Praetorius in un'incisione del 1606

Michael Praetorius
Syntagma Musicum

Wittenberg 1615 · Wolfenbüttel 1619

l'autore | il trattato | le edizioni | la fortuna

l'autore

Michael Praetorius (Creuzburg il 15 febbraio 1571, Wolfenbüttel il 15 febbraio 1621) è stato organista, compositore e teorico della musica. Figlio di un pastore luterano, Praetorius studiò all'Università di Francoforte sull'Oder (1584-1588), dove divenne organista della chiesa di Santa Maria. Inizialmente svolse il compito di maestro di cappella presso varie corti europee, finché nel 1589 fu chiamato dal duca Heinrich Julius di Brunswick prima come segretario e addetto musicale presso la sua residenza di Groninga, poi come maestro di cappella a Wolfenbüttel, dove rimase sino alla morte.

Praetorius è stato un compositore particolarmente prolifico: la sua opera in nove volumi Musae sioniae (1605-10) include circa 1244 corali e trascrizioni di canzoni, mentre Terpsichore (1612) è un compendio di oltre 300 danze strumentali. Nelle sue opere Praetorius reinterpreta in chiave colta molto del materiale musicale e delle melodie popolari del tardo medioevo e del rinascimento germanico e rivede alcuni dei tenorlieder tradizionali, aggiungendo alcune linee vocali e creando complesse e raffinate costruzioni polifoniche che ricordano lo stile italiano. Praetorius è ricordato soprattutto per il trattato sull’arte e la pratica della musica Syntagma Musicum (1619).

il trattato

Il Syntagma musicum appartiene agli ultimi anni di vita di Praetorius. Le tre parti pubblicate (una quarta avrebbe dovuto trattare dei metodi di composizione) mostrano un approccio enciclopedico e sistematico alla teoria e alla pratica musicale.

Il primo volume tratta della musica religiosa, i suoi principi e i suoi tratti liturgici.
Il secondo volume offre informazioni dettagliate sugli strumenti della sua epoca, con un approfondimento particolare dedicato all’organo.
Il terzo volume è un trattato teorico riguardante le forme musicali a lui contemporanee, con un approccio dettagliato verso questioni tecniche come la notazione, le proporzioni, la solmisazione, le trasposizioni, la scrittura polifonica.

L’importanza del Syntagma musicum non risiede tanto nella sua influenza sulle successive generazioni – a causa dei rapidi cambiamenti della prassi musicale seicentesca, segnatamente del continuo – quanto nel suo alto valore documentale. Il trattato rispecchia la straordinaria proliferazione strumentale del primo Barocco, le numerose famiglie di strumenti e la posizione di rilievo dell’organo, e di conseguenza l’enorme varietà di possibilità sonore disponibili con l’esecuzione di musica polifonica e di alternatim che raggiunse l’apice in Germania durante l’epoca di Praetorius.

indice

L'opera è suddivisa in tre parti: la prima e la terza, in latino, riportano note storiche su forme e tecniche musicali, mentre la seconda, in tedesco, è un trattato di organologia dell'epoca.

I · De musica sacra

Discursus de musica Choreali et veterum Psalmodia.
Comentarii de missodia vel leturgia summa.
Explicatio matutinae et vespertinae leturgiae: cum aliis annexis.
Contemplatio musicae instrumentalis ecclesiasticae, cum in Veteris, tum Novi Testamenti ecclesia usitatae.

II · De organographia

I. Instrumentorum musicalium nomenclatura
II: Intonatio & proprietas
III: Historia veterum organorum
IV: Historia novorum organorum
Tavole: Theatrum instrumentorum

III

Die Bedeutung wie auch Abtheil und Beschreibung fast aller Nahmen der Italianischen Franzößischen Englischen und jetziger zeit in Teutschland gebräuchlichen Gesänge
Was im singen bey den Noten und Tactu, Modis und Transpositione, Partibus seu Vocibus und unterschiedenen Choris, Auch bey den Unisonis unnd Octavis zu observiren
Wie die Italienische und andere Termini Musici ... zu gewehnen seyn

le edizioni

Il trattato ha goduto un'edizione moderna del II vol nel 1884 e del III nel 1916.

1615-19 | I edizione

Michael Praetorius, Sintagmatis musici tomus primus completens duas partes: quarum, agit de musica sacra vel ecclesiastica religionis exercitio accommodata, et quatuor membris comprehensa, Wittenberg: Johannes Richter, 1615 [I], Wolfenbüttel: Elias Holwein, 1618-1619 [II-III]

I vol. — [Gallica] — [IA]
II vol. — [Gallica] — [IA] — Theatrum
III vol. — [Gallica] — [IA]

1884 - ed. mod. del II vol.

Michael Praetorius, Syntagmatis musici ... Tomus secundus de Organographia, Leipzig: Breitkopf & Härtel, 1884; rist. Syntagma, II. Teil: Von den Instrumenten. Wolfenbüttel 1618, Berlin: Trautwein, 1884.

II vol. (Berlin) — [IA]

1916 - ed. mod. del III vol.

Michael Praetorius, Syntagma musicum III, a cura di E. Bernoulli, Leipzig: Bernoulli, 1916.

anastatiche

Willibald Gurlitt ha curato le anastatiche del III e II volume apparse rispettivamente nel 1958 (Kassel) e nel 1966 (New York).

1958 - anast. del III vol.

Michael Praetorius, Syntagma musicum · Termini musici, a cura di Willibald Gurlitt, Kassel: Bärenreiter, 1958, 21967, 31978, 41988.

1966 - anast. del III vol.

Michael Praetorius, Syntagma musicum · Tomus secundus, a cura di Wilibald Gurlitt, New York: Boude Bros., 1966.

traduzioni inglesi

Il I vol. è stato parzialmente tradotto in inglese nel 1976 (Fleming). Il II nel 1949 (Blumenfeld) e nel 1986 (Crookes). Il III nel 2004 (Kite-Powell).

1949 - trad. II vol.

Michael Praetorius, Syntagma musicum. Vol. 2: De organographia, first and second parts, trad. di Harold Blumenfeld, Kassel: Bärenreiter, 1949, 21967; New York: Da capo press, 1980.

1976 - trad. I vol.

Michael D. Fleming, Michael Preatorius, music historian: an annotated translation of “Syntagma musicum” I, Part 1, PhD, Washington University, 1979.

1986 - trad. II vol.

Michael Praetorius, Syntagma musicum II: De organographia, Parts I and II, trad. e cura di David Z. Crookes, Oxford: Clarendon press, 1986.

2004 - trad. III vol.

Michael Praetorius, Syntagma musicum III, trad. e cura di Jeffery Kite-Powell, Oxford: Oxford University press, 2004.

la fortuna

Il Syntagma musicum è probabilmente uno dei primi testi di riferimento – certamente tra i più citati – per gli studi di ambito organologico del Rinascimento. Contiene una enorme quantità di informazioni, a partire dalle accordature e le estensioni delle diverse famiglie di strumenti, fino alla rappresentazione, con incisioni di pregevole fattura, di strumenti oggi rari o addirittura perduti.

D.W.S., nella rubrica Reviews of books di «Music & Letters» (40/2, April 1959) riporta:

Non c’è bisogno di fare commenti su Praetorius o sui suoi trattati, dal momento che la loro importanza per lo studioso di musica rinascimentale è incalcolabile. Le informazioni riguardanti le dimensioni, le tecniche costruttive e la natura degli strumenti usati nel sedicesimo secolo, e in particolar modo i dettagli sugli organi, sono una manna per i fanatici della correttezza della prassi esecutiva e per i costruttori o i restauratori di strumenti antichi. Allo stesso modo, le discussioni sulle forme e sugli stili correnti in Europa, le sezioni relative alla notazione, al basso figurato, alle tecniche vocali ed esecutive sono indispensabili per lo storico e per l’esperto di musica.

Renato Meucci, a proposito delle fonti iconografiche fondamentali per la ricerca storico-organologica, scrive:

Tali illustrazioni sono accompagnate da una scala graduata basata sull’unità di misura locale (il piede di Braunschweig), grazie alla quale è stato possibile ricavare i dati e le misure per ricostruire numerosi strumenti coevi di cui non esistono esemplari originali superstiti. Il Syntagma Musicum e molti altri trattati musicali antichi ci forniscono anche una preziosa serie di informazioni su un altro parametro fondamentale per la conoscenza di molti strumenti: la loro accordatura. Impossibile da ricavare dalle immagini o dagli esemplari superstiti, e solo talvolta decifrabile dalle musiche conservate, l'accordatura è invece un elemento fondamentale per la corretta comprensione di taluni strumenti. La conoscenza di questo particolare ci consente difatti di scoprire, soprattutto per quelli a corde dotati di manico, relazioni e affinità altrimenti insospettabili, come ad esempio quelle tra il liuto e la viola da gamba (entrambi abitualmente accordati per quarte, con una terza centrale), o tra il violino e il mandolino napoletano (entrambi accordati per quinte). La somiglianza dell'accordatura impone, difatti, un’analoga tecnica esecutiva della mano sinistra, al di là delle differenze nella forma dello strumento o nel modo di toccare le corde per produrre il suono. [Renato Meucci, Organologia: definizione e contenuti di una recente disciplina, in «Rendo lieti in un tempo gli occhi el core». Il museo degli strumenti musicali del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, a cura di Mirella Branca, Livorno: Sillabe, 1999, pp. 111-112]

Scheda a cura di Michele Sartor © 2012