi in eterno!
Eccoci al tuo cospetto.

Et rex:

Qui scripturam hanc legerit
Et sensum aperuerit
Sub illius potentia
Subdetur Babylonia
Et insignitus purpura
Torque fruetur aurea

E il re:

Babilonia sarà sottomessa
all’autorità di colui
che, leggendo questa scritta,
ne avrà svelato il senso:
insignito di porpora, costui
beneficerà di una collana d’oro.

Illi vero nescientes persolvere dicent regi:

Nescimus persolvere
nec dare consilium
Quae sit superscriptio
nec manus indicium

Essi, del tutto incapaci di fornire un’interpretazione, diranno al re:

Non siamo capaci di interpretare,
né tantomeno consigliare
sulla natura della scritta,
e neppure sul significato della mano.

     

La regina

 
     

conductus · Apparizione della regina che suggerisce di interpellare Daniele.

 
Conductus reginae venientis id regem:

Cum doctorum et magorum omnis adsit contio
Secum volvit neque solvit quae sit manus visio
Ecce prudens styrpe cluens dives cum potentia
In vestitu deaurato conjunx adest regia
Haec latentem promet vatem per cujus indicium
Rex describi suum ibi noverit exitium
Laetis ergo haec virago comitetur plausibus
Cordis orisque sonoris personetur vocibus

Conductus della regina che viene al re:

Di sapienti e di maghi è presente un’intera assemblea:
si medita, ma non si sa cosa sia l’apparizione della mano.
Ecco, saggia, di stirpe illustre, ricca e potente,
in veste aurea si mostra la regia consorte.
Costei dirà di un profeta misterioso le cui rivelazioni
permetteranno al re di sapere che lì si è descritta la sua morte.
Orsù, con un plauso festoso si accompagni la sovrana;
per lei corde e canti riecheggino sonori.

Tunc regina veniens adorabit regem dicens:

Rex in aeternum vive!
Ut scribentis noscas ingenium
Rex Balthasar audi consilium

Allora la regina, avanzando, ossequierà il re dicendo:

Re, vivi in eterno!
Perché tu conosca l’intendimento di chi ha scritto,
o re Baldassarre, ascolta il mio consiglio.

Rex audiens haec, versus reginam vertet faciem suam, et regina dicat:

Cum Judaeae captivis populis
Prophetiae doctum oraculis
Danielem a sua patria
Captivavit patris victoria
Hic sub tuo vivens imperio
Ut mandetur requirit ratio
Ergo manda ne sit dilatio
Nam docebit quod celat visio

Il re, udendo queste parole, volga il viso verso la regina, e la regina dica:

Insieme alle genti di Giudea fatte prigioniere
la vittoria paterna portò via
dalla sua patria, prigioniero, Daniele
esperto di oracoli profetici.
Il buon senso richiede che costui,
che vive sotto il tuo impero, venga interpellato.
Orsù, interpellalo, senza indugiare:
egli spiegherà il significato dell’apparizione.

Tunc dicat rex princibus suis:

Vos Danielem quaerite
et inventum adducite

Il re dica allora ai suoi principi:

Cercate Daniele
e, trovatolo, conducetelo a me!

 
     

Daniele

 
     

I cortigiani incontrano Daniele e lo chiamano a corte in aiuto del re · conductus

 
Tunc principes invento Daniele dicant ei:

Vir propheta Dei Daniel vien al roi
Veni desiderat parler a toi
Pavet et turbatur Daniel vien al roi
Vellet quod nos latet savoir par toi
Te ditabit donis Daniel vien al roi
Si scripta poterit savoir par toi

Allora i principi, trovato Daniele, gli dicano:

Uomo, profeta di Dio, Daniele, vien al Roi.
Vieni, egli desidera parler à toi.
Ha paura ed è turbato; Daniele, vien al Roi.
Ciò che a noi sfugge vorrebbe savoir par toi.
Ti riempirà di doni, Daniele, vien al Roi,
se la scritta potrà savoir par toi.

Et Daniel eis:

Multum miror cujus consilio
Me requirat regalis jussio
Ibo tamen et erit cognitum
Per me gratis quod est absconditum

E a loro Daniele:

Molto mi stupisce la ragione per la quale
l’ordine del re mi reclama.
Ma non mi tirerò indietro, e senza nulla in cambio
ciò che è sconosciuto renderò conosciuto.

Conductus Danielis venientis ad regem:

Hic verus dei famulus
Quem laudat omnis populus
Cujus fama prudentiae
Est nota regís curiae

    Cestui manda li rois par nos

Conductus di Daniele che viene al re:

Ecco il leale servitore di Dio
che tutto il popolo loda;
la fama della sua saggezza
è nota alla corte del re.

   Cestui manda li Rois par nos.

Daniel:

   Pauper et exulans | envois al roi par vos

Daniele:

   Povero ed esule | nvois al Roi par vos.

Principes:

In juventutis gloria
Plenus caelesti gratia
Satis excellit omnibus
Virtute vita moribus

   Cestui manda li rois par nos

Principi:

Nella gloria della gioventù,
pieno di grazia celeste,
ben s’innalza su tutti
per virtù, per vita, per costumi.

   Cestui manda li Rois par nos.

Daniel:

   Pauper et exulans | envois al roi par vos

Daniele:

   Povero ed esule | envois al Roi par vos.

 
Principes:

Hic est cujus auxilio
Solvetur illa visio
In qua scribente dextera
Mota suntregis viscera

   Cestui manda li rois par nos

Principi:

Suo è l’aiuto che
scioglierà quell’apparizione
durante la quale, allo scrivere della mano,
si sono agitate le viscere del re.

   Cestui manda li Rois par vos.

 
Daniel:

   Pauper et exulans | envois al roi par vos

Daniele:

   Povero ed esule | envois al Roi par vos.

 
     

Daniele di fronte al re che gli chiede spiegazioni della mano.

 
Veniens Daniel ante regem dicat ei:

Rex in aeternum vive

Daniele, presentandosi al re, gli dica:

Re, vivi in eterno!

Et rex Danieli:

Tu ne Daniel nomine diceris
Huc adductus cum Judaeae miseris
Dicunt te habere Dei spiritum
Et praescire quodlibet absconditum
Si ergo potes scripturam solvere
Immensis muneribus ditabere

E il re a Daniele:

Non ti chiami forse Daniele,
qui deportato con gli sventurati di Giudea?
Dicono che tu possegga lo spirito di Dio
e che tu sappia in anticipo tutto ciò che è ancora ignoto.
Ebbene, se sarai in grado di spiegare la scritta,
sarai colmato di doni immensi.

     

Interpretazione

 
     

Interpretazione di Daniele.

 
Et Daniel regi:

Rex tua nolo munera
Gratis solvetur litera
Est autem haec solutio
Instat tibi confusio
Pater tuus prae omnibus
Potens olim potentibus
Turgens nimis superbia
Dejectus est a gloria.

Nam cum Deo non ambulans
Sed sese Deum simulans
Vasa templo diripuit
Quae suo usu habuit
Sed post multas insanias
Tandem perdens divitias
Forma nudatus hominis
Pastum gustavit graminis.

Tu quoque ejus filius
Non ipso minus impius
Dum patris actus sequeris
Vasis eisdem uteris
Quod quia Deo displicet
Instat tempus quo vindicet
Nam scripturae indicium
Miniatur jam supplicium

Et mane dicit Dominus
Est tui regni terminus
thechel libram significat
Quae te minorem indicat
phares hoc est divisio
Regnum transportat alio

E Daniele al re:

Re, non voglio i tuoi doni;
senza nulla in cambio scioglierò la scritta.
D’altra parte questa è la spiegazione:
su di te incombe il turbamento.
Tuo padre, un tempo
più potente di tutti i potenti,
troppo gonfio di superbia
fu ricacciato dalla gloria.

Infatti, non procedendo con Dio
bensì simulando di essere Dio egli stesso,
rapinò i vasi dal tempio
serbandoli per sé.
Ma, dopo molti eccessi,
alfine dissipando i beni,
spogliato dell’aspetto umano,
mangiò la gramigna.

Anche tu, suo figlio,
di lui non meno empio,
nel seguire l’operato paterno
ti servi dei medesimi vasi;
e poiché ciò non piace a Dio,
incombe il tempo della sua vendetta.
Infatti il senso della scritta
già minaccia il castigo:

«Mane» – dice il Signore –
è la fine del tuo regno.
«Thechel» significa ‘bilancia’,
quella che ti rivela più piccolo.
«Phares», ovvero la ‘divisione’:
trasferisce il regno ad un altro.

     

Trionfo di Daniele

 
     

Riconoscenza del re verso Daniele.

 
Et rex:

Qui sic solvit latentia
Ornetur veste regia

E il re:

Sia adornato di abiti regali
colui che così ha sciolto il mistero!

Sedente Daniele juxta regem, induto ornamente regalibus exclamabit rex ad principem militiae:

Tolle vasa, princeps militiae
Ne sint michi causa miseriae

Mentre Daniele, rivestito di ornamenti regali, siede accanto al re, il re ordinerà al principe dell’esercito:

Porta via i vasi, principe dell’esercito,
perché non mi siano causa di sventura!

     

conductus · Andandosene la regina ottiene il plauso del popolo.

 
Tunc relicto palatio, referent vasa satrapae et regina discedet. Conductus reginae:

Solvitur in libro Salomonis
Digna laus et congrua matronis

Pretium est ejus si quam fortis
Procul et de finibus remotis

Fidens est in ea cor mariti
Spoliis divitibus potiti

Mulier haec illi comparetur
Cujus rex subsidium meretur

Ejus nam facundia verborum
Arguit prudentiam doctorum

Nos quibus occasio ludendi
Hac die conceditur solemni

Demus huic praeconia devoti
Veniant et concinent remoti

A quel punto i satrapi, abbandonato il palazzo, porteranno via i vasi, e la regina scenderà. Conductus della regina:

Nel libro di Salomone si dispiega
una degna e giusta lode per la sovrana.

È apprezzata come fosse un valoroso
straordinario venuto da terre remote.

A lei si affida il cuore di un marito
dopo aver accumulato ricchi bottini.

Questa donna potrebbe essere associata
a tutto ciò che sostiene il merito di un re.

L’eloquenza delle sue parole, infatti,
mostra la saggezza dei sapienti.

Da noi, a cui in questo giorno solenne
è concessa l’opportunità di fare festa,

si offra devoti questo elogio
perché vengano cantando da lontano.

     

conductus · Omaggio a Daniele mentre vengono portati via i vasi.

 
Conductus referentium vasa ante Danielem:

Regis vasa referentes
Quem Judaeae tremunt gentes
Danieli applaudentes
   Gaudeamus!
   Laudes sibi debitas referamus.

Regis cladem praenotavit
Cum scripturam reseravit
Testes reos comprovabit
Et Susannam liberavit
   Gaudeamus!
   [Laudes sibi debitas referamus.]

Babylon hunc exulavit
Cum Judaeos captivavit
Balthasar quem honoravit
   Gaudeamus!
   [Laudes sibi debitas referamus.]

Est propheta sanctus Dei
Hunc honorant et Caldaei
Et gentiles et Judaei
Ergo jubilantes ei
   Gaudeamus!
   [Laudes sibi debitas referamus.]

Conductus davanti a Daniele di coloro che portano i vasi:

Recando i vasi del re
dinanzi a cui le genti di Giudea tremano,
acclamando Daniele
   Esultiamo!
   Rinnoviamogli giuste lodi!

Predisse la rovina del re
quando interpretò la scritta;
smascherò i falsi testimoni
e liberò Susanna.
   Esultiamo!
   Rinnoviamogli giuste lodi!

Babilonia lo rese un esule
quando fece prigionieri i Giudei;
Baldassarre lo riempì di onori.
   Esultiamo!
   Rinnoviamogli giuste lodi!

È il profeta santo di Dio,
lo onorano i Caldei
e i gentili e i Giudei.
Orsù, celebrandolo con grida di gioia,
   Esultiamo!
   Rinnoviamogli giuste lodi!

     

Dario

 
     

PARTE SECONDA
Compare Dario con il suo esercito

 
Statim apparebit Darius rex cum principibus suis, venientque ante eum cytharistae, et principes sui psallentes haec:

Ecce rex Darius | Venit cum principibus
Nobilis nobilibus
Ejus et curia | Resonat laetitia
Adsunt et tripudia

Hic est mirandus | Cunctus venerandus
Illi imperia | Sunt tributaria
Regem honorant | Omnes et adorant
Illum Babylonia | Metuit et patria
Cum armato agmine | Ruens et cum turbine
Sternit cohortes | Confregit et fortes
Illum honestas | Colit et nobilitas
Hic est Babylonius | Nobilis rex Darius

Illi eum tripudio | Gaudeat haec contio
Laudet et cum gaudio
Ejus facta fortia | Tam admirabilia

Simul omnes gratulemur
Resonent et tympana
Cytharistae tangant cordas
Musicorum organa
Resonent ad ejus praeconia

Improvvisamente comparirà re Dario con i suoi principi. Lo precederanno i citaristi e principi cantando queste parole:

Ecco, re Dario avanza con i principi,
nobile fra i nobili.
E la sua corte risuona di gioia,
e si allestiscono danze.

Tutti lo devono ammirare, tutti lo devono venerare.
Gli imperi gli sono tributari.
Tutti onorano il re e lo adorano.
Babilonia lo teme e lo teme la patria.
Scagliandosi con schiere armate e con impeto,
abbatte gli eserciti; ha spezzato anche i forti.
In lui vivono onestà e nobiltà.
Questi è Dario, il nobile re di Babilonia.

In suo onore quest’assemblea gioisca con danze,
e lodi con gioia
le sue audaci imprese tanto mirabili!

Tutti insieme rallegriamoci;
risuonino anche i timpani;
i citaristi tocchino le corde;
gli strumenti dei musici
risuonino in suo onore.

     

L'esercito di Dario spodesta Badassarre

 
  Antequam perveniat rex ad solium suum duo praecurrentes expellent Balthasar quasi interficientes eum.   Prima che il re giunga al suo trono, due uomini, sopravanzandolo, cacceranno Baldassarre come per ucciderlo.
Tunc sedente Dario rege in majestate sua curia exclamabit:

Rex in aeternum vive

Quando re Dario sarà seduto nella sua maestà, la corte dirà:

Re, vivi in eterno!

     

Convocazione di Daniele

 
     

Due uomini invocano la presenza di Daniele consigliere di Dario

 
  Tunc duo flexis genibus secreto dicent regi ut faciat accersiri Danielem et rex jubeat eum adduci.   Allora due uomini, in ginocchio, diranno segretamente al re di far chiamare Daniele. Il re comandi di condurlo.
Illi autem aliis praecipientes dicent haec:

Audite principes regalis curiae
Qui leges regilis totius patriae
Est quídam sapiens in Babylonia
Secreta reserans, deorum gratia
Ejus consilium regí complacuit
Nam prius Balthasar scriptum aperuit
Ite velociter ne sit dilatio
Nos uti volumus ejus consilio
Fiat si venerit consiliarius
Regís et fueril in regno tertius

Essi poi, spiegando agli altri, diranno:

Ascoltate, principi della corte regale,
voi che reggete le leggi della patria tutta.
In Babilonia vive un sapiente
che, per grazia divina, palesa l’oscuro.
La sua saggezza piacque al re,
giacché per primo svelò la scritta a Baldassarre.
Costui subito qui, senza indugio!
Vogliamo beneficiare del suo sapere.
Sia, se verrà, consigliere
del re, e sarà terzo nel regno.

     

Gli emissari convincono Daniele a recarsi da re Dario

 
Legati invento Daniele dicent haec ex parte regis:

Ex regali venit imperio
Serve Dei nostra legatio
Tua regi laudatur probitas
Te commendat mira calliditas
Per te solum cum nobis patuit
Signum dextrae quod omnes latuit
Te rex vocat ad suam curiam
Ut agnoscat tuam prudentiam
Eris supra ut dicit Darius
Principalis consiliarius
Ergo veni jam omnis curia
Praeparatur ad tua gaudia

I messi, trovato Daniele, a nome del re gli diranno:

La nostra ambasceria viene,
o servo di Dio, per ordine del re.
Al re si loda la tua virtù,
un prodigioso ingegno ti dà prestigio.
Tu soltanto ci rendesti chiaro
il segno della mano che a tutti era oscuro.
Il re ti convoca alla sua corte
per conoscere la tua saggezza.
Sarai, come ha detto Dario,
il primo consigliere.
Vieni, dunque; l’intera corte già
si prepara a festeggiarti.

Et Daniel:

G'envois al roi

E Daniele:

Genvois al Roi.

 
     

conductus · Daniele va alla corte di Dario

 
Conductus Danielis:

Congaudentes celebremus | Natalis solemnia
Jam de morte nos redemit | Dei sapientia
Homo natus est in carne | Qui creavit omnia
Nasciturum quem praedixit | Prophetae facundia
Danielis jam cessavit | Unctionis copia
Cessat regni Judaeorum | Contumax potentia

In hoc natalitio
Daniel cum gaudio
Te laudat haec contio

Tu Susannam liberasti | De mortali crimine
Cum te Deus inspiravit | Suo sancto flamine
Testes falsos comprobasti | Reos accusamine
Bel draconem peremisti | Coram plebis agmine
Et te Deus observavit | Leonum voragine
Ergo sit laus Dei verbo | Genito de virgine

Conductus di Daniele:

Gioendo celebriamo le solennità natalizie;
la sapienza di Dio già ci ha salvato dalla morte.
Uomo è nato incarnandosi colui che tutto ha creato,
il nascituro preannunciato dalla facondia del profeta.
Già cessò lo splendore dell’unzione di Daniele;
cessa la fiera potenza del regno dei Giudei.

In questo giorno natalizio,
Daniele, quest’assemblea
ti loda con gioia.

Tu liberasti Susanna dalla calunnia umana
ispirato dalla santa favilla di Dio.
Smascherasti i testimoni mendaci, rei dell’accusa.
Annientasti il drago Bel dinanzi alla moltitudine del popolo,
e Dio ti protesse quand’eri nella fossa dei leoni.
Sia dunque gloria al Verbo di Dio, nato da Vergine.

Et Daniel regi:

Rex in aeternum vive

E  Daniele al re:

Re, vivi in eterno!

 
     

Dario riconosce i meriti di Daniele

 
Cui rex:

Quia novi te callidum
Totius regni providum
Te Daniel constituo
Et summum locum tribuo

A lui il re:

Giacché ti so pieno di ingegno,
e provvido verso l’intero regno,
t’investo, Daniele,
attribuendoti la carica più alta.

Et Daniel regi:

Rex michi si credideris
Per me nil mali feceris

E Daniele al re:

Re, se mi crederai,
nulla farai di male a causa mia.

     

Gli invidiosi

 
     

I consiglieri invidiosi tramano per screditare Daniele

 
  Tunc rex taciet eum sedere juxta se et alii consiliarii Danieli invidentes, quia gratior erit regi, aliis in consilium ductis ut Danielem interficiant...   A questo punto il re lo farà sedere accanto a sé; e alcuni consiglieri, invidiosi di Daniele poiché sarebbe divenuto più di loro gradito al re, convincono anche altri della necessità di uccidere Daniel.
...dicent regi:

Rex in aeternum vive

Poi diranno al re:

Re, vivi in eterno!

Item:

Decreverunt in tua curia
Principandi quibus est gloria
Ut ad tui rigorem nominis
Omni spreto vigore numinis
Per triginta dierum spatium
Adoreris ut Deus omnium
O rex

Si quis ausu tam temerario
Renuerit tuo consilio
Ut praeter te colatur deitas
Judicii sit talis firmitas
In leonum tradatur foveam
Sic dicatur per totam regiam
O rex

E quindi:

Coloro a cui spetta l’onore di governare
decretarono nella tua corte
che, disprezzata ogni forza del nume
a fronte del tuo nome inflessibile,
tu per un periodo di trenta giorni
venga adorato quale dio supremo.
O re!
Se qualcuno con un atto d’audacia tanto temerario
avrà rifiutato il tuo decreto
di non adorare divinità alcuna se non te,
tale sia la fermezza di giudizio:
egli venga condotto nella fossa dei leoni.
Così sia proclamato per tutto il tuo regno.
O re!

Et rex dicat:

Ego mando | et remando
Ne sit spretum | hoc decretum
O hez!

E il re dica:

Io delibero e sancisco
che questo decreto non venga mai trascurato.
O hez.

 
     

Daniele si ritira in preghiera

 
  Daniel hoc audiens ibit in domum suam et adorabit Deum suum   Daniele, udendo ciò, si recherà nella sua dimora, e adorerà il suo Dio.
     

I consiglieri accusano Daniele di fronte a Dario perché non venera il suo re

 
quem aemuli videntes accurrent et dicent regi:

Numquid Dari | observari
Statuisti omnibus
Qui orare | vel rogare
Quicquam a numinibus
Ni te Deum| illum reum
Daremus leonibus
Hoc edictum | sic indictum
Fuit a principibus

I rivali accorgendosene, accorreranno al re e gli diranno:

Non hai forse per tutti stabilito, o Dario,
di attenersi alla legge?
Che chi pregasse o invocasse
alcunché dai numi
tranne che da te, dio, ebbene costui, colpevole,
dovremmo darlo in pasto ai leoni:
questo decreto così dai principi
fu prescritto.

Rex nesciens quare hoc dicerent respondet:

Vere jussi me omnibus
Adorari a gentibus

E il re, non comprendendo, dirà:

È così: ho ordinato
che tutte le genti mi venerassero.

Tunc illi adducentes Danielem dicent regi:

Hunc Judaeum| suum Deum
Danielem vidimus
Adorantem | et precantem
Tuis spretis legibus

Allora quelli, conducendogli Daniele, diranno al re:

Abbiamo visto questo giudeo, Daniele,
mentre, disprezzate le tue leggi,
adorava e pregava
il suo Dio.

Rex volens liberare Danielem dicet:

Numquam vobis concedatur
Quod vir sanctus sic perdatur

Il re, volendo liberare Daniele, dirà:

Mai vi sia concesso
che un uomo santo sia così condotto in rovina!

Satrapae hoc audientes ostendent ei legem dicentes:

Lex Parthorum | et Medorum
Jubet in annalibus
Ut qui sprevit | quae decrevit
Rex detur leonibus

I satrapi, udendo ciò, gli mostreranno la legge, dicendo:

La legge dei Parti e dei Medi
decreta negli annali
che chi ha disprezzato gli ordini
del re sia dato in pasto ai leoni.

Rex hoc audiens velit nolit dicet:

Si sprevit legem quam statueram
Det poenas ipse quas decreveram

Il re, udendo ciò, volente o nolente, dirà:

Se ha disprezzato la legge che avevo stabilito
subisca la pena che avevo decretato.

     

La condanna

 
     

Daniele cerca inutilmente di far ravvedere Dario

 
Tunc satrapae rapient Danielem et ille respiciens regem dicet:

Heu heu heu quo casu sortis
Venit haec damnatio mortis
Heu heu heu scelus infandum
Cur me dabit ad lacerandum
Haec fera turba feris
Sic me rex perdere quaeris
Heu qua morte mori
me cogis Parce furori

Allora i satrapi afferreranno Daniele, ed egli, volgendosi al re, dirà:

Ohimè! Ohimè! Ohimè! Da quale caso della sorte
giunge questa condanna morte?
Ohimè! Ohimè! Ohimè! Crimine abominevole!
Perché questa turba feroce
mi darà alle fiere per essere sbranato?
Così, o re, vuoi la mia rovina!
Ohimè! Di quale morte
mi induci a morire! Trattieni il furore!

Et rex non valens eum liberare dicet ei:

Deus quem colis tam fideliter
Te liberabit mirabiliter

E il re, non potendolo salvare, gli dirà:

Il Dio che veneri tanto fermamente
ti salverà miracolosamente.

 
     

Gettato nella fossa dei leoni Daniele è prottetto da un angelo

 
  Tunc projicient Danielem in lacum statimque angelus tenens gladium comminabitur leonibus ne tangant eum   A questo punto getteranno Daniele nella fossa. E subito un angelo, brandendo una spada, minaccerà i leoni perché non lo tocchino.
et Daniel intrans lacum dicet:

Hujus reí non sum reus
Miserere mei Deus
Eleyson

Mitte Deus huc patronum
Qui refrenet vim leonum
Eleyson

Daniele, entrando nella fossa, dirà:

Di questo crimine non sono colpevole;
abbi pietà di me, o Dio,
eleyson!

Manda qui, o Dio, un protettore
che freni la forza dei leoni;
eleyson!

     

Abacuc

 
     

Un altro angelo chiede ad Abacuc di sfamare Daniele. L'angelo quindi lo prende per i capelli e lo porta nella fossa dei leoni

 
  Interea alius angelus admonebit Abacuc prophetam ut deferat prandium quod portabat messoribus suis Danieli in lacum leonum   Intanto un altro angelo solleciterà il profeta Abacuc perché porti a Daniele, nella fossa dei leoni, il cibo che portava ai suoi mietitori.
dicens:

Abacuc tu senex pie
Ad lacum Babyloniae
Danieli fer prandium
Mandat tibi rex omnium

Dicendo:

Abacuc, pio vecchio,
porta il cibo a Daniele
nella fossa di Babilonia.
Il Re di ogni cosa te lo ordina.

Cui Abacuc:

Novit Dei cognitio
Quod Babylonem nescio
Neque lacus est cognitus
Quo Daniel est positus

A lui Abacuc:

La sapienza di Dio sa
che non conosco Babilonia,
né mi è nota la fossa
in cui Daniele è stato posto.

  Tunc angelus appehendens eum capillo capitis sui ducet ad lacum et Abacuc Danieli offerens prandium   Allora l’angelo, prendendolo per i capelli, lo condurrà alla fossa, e Abacuc, offrirà il cibo a Daniele.
     

Abacuc ristora Daniele, qui l'angelo lo riporta da dove era venuto

 
dicet:

Surge frater ut cibum capias
Tuas Deus vidit angustias
Deus misit da Deo gratias
Qui te fecit

E dirà:

Alzati, fratello: prendi il cibo!
Dio ha visto le tue sofferenze;
Dio te l’ha inviato; rendi lode a Dio
che ti ha creato!

Et Daniel cibum accipiens dicet:

Recordatus es mei Domine
Accipiam in tuo nomine. Alleluia

E Daniele, prendendo il cibo, dirà:

Ti sei ricordato di me, Signore;
lo prenderò nel tuo nome, alleluia!

  Hic transactis, angelus reducat Abacuc in locum suum,   Compiuto ciò, l’angelo ricondurrà Abacuc nella sua dimora.
     

Trionfo di Daniele

 
     

Dario scopre che Daniele è salvo

 
tunc rex descendens de solio suo veniet ad lacum, dicens lacrimabiliter:

Te ne putas Daniel
Salvabit ut eripiaris
A nece proposita
Quem tu colis et veneraris

A questo punto il re, scendendo dal suo trono, verrà alla fossa, dicendo tra le lacrime:

Credi, Daniele,
che colui che tu veneri e adori
ti salverà, così da strapparti
dalla morte a te inflitta?

Et Daniel regi:

Rex in aeternum vive

E Daniele al re:

Re, vivi in eterno!

Item:

Angelicum solita misit | pietate patronum
Quo Deus ad tempus conpescuit | ora leonum

E quindi:

Dio, mosso dalla sua consueta misericordia, inviò un protettore angelico mediante cui frenò in tempo le bocche dei leoni.

     

Al posto di Daniele vengono gettati nella fossa gli invidiosi, subito sbranati

 
Tunc rex gaudens exclamabit:

Daniel educite
Te aemulos immittite

Allora il re, gioendo, esclamerà:

Tirate fuori Daniele
e gettate dentro i suoi rivali.

Cum expoliati fuerint et venerint ante lacum, clamabunt:

Merito haec patimur
Quia peccavimus in sanctum Dei
Injuste egimus
Iniquitatem fecimus

[I rivali] Quando saranno stati spogliati e saranno giunti davanti alla fossa, esclameranno:

Subiamo questa pena meritatamente, poiché abbiamo peccato;
abbiamo agito ingiustamente contro un santo di Dio,
abbiamo commesso un’iniquità.

  Ille projecti in lacum statim consumentur a leonibus   Gettati nella fossa, essi saranno subito sbranati dai leoni.
     

Dario riconosce il potere di Dio e Daniele la saggezza di Dario

 
et rex videns hoc dicet:

Deum Danielis | Qui regnat in saeculis
Adorari jubeo | A cunctis populis

E il re, vedendo ciò, dirà:

Il Dio di Daniele, che regna nei secoli,
ordino che venga venerato da tutte le genti.

Daniel in pristinum gradum receptus prophetabit:

Ecce venit sanctus ille | Sanctorum sanctissimus
Quem rex iste jubet coli | Potens et fortissimus
Cessant phana cesset regnum | Cessabit et unctio
Instat regni Judaeorum | Finis et oppressio

Daniele, riammesso all’antico grado, profeterà:

Ecco, viene quel santo, il più santo dei santi,
colui che questo re ordina di venerare, il potente, il più forte.
Cessano i templi, cessi il regno, cesserà anche l’unzione;
del regno dei Giudei incombe la fine e la soppressione.

     

Un angelo annuncia la nascita di Cristo

 
Tunc angelus ex improviso exclamabit:

Nuntium vobis fero de supernis
Natus est Christus dominator orbis
In Bethlehem Judae
Sic enim propheta dixerat ante.

A questo punto un angelo, all’improvviso, esclamerà:

Vi reco un annuncio dal cielo:
è nato il Cristo, Signore del mondo,
a Betlemme di Giuda: proprio così il profeta
aveva predetto.

 
  His auditis cantors incipient ‘Te deum laudamus’. Finit Daniel   Udite queste parole, i cantori inizieranno il Te Deum laudamus. Finisce ‘Daniele’.