Inno cristiano alla Trinità
Fra i numerosi papiri rinvenuti a Ossirinco un secolo fa, il «1786» databile al III sec. riporta un testo cristiano in greco di lode alla Trinità. Presenta anche la notazione vocale greca con indicazioni ritmiche. E' stato trascritto per la prima volta negli Oxyrhynchus Papyri, XV (1922). Succesivamente studiato da Wellesz (1945) e successivamente rieditato, con qualche correzione nella silloge di Pöhlmann (1970).
Traslitterazione (e divisione in versi) del testo intonato:
[ ]ytaneo sigato, | med' astra phasesphora lampesthon | [ ] potamon rhothion pasai | hymnounton d'hemon patera k'hyion k'hagion pneuma | pasai dynameis epiphounounton amen amen | kratos, ainos aei kai doxa theoi | doteri monoi panton agathon amen amen
Traduzione (in corsivo la parte non cantata):
Per te, Padre dell'universo, Padre del tempo, cantiamo insieme a tutti i benedetti del mondo fa' che, di sera o mattina, i benedetti di Dio] non siano fermati; | fa' che le stelle lucenti non si oscurino; | fa' che [i flutti] dei fiumi impetuosi non si fermino | e mentre noi inneggiamo al Padre, al Figlio e alla Spirito Santo | fa' che ogni cosa dica: amen amen. | Eterno potere, elogi e gloria a Dio, | il solo che offre ogni bene. Amen amen.